Pnrr, l'asticella si sposta a luglio. Ci sono 27 obiettivi da revisionare
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - La tabella di marcia del Pnrr deve cambiare. A stretto giro, un paio di settimane al massimo. Dietro le intenzioni che stanno prendendo forma nelle ultime ore a Palazzo Chigi non ci sono i progetti. Per rimodularli servirà ancora tempo, almeno fino a luglio, perché il rimontaggio deve superare il passo lento e le resistenze dei ministeri. La revisione riguarda i 27 obiettivi che bisogna raggiungere entro il 30 giugno. Valgono la quarta rata del Piano: 16 miliardi.
ROMA - La tabella di marcia del Pnrr deve cambiare. A stretto giro, un paio di settimane al massimo. Dietro le intenzioni che stanno prendendo forma nelle ultime ore a Palazzo Chigi non ci sono i progetti. Per rimodularli servirà ancora tempo, almeno fino a luglio, perché il rimontaggio deve superare il passo lento e le resistenze dei ministeri. La revisione riguarda i 27 obiettivi che bisogna raggiungere entro il 30 giugno. Valgono la quarta rata del Piano: 16 miliardi.
I dati raccolti registrano un recupero, ma la Commissione è stata già informata dell’eventualità di un rinvio di tre mesi. Quello che il governo si appresta ad aprire è un negoziato dentro a una trattativa più ampia, che tira in ballo i singoli progetti. E qui l’affanno si fa evidente perché le modifiche chieste da Fitto tardano ad arrivare. Il quadro è in evoluzione, alcuni ministri stanno facendo meglio di altri. Chi ha portato avanti il lavoro è Matteo Salvini.
Sarà rivisto l’obiettivo relativo ai sistemi Ertms per l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza e segnalazione del trasporto ferroviario. In tutto ci sono 2,9 miliardi, ma il ministero dei Trasporti giudica troppo ambizioso il target fissato due anni fa (coprire 1.400 chilometri di rete entro la fine dell’anno; 3.400 in tutto al 2026). Non c’è mercato per l’idrogeno su strada: per questo gli investimenti per i rifornimenti passeranno da 40 a 35, mentre restano confermati quelli sulla rete ferroviaria.
Tra i progetti del Pnrr che cambieranno anche il Programma innovativo della qualità dell’abitare, che prevede uno stanziamento di 2,8 miliardi per costruire nuovi alloggi pubblici, riqualificando le aree degradate. Nei prossimi giorni scatterà una ricognizione tra i Comuni: chi non riesce a spendere deve lasciare il posto a chi viene dopo in graduatoria.
Un altro intervento potrebbe riguardare i posti letto per gli studenti universitari: ne sono stati assegnati 7.500, ma da qui al 2026 bisogna aggiungerne altri 52.500. Servono immobili e per questo la ministra dell’Università Anna Maria Bernini prenderà carta e penna per scrivere al Demanio, oltre a sondare le disponibilità con i sindaci delle Città metropolitane.
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