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L’Europa vuole nuove regole sui brevetti. Ma gli Usa avvertono: "Il piano di Bruxelles favorisce la Cina”

(agf)
Mercoledì la Commissione europea si riunirà per discutere un nuovo disegno di legge sui brevetti. Sul tavolo nuove norme per quelli tech e farmaceutici, che avranno tempi ridotti. Su cui le Big Pharma promettono battaglia
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ROMA - È scontro per la nuova stretta europea sui brevetti tech e farmaceutici. A dare l'allarme sono gli Stati Uniti, in una lettera di alcuni ex alti funzionari indirizzata ai vertici della Commissione europea. Ma a promettere battaglia ci sono anche le Big Pharma.

Mercoledì 26 aprile la Commissione europea presentarà un nuovo disegno di legge in materia di brevetti. Bruxelles è infatti al lavoro per la definizione di regole più severe sulla trasparenza dei certificati di paternità del know-how tecnologico. Ma il progetto mira anche a garantire pagamenti "equi" alle aziende proprietarie e a frenare le battaglie legali sui diritti d'autore. Un piano in cui avrà un ruolo cruciale un ”centro di competenza” a capo dell’Euipo - l’ufficio per la proprietà intellettuale Ue – che la Commissione ha intenzione di creare per la gestione di un registro dei brevetti e per aiutare le aziende a…

ROMA - È scontro per la nuova stretta europea sui brevetti tech e farmaceutici. A dare l'allarme sono gli Stati Uniti, in una lettera di alcuni ex alti funzionari indirizzata ai vertici della Commissione europea. Ma a promettere battaglia ci sono anche le Big Pharma.

Mercoledì 26 aprile la Commissione europea presentarà un nuovo disegno di legge in materia di brevetti. Bruxelles è infatti al lavoro per la definizione di regole più severe sulla trasparenza dei certificati di paternità del know-how tecnologico. Ma il progetto mira anche a garantire pagamenti "equi" alle aziende proprietarie e a frenare le battaglie legali sui diritti d'autore. Un piano in cui avrà un ruolo cruciale un ”centro di competenza” a capo dell’Euipo - l’ufficio per la proprietà intellettuale Ue – che la Commissione ha intenzione di creare per la gestione di un registro dei brevetti e per aiutare le aziende a stabilire politiche di royalty "eque, ragionevoli e non discriminatorie".  

Eppure, oltreoceano iniziano a emergere i primi dubbi sulla nuova linea comunitaria a tutela dell'invenzione tecnologica. Il rischio potrebbe essere infatti uno sgambetto da parte della Cina. La paura, stando all'appello fatto da 6 ex alti funzionari del governo Biden,Trump e Obama, è infatti che le nuove regole  "sconvolgano l'equilibrio" nel settore e aprano "la strada ai concorrenti internazionali" come la Cina "per fissare tassi di royalty aggregati vincolanti che svaluterebbero gravemente l'innovazione europea". Consentendo così ai "concorrenti mondiali" di continuare a erodere il valore dei "diritti di proprietà intellettuale". Un danno "per l'innovazione europea e americana", che dovrebbe quindi "essere abbandonato". Il campo dei brevetti tech è infatti uno dei settori d'innovazione più floridi sia per i paesi europei - in cui l'Itaia è fuoriclasse - sia per Usa e Asia.

Ad agitare le acque non sono però solo le preoccupazioni sui questo particolare tipo di certificato di uso esclusivo. Sul tavolo delle riunione di mercoledì a Palazzo Berlaymont ci sono anche nuove norme sui farmaci, che godranno di brevetti con tempi più brevi. Una misura che, insieme alla protezione di mercato e dei dati sui medicinali e all'accelerazione sul passaggio ai farmaci generici, rappresenta il primo intervento organico dell'Ue sul settore dal 2004. E che dovrebbe vedere la luce dopo ben tre rinvii dovuti allo scontro tra i consumatori e l'industria farmaceutica e alle divergenze tra gli Stati membri. Ma che ha acceso il dibattito da parte delle Big Pharma, impegnate a difendere le norme a tutela dei propri prodotti.