Def, respinta alla Camera relazione del governo su scostamento di bilancio. Giorgetti: "Nessun problema politico, i deputati non si rendono conto"
di Giuseppe Colombo , di Giuseppe ColomboROMA - Ore 16.40, aula della Camera. Si vota la relazione del governo per il ricorso all'indebitamento: 3,4 miliardi da utilizzare subito, con un decreto da approvare in Consiglio dei ministri il primo maggio per tagliare il cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Altri 4,5 miliardi per ridurre le tasse l'anno prossimo.
Def, le Camere tornano al voto: la diretta
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è seduto tra i banchi del governo. Si vota. I sì sono 191, i no 19, 105 gli astenuti. La Camera respinge. Tra i banchi delle opposizioni esplode un lungo applauso.
Il volto di Giorgetti si fa scuro. Serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell'assemblea di Montecitorio per far passare la relazione, ma l'asticella della maggioranza si è fermata sotto: sei voti in meno. Gli assenti: 15 deputati della Lega, 14 di Fratelli d'Italia, 14 di Forza Italia, 2 di Noi Moderati.
Scoppia il caos. Al Senato le votaz…
ROMA - Ore 16.40, aula della Camera. Si vota la relazione del governo per il ricorso all'indebitamento: 3,4 miliardi da utilizzare subito, con un decreto da approvare in Consiglio dei ministri il primo maggio per tagliare il cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Altri 4,5 miliardi per ridurre le tasse l'anno prossimo.
Def, le Camere tornano al voto: la diretta
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è seduto tra i banchi del governo. Si vota. I sì sono 191, i no 19, 105 gli astenuti. La Camera respinge. Tra i banchi delle opposizioni esplode un lungo applauso.
Il volto di Giorgetti si fa scuro. Serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell'assemblea di Montecitorio per far passare la relazione, ma l'asticella della maggioranza si è fermata sotto: sei voti in meno. Gli assenti: 15 deputati della Lega, 14 di Fratelli d'Italia, 14 di Forza Italia, 2 di Noi Moderati.
Scoppia il caos. Al Senato le votazioni si sono concluse, con il via libera alla relazione e alla risoluzione di maggioranza al Def. A Montecitorio, invece, non si è potuto procedere con la votazione sulle risoluzioni. Tutto da rifare.
In aula cala il silenzio. Alcuni deputati di Forza Italia lamentano l'assenza del capogruppo Paolo Barelli del suo vice Raffaele Nevi. Inizia la conta dei "disertori". Dai banchi del Pd monta la protesta. "La maggioranza, con i numeri che ha, si è dimostrata incapace di approvare il primo atto di programmazione economica, avete fallito", dice la capogruppo dei dem Chiara Braga.
In Transatlantico arrivano anche i deputati di Alleanza Verdi-Sinistra. "Non avere i numeri per approvare il Def è un segnale di impreparazione e di irresponsabilità politica, unita a scarso senso delle istituzioni che dovrebbe preoccupare e non poco la presidente Giorgia Meloni", twitta il capogruppo di Azione-Italia Viva Matteo Richetti.
Nuovo cdm
Tutti aspettano un'indicazione del governo. Giorgetti resta in aula per venti minuti. All'uscita è perentorio: "Nessun problema politico, è che i deputati o non sanno o non si rendono conto".
Qualche minuto dopo è il suo vice, Maurizio Leo, a spiegare che servirà una riunione del Consiglio dei ministri per una nuova richiesta di autorizzazione al Parlamento, modificando i saldi. Quindi un nuovo passaggio alle Camera e al Senato, prima in commissione Bilancio, poi in aula.
Dalla conferenza dei capigruppo alla Camera arriva però un'indicazione diversa: ripetere il voto sul medesimo testo. "La maggioranza, dopo il collasso, ora tenta il golpe. Si vuole ripetere una votazione dall'esito chiaro.
Non accetteremo ovviamente manomissioni del regolamento", hanno detto Luana Zanella e Marco Grimaldi, capogruppo e vice capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, al termine della capigruppo sul voto al Def.
Le modifiche
Quindi, poco prima delle 19, va in scena un Consiglio dei ministri lampo. Nessuna modifica al Def ma solo alla risoluzione sullo scostamento fanno sapere fonti dell'esecutivo. Quindi sul nuovo testo torneranno ad esprimersi i due rami del Parlamento, con il presidente del Senato che ha convocato per domani alle 14 il nuovo voto.
Il governo, intanto, avverte la Commissione Ue sugli sviluppi della situazione: "Tutti i documenti redatti da questo governo hanno avuto parere favorevole della Commissione Ue", dice il ministro Giorgetti rispondendo in commissione Bilancio alla Camera a chi gli chiedeva notzie al riguardo.
Interpellato se confermasse di aver sentito Bruxelles, infine Giorgetti ha confermato: "L'abbiamo sentita".