Enel, Starace cerca di restare in sella. Governo infuriato per l'assist a Covalis
di Luca Pagni , Giovanni PonsMILANO - A una settimana dall'assemblea dei soci, si infiamma la volata per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione del gruppo Enel. Per la prima volta nella storia dei colossi di Stato si presenta una lista che dichiaratamente punta ad opporsi alle scelte del ministero del Tesoro, indicando un presidente alternativo, guidato dall'hedge fund Covalis. E per la prima volta un'azienda a controllo pubblico potrebbe passare a una gestione in cui le scelte di governance - dovranno trovare il consenso anche dai rappresentanti di liste diverse espresse dai fondi.
In questo quadro sta cercando di giocare un ruolo anche il manager uscente, Francesco Starace: assunto 23 anni fa dall'ex monopolista, e negli ultimi nove amministratore delegato, dopo aver guidato anche Enel Green Power. Con alcune dichiarazioni rilasciate lunedì primo maggio al Sole-24Ore, Starace si è detto "a disposizione se qualcuno avesse bisogno di mandare avanti temporaneamente la ge…
MILANO - A una settimana dall'assemblea dei soci, si infiamma la volata per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione del gruppo Enel. Per la prima volta nella storia dei colossi di Stato si presenta una lista che dichiaratamente punta ad opporsi alle scelte del ministero del Tesoro, indicando un presidente alternativo, guidato dall'hedge fund Covalis. E per la prima volta un'azienda a controllo pubblico potrebbe passare a una gestione in cui le scelte di governance - dovranno trovare il consenso anche dai rappresentanti di liste diverse espresse dai fondi.
In questo quadro sta cercando di giocare un ruolo anche il manager uscente, Francesco Starace: assunto 23 anni fa dall'ex monopolista, e negli ultimi nove amministratore delegato, dopo aver guidato anche Enel Green Power. Con alcune dichiarazioni rilasciate lunedì primo maggio al Sole-24Ore, Starace si è detto "a disposizione se qualcuno avesse bisogno di mandare avanti temporaneamente la gestione dell'azienda, però all'interno di un limite temporale e di determinati paletti".
In ambienti sia finanziari che di governo, la disponibilità del manager romano, è stata subito letta come la conferma del fatto che Starace sia stato già da tempo contattato dai fondi che si riconoscono nella lista guidata da Covalis e che si contrappongono al Tesoro nella scelta dei candidati per il nuovo cda. E' vero che lo stesso Starace ha fatto sapere di non essersi mai detto disponibile - anche in caso di vittoria della lista "alternativa" al Tesoro - per il ruolo di amministratore delegato. Ma ora introduce la possibilità di farlo a tempo, senza specificare quanto, e dunque proponendosi come traghettatore nel caso - assai difficile visto lo spiegamento di forze in campo - di una vittoria della lista Covalis. Così come Starace ha detto che è disponibile al "passaggio di consegne se prevalesse la lista dell'esecutivo".
La lista di minoranza presentata da Assogestioni in rappresentanza dei fondi italiani e consigliata anche dalle agenzie di proxy Iss e Glass Lewis è quella deputata a raccogliere i maggiori consensi in assemblea, come è già successo nel 2020. Ma dovrà giocarsela testa a testa con la lista di maggioranza proposta dal Tesoro che ha indicato Paolo Scaroni per la presidenza e Flavio Cattaneo alla guida operativa dell'azienda. La lista Covalis compete per guadagnare un posto nel consiglio di amministrazione, per ottenere il quale dovrà raccogliere almeno il 7% dei voti presenti in assemblea (se la partecipazione sarà intorno al 70% del capitale). Un'impresa non facile.
La discesa in campo di Starace punta quindi a far raccogliere un po' più di consensi alla lista del finanziere Zach Mecelis, voti che andrebbero però a indebolire la corsa di Assogestioni nei confronti del Mef. Ma le sue dichiarazioni hanno irritato non poco Palazzo Chigi e il ministero guidato da Giancarlo Giorgetti, che potrebbero mandare un segnale di sfiducia al manger anche prima dell'appuntamento dell'assemblea. Perché la posizione di Starace viene vista come una sorta di presa di posizione contraria alle scelte del governo dopo che lo stesso ne ha sostenuto la gestione per nove anni.
E' infatti assai improbabile che Palazzo Chigi si faccia sfuggire il controllo di una azienda strategica come Enel, fondamentale per gli equilibri energetici del paese, primo produttore di rinnovabili (ma anche leader nelle centrali a carbone, ancora fondamentali per la sostituzione del gas russo). E sulla quale potrebbe anche esercitare i poteri del golden power.
Starace avrà sicuramente modo di spiegarsi ulteriormente fra poche ore, visto che per mercoledì 3 maggio è prevista la presentazione dei conti del primo trimestre di Enel. Il 10 maggio, poi, lo showdown in assemblea.