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Cgil, Cisl e Uil da Potenza: "Il Primo Maggio è la festa del lavoro, non del governo. Ci mobiliteremo fino a che non avremo risposte"

(ansa)
Si riaccende la polemica con la premier Meloni. Landini (Cgil): "Il taglio del cuneo è una tantum". Sbarra (Cisl): "Troppi provvedimenti approvati senza coinvolgere i sindacati". Bombardieri (Uil): "Non basta un decreto: c'è troppa precarietà"
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ROMA - Non si placano le tensioni tra sindacati e governo. I leader di Cigl, Cisl e Uil, nei loro comizi del Primo maggio da Potenza, mandando messaggi chiari alla premier. Proprio mentre il Consiglio dei ministri è riunito per varare il decreto Lavoro con la riforma del Reddito di cittadinanza, il taglio del cuneo fiscale, la liberalizzazione dei contratti a termine. "Oggi è la festa del lavoro, non del governo", dice dal palco Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

Polemica sul Primo Maggio

"Su 365 giorni dell'anno, il governo doveva convocare il Consiglio dei ministri proprio oggi?", insiste Landini, riprendendo la polemica innescata con la premier nei giorni scorsi. "Oggi è la festa del lavoro, non è la…

ROMA - Non si placano le tensioni tra sindacati e governo. I leader di Cigl, Cisl e Uil, nei loro comizi del Primo maggio da Potenza, mandando messaggi chiari alla premier. Proprio mentre il Consiglio dei ministri è riunito per varare il decreto Lavoro con la riforma del Reddito di cittadinanza, il taglio del cuneo fiscale, la liberalizzazione dei contratti a termine. "Oggi è la festa del lavoro, non del governo", dice dal palco Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

Polemica sul Primo Maggio

"Su 365 giorni dell'anno, il governo doveva convocare il Consiglio dei ministri proprio oggi?", insiste Landini, riprendendo la polemica innescata con la premier nei giorni scorsi. "Oggi è la festa del lavoro, non è la festa del governo. Rivendico il valore di questa giornata. Il governo deve pensare al lavoro tutti i giorni dell'anno, non solo il Primo maggio". 

Nel merito delle misure Landini dice: "Il governo sta mettendo delle toppe, ma serve una strategia. Non si può andare avanti a colpi di propaganda. Oggi è il momento di rilanciare con forza la mobilitazione. Le ragioni ci sono tutte e rimangono. Bisogna cambiare le politiche economiche e sociali che sono sbagliate. Ci mobilitermo fino a che non avremo risposte. Non permetteremo di modificare la Costituzione con l'autonomia differenziata". 

Troppa precarietà e poco dialogo sociale

Il decreto sul lavoro "allarga la precarietà, liberalizza i contratti a termine e aumenta i voucher, fa cassa sul Reddito. Non è quello che serve al nostro Paese e non è il metodo per affrontarlo", aggiunge Landini. Sul cuneo va "nella direzione richiesta ma è una tantum".

"Bisogna ripartire dalla centralità del lavoro", aggiunge Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl. "Il filo del dialogo con il governo nelle ultime settimane è caduto, con troppi provvedimenti approvati senza coinvolgere le parti sociali. Quel filo deve essere ripreso e rafforzato. Reso stabile e affidabile. La qualità e la stabilità del lavoro siano l'assillo costante delle istituzioni, come ha detto il capo dello Stato".

Non basta un decreto

"Siamo qui per ricordare che la Costituzione all'articolo uno dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro", ribadisce Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, ricordando lo slogan scelto dai sindacati per questo Primo maggio. "Lavoro che deve essere stabile e dignitoso. Bisogna superare la precarietà, garantire la sicurezza, dare salari dignitosi e risposte ai giovani. Non basta un decreto per risolvere questi grandi temi. Il resto è metaverso". Le risposte del decreto Lavoro "sono sbagliate, c'è troppa precarietà e poca sicurezza. Il taglio del cuneo è positivo, ma è temporaneo".