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Starace: "Non voglio fare l'ad, ma dare solo una mano per far ripartire l'Enel nel migliore dei modi"

Francesco Starace, amministratore delegato del gruppo Enel 
L'amministratore delegato uscente dell'ex monopolista risponde alle indiscrezioni in una intervista a Repubblica. Spiega "di non essere mai stato disponibile a un nuovo mandato" ma di essere soltanto pronto a collaborare con chi vincerà in assemblea "per un passaggio di consegne che finora non è stato possibile per una situazione che non si era mai verificata prima" 
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ROMA -  "Ho cercato di spiegare una volta per tutte che non sono intenzionato a restare. Ma lo voglio ripetere un'altra volta: non ho nessuna ambizione a rifare l'amministratore delegato di Enel". A pochi giorni dall'assemblea per il rinnovo del cda di Enel, Francesco Starace torna a precisare che non vuole avere nessuno ruolo in partita e per spegnere le voci che continuano a rincorrersi sul mercato e anche in ambienti politici. 

E ha voluto sottolineare a Repubblica ancora una volta la sua posizione, smentendo che sia legata in qualsiasi modo alla cordata dei fondi alternativa alla lista presentata dal Tesoro: "Ho solo detto, proprio per tacitare le voci, dopo giorni di insistenza e solo allo scopo di bloccarle, che voglio essere utile a una azienda che ho guidato per nove anni per un passaggio di consegne ordinato, qualunque sia il risultato dell'assemblea. Posso dare una mano dopo l'assemblea ma solo se ce ne fosse bisogno e mi venisse…

ROMA -  "Ho cercato di spiegare una volta per tutte che non sono intenzionato a restare. Ma lo voglio ripetere un'altra volta: non ho nessuna ambizione a rifare l'amministratore delegato di Enel". A pochi giorni dall'assemblea per il rinnovo del cda di Enel, Francesco Starace torna a precisare che non vuole avere nessuno ruolo in partita e per spegnere le voci che continuano a rincorrersi sul mercato e anche in ambienti politici. 

E ha voluto sottolineare a Repubblica ancora una volta la sua posizione, smentendo che sia legata in qualsiasi modo alla cordata dei fondi alternativa alla lista presentata dal Tesoro: "Ho solo detto, proprio per tacitare le voci, dopo giorni di insistenza e solo allo scopo di bloccarle, che voglio essere utile a una azienda che ho guidato per nove anni per un passaggio di consegne ordinato, qualunque sia il risultato dell'assemblea. Posso dare una mano dopo l'assemblea ma solo se ce ne fosse bisogno e mi venisse chiesto, per un periodo di tempo molto limitato e solo per l'ordinaria amministrazione. Mi sembra solo una cosa di buon senso".

Ma non si era mai visto un amministratore delegato che rimane dopo l'assemblea, per quanto per un periodo limitato.
"E' vero, ma io non c'entro nulla. Non può essere imputato a me il fatto che si siano presentate due liste, detto che è inedito per l'Italia ma in altre parti del mondo succede. In ogni caso, in questi giorni convulsi, volevo solo essere d'aiuto: siccome non è stato possibile fare un passaggio di consegne nei 25 giorni precedenti all'assemblea come è avvenuto in passato quando c'era una sola lista e quindi con candidati già individuati, ho solo voluto ribadire la mia disponibilità a lavorare per il bene dell'Enel, azienda complessa e prima società della Borsa italiana".

Ma ogni volta che lo dice una parte del mercato pensa che non sia solo così ed è una posizione poco gradita anche dall'azionista di maggioranza.
"Mi sono anche rassegnato al fatto che non si capisca una cosa molto chiara. Ogni volta c'è qualche giornale che vede, dietro a tutto ciò, il sottoscritto. Ma, in questi giorni convulsi, lo vogli ripetere visto che c'è ancora bisogno: non sono dietro a nessuna lista, non voglio fare l'ad, dico solo che se c'è bisogno sono disponibile a dare una mano. Con un tempo limitato e con dei paletti".

Ma non ha mai precisato quanto tempo e quali paletti.
"Non più di un mese, quel periodo che in passato è sempre trascorso per un passaggio di consegne. I paletti sono ovviamente l'ordinaria amministrazione perché la società possa avere quel minimo di continuità di cui ha bisogno una struttura così complessa. Del resto, mi rendo disponibile, ove ce ne fosse bisogno, proprio perché essendosi presentate due liste non posso fino all'assemblea parlare con nessuno".

Ma le hanno mai chiesto i fondi di fare il candidato ad nel caso di loro vittoria?
"Non me lo hanno mai chiesto, perché non sono mai stato disponibile. Vedo che si fa fatica ad accettarlo ma continuerò a ripeterlo".

Al Tesoro non sono molto felici della sua uscita. Perché mettersi in una situazione che al governo considerano di scontro?
"Non sono felici dell'interpretazione che danno i giornali, perché quello che vado dicendo mi sembra molto chiaro".

I fondi che hanno presentato la lista alternativa al Tesoro non sono contenti delle scelte del governo. Pensa che non ci sia stato un lavoro del governo con il mercato per far capire la bontà delle scelte?
"Non posso giudicare perché non lo so. Ma posso dire che il mercato è l'ultimo a essere sorpreso che io non sia disponibile a restare, perché avevo assunto questa posizione già a da tempo a partire dall'intervista al Financial Times. Quando dissi che ero disponibile a dare una mano, ma solo perché Enel riesca a ripartire nel migliore dei modi".