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Il Pnrr si è incagliato a Cinecittà: anche il maxi-progetto per i nuovi studios sarà rimodulato

Il Piano prevede 262 milioni per nuovi studi digitali e sostenibili. Nel mezzo vanno acquisiti i terreni e fatti partire i contratti per l'esecuzione delle opere: si lavora su queste scadenze per non mandare tutto a monte
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ROMA - Torre Spaccata, periferia est di Roma. Il pratone che domina il quartiere diventerà il nuovo set di Cinecittà. Perché è qui che il Piano di ripresa e resilienza prevede l'ampliamento degli stabilimenti cinematografici che si trovano a pochi metri. Teatri di posa, ma anche backlot, cioè spazi per le riprese esterne. Tutto digitalizzato, oltre che sostenibile. Ma il Pnrr, qui, si è incagliato. Il Progetto Cinecittà, finanziato con 262 milioni, sarà rivisto. La tabella di marcia, fissata dal governo Draghi, è saltata.

Non è un caso che Raffaele Fitto, il ministro che ha la delega al Piano, abbia indicato proprio questo investimento tra i tre obiettivi di giugno che dovranno essere modificati (gli altri due sono l'assegnazione dei lavori per gli asili nido e le stazioni di rifornimento a idrogeno). "Il progetto di Cinecittà - ha detto ieri il ministro durante l'informativa sul Pnrr al Sen…

ROMA - Torre Spaccata, periferia est di Roma. Il pratone che domina il quartiere diventerà il nuovo set di Cinecittà. Perché è qui che il Piano di ripresa e resilienza prevede l'ampliamento degli stabilimenti cinematografici che si trovano a pochi metri. Teatri di posa, ma anche backlot, cioè spazi per le riprese esterne. Tutto digitalizzato, oltre che sostenibile. Ma il Pnrr, qui, si è incagliato. Il Progetto Cinecittà, finanziato con 262 milioni, sarà rivisto. La tabella di marcia, fissata dal governo Draghi, è saltata.

Non è un caso che Raffaele Fitto, il ministro che ha la delega al Piano, abbia indicato proprio questo investimento tra i tre obiettivi di giugno che dovranno essere modificati (gli altri due sono l'assegnazione dei lavori per gli asili nido e le stazioni di rifornimento a idrogeno). "Il progetto di Cinecittà - ha detto ieri il ministro durante l'informativa sul Pnrr al Senato - partiva con un dimensionamento molto importante. Se non dovesse essere oggetto di una revisione, in termini complessivi di progetto e soprattutto di risoluzione di alcuni contenziosi che sono al suo interno, difficilmente potrebbe raggiungere il risultato". La richiesta che sarà avanzata alla Commissione europea: il progetto si intende concluso, nel 2026, con l'acquisizione dei terreni, senza cioè includere la realizzazione dei nuovi teatri.

L'obiettivo del governo è salvare il progetto, impiegando tutte le risorse a disposizione, in linea con la direzione politica ribadita da Palazzo Chigi: bisogna spendere fino all'ultimo euro del Pnrr. Ma i ritardi impongono di rivedere i passaggi intermedi e, in alcuni casi, come è quello del Progetto Cinecittà, anche il target finale. Un ragionamento che Fitto ha esteso anche agli asili nido: l'aggiudicazione dei lavori non si completerà entro il 30 giugno, come previsto inizialmente. A Bruxelles si chiederà di ridimensionare la scadenza, riducendo la quota delle assegnazioni al 60% o rinviando l'obiettivo a dicembre, con la garanzia di affidare tutti gli appalti. Con l'auspicio che rimettere mano prima ai progetti possa salvarli nella fase finale: in ballo c'è la realizzazione, entro il 31 dicembre 2025, di circa 260 mila nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia.

Tornando a Cinecittà, perché il governo ha deciso di mettere mano all'obiettivo 2026? Il problema riguarda il pratone di Torre Spaccata. La società Cinecittà ha raggiunto un accordo preliminare con Cassa depositi e prestiti, proprietaria del terreno: 17,8 milioni di euro per comprare 31 ettari. Ma l'intesa non ha ancora il parere definitivo del ministero dell'Economia e serve anche il via libera del Progetto urbano da parte del Comune di Roma, in coerenza con le disposizioni del Piano regolatore. La chiusura degli atti amministrativi e autorizzativi è prevista entro la fine di quest'anno. Insomma i tempi tecnici non sono stringenti, da qui la necessità di rimodulare l'obiettivo finale. "Dobbiamo aggiustare il piano collegato ai nuovi terreni che ha scadenza nel 2026", ha spiegato negli scorsi giorni l'amministratore delegato di Cinecittà Nicola Maccanico.

Prima del 2026 c'è un passaggio intermedio che va rispettato. Entro la fine di giugno, infatti, il Pnrr prevede la firma del contratto tra l'ente attuatore Istituto Luce Studios e le società in relazione alla costruzione di nove studi. In pratica l'assegnazione delle gare e la firma dei contratti con le società che realizzeranno e ristruttureranno i teatri. Fitto ha elencato Cinecittà parlando delle criticità che insistono sugli obiettivi del primo semestre, quelli che bisogna raggiungere per incassare la quarta rata da 16 miliardi, ma dal ministero della Cultura e da Cinecittà spiegano che questo step non è in bilico: tutti i contratti saranno firmati entro il termine previsto. Firme che sbloccheranno quindi la costruzione di cinque nuovi teatri di posa e la ristrutturazione di altri quattro, tutti all'interno dei terreni storici degli stabilimenti cinematografici. Un intervento che secondo le stime della società porterà a un aumento di oltre il 60% della capacità produttiva.