ROMA - Mentre si aspetta la firma definitiva sull'accordo che porterà Lufthansa al 40% di Ita, dal Tribunale Ue arriva una decisione che riguarda la compagnia aerea tedesca: stop alla decisione della Commissione europea ha approvato la ricapitalizzazione del principale vettore tedesco da parte della Germania, 6 miliardi di euro di valore.
Operazione scattata per puntellare le finanze dell'aviolinea ai tempi della pandemia, quando il Covid-19 aveva praticamente azzerato il traffico aereo. Lufthansa, al riguardo, dichiara: tutti i soldi sono stati restituiti con gli interessi.
La decisione è stata presa in seguito ai ricorsi presentati da Ryanair e da Condor, compagnia di charter con sede a Francoforte. Il Tribunale sostiene che l'esecutivo europeo sia incorso in vari errori. In particolare ha ritenuto che Lufthansa non fosse in grado di reperire finanziamenti sui mercati per la totalità del suo fabbisogno e ha omesso di esigere un meccanismo che incentivasse Lufthansa a riacquistare la partecipazione della Germania il più rapidamente possibile.
Potere di mercato
La Commissione Ue ha inoltre sbagliato per due altre ragioni: ha negato l'esistenza di un notevole potere di mercato di Lufthansa in alcuni aeroporti e accettato impegni che non garantivano la salvaguardia di una concorrenza effettiva sul mercato.
Il Tribunale spiega che è fondato il ricorso presentato dalle concorrenti, pur non direttamente coinvolte nella misura, in quanto il via libera all'aumento di capitale "poteva consentire al gruppo Lufthansa di far fronte a un rischio di uscita dai mercati nei quali si trovava in concorrenza diretta con le ricorrenti e rafforzare la sua posizione concorrenziale".
E ancora: il prestito era "tale da provocare un lucro cessante o un’evoluzione meno favorevole di quella che sarebbe stata registrata dalle ricorrenti in assenza di una simile misura".
Garanzie sugli aerei
Tra i vari punti analizzati su indicazione delle ricorrenti, il Tribunale concorda nel ritenere che non sia stata adeguatamente valutata la possibilità che Lufthansa facesse ricorso al mercato per reperire le finanze necessarie a sopravvivere a quel contesto pandemico.
"Nulla nella decisione impugnata indica che la Commissione abbia esaminato l’eventuale disponibilità di garanzie, come gli aeromobili non gravati della DLH (la casa madre di tutte le compagnie del Gruppo Lufthansa), il loro valore e le condizioni degli eventuali prestiti che sarebbe stato possibile ottenere sui mercati finanziari a fronte di tali garanzie".
Remunerazione dello Stato
Altri appunti sull'operazione riguardano le tecnicalità dell'ingresso dello Stato in Lufthansa (l'operazione prevedeva tre elementi distinti: 300 milioni di partecipazione al capitale, una partecipazione tacita non convertibile in azioni per 4,7 miliardi e una seconda partecipazione tacita da 1 miliardo come obbligazione convertibile) e in particolare la mancanza di un meccanismo di aumento della remunerazione dello Stato.
Se il Tribunale concorda con la Commissione nella metodologia utilizzata per la definizione del mercato pertinente, dissente sulla valutazione del potere di mercato detenuto da Lufthansa in alcuni aeroporti.
E anche sulle proposte di correttivi da parte della Germania, ovvero la cessione di alcune bande orarie negli aeroporti di Francoforte e Monaco, che non è stata valutata correttamente.
Interessi
Così ribatte la compagnia tedesca: “Lufthansa analizzerà la sentenza e deciderà in seguito eventuali ulteriori azioni. Il gruppo ha già rimborsato interamente le misure di stabilizzazione approvate dalla Commissione Ue e circa 92 milioni di euro di interessi".
"Le due partecipazioni tacite del Fondo di stabilizzazione economica (FSE) sono state rimborsate nell'ottobre e nel novembre 2021. Lo scorso 2022, il FSE ha venduto le azioni di Lufthansa acquisite nell'ambito della stabilizzazione. La stabilizzazione era quindi già completamente terminata prima della sentenza odierna del tribunale.”