Economia

Concessioni balneari, via al tavolo tecnico di Palazzo Chigi per mappare le spiagge

Concessioni balneari, via al tavolo tecnico di Palazzo Chigi per mappare le spiagge
(agf)
E' stato istituito alla Presidenza del consiglio: dovrà definire i criteri per valutare la scarsità della risorsa disponibile
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A tre settimane dalla pronuncia della Corte europea sull'impossibilità di rinnovare automaticamente le concessioni balneari, Palazzo Chigi ha dato il via al tavolo che dovrà mappare le spiagge italiane.

È istituito "presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per il coordinamento amministrativo il tavolo tecnico consultivo sulle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali", ha fatto sapere lo stesso governo spiegando che "il tavolo, acquisiti i dati relativi a tutti i rapporti concessori in essere delle aree demaniali marittime, lacuali e fluviali, definisce i criteri tecnici per la determinazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale disponibile, tenuto conto sia del dato complessivo nazionale sia di quello disaggregato a livello regionale e della rilevanza economica transfrontaliera".

A presiedere il tavolo tecnico è il capo del dipartimento (Elisa Grande) con due rappresentanti tecnici per ciascuno dei ministeri interessati: Infrastrutture e trasporti, Economia e Finanze, Imprese e made in italy, Ambiente e sicurezza energetica, Turismo, protezione civile e politiche del mare, Affari regionali e le autonomie, Affari europei. Ne faranno parte anche un rappresentante delle regioni e i rappresentanti delle associazioni di categoria, dettaglia il governo.

A prevedere il Tavolo era stato il decreto Milleproroghe approvato a febbraio, insieme alla proroga delle concessioni contenuta però dopo gli appunti del Quirinale a fine 2024.

"Il compito fondamentale del tavolo tecnico - dettaglia il dossier parlamentare su quella norma - è di acquisire i dati della mappatura delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali" che a sua volta era stata prevista dalla legge sulla Concorrenza del 2021, governo Draghi. Nel dettaglio deve "definire i criteri tecnici per la determinazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale disponibile, tenuto conto non solo del dato complessivo nazionale ma anche di quello disaggregato a livello regionale e della rilevanza economica transfrontaliera".

Il tema della scarsità è determinante e non a caso dal mondo balneare - e da parte della maggioranza - l'ultima sentenza europea era stata accolta sottolinenado l'apertura al fatto che la non scarsità della risorsa possa esssere un motivo per escludere le concessioni esistenti dalle gare. Il tutto passa dalla modalità di valutazione della scarsità, che per la Ue può essere effettuata abbinando all'analisi a livello nazionale anche un principio "caso per caso", ovvero restringendo la lente sul territorio costiero anche a livello comunale. Non a caso Salvini aveva parlato di "un grande successo dell'Italia" e assicurato che la mappatura sarebbe arrivata con "buonsenso".