Auto, anche a maggio continua la corsa delle immatricolazioni: +23%
(ansa)
Per Stellantis un recupero del 3%. Di questo passo il mercato italiano può chiudere l'anno in calo del 13% sul pre-pandemia. Non decolla l'auto elettrica, con una quota del 4% contro le doppie cifre degli altri Paesi Ue
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Continua il recupero delle immatricolazioni di auto in Italia. A maggio, dicono i dati del Ministero delle Infrastrutture, sono state immatricolate 149.411 autovetture a fronte di 121.349 immatricolazioni dello stesso mese dell'anno precedente, con un rialzo del 23,13%.
Il dato segue così il risultato positivo che era stato registrato ad aprile, con il mercato europeo in crescita del 16%.
Secondo i dati ufficiali, dunque, il bilancio dei primi cinque mesi dell'anno sale a 702.339 autovetture immatricolate, contro le 557.031 (+26,09%) dello stesso periodo di un anno fa.
In questo contesto il Gruppo Stellantis - di cui è azionista Exor, che controlla Gedi, editore de La Repubblica - sempre a maggio ha immatricolato 48.997 autovetture rispetto a 47.504 dello stesso mese dell'anno precedente, con un rialzo del 3,1%, secondo i dati elaborati da Dataforce. La quota cala al 33,1% rispetto al 39,2% di maggio 2022.
Nei primi cinque mesi dell'anno sono stati immatricolati da Stellantis 236.012 veicoli rispetto a 206.246 (+14,4%). La quota scende così al 33,7% dal 37%.
Nella consueta analisi dei dati mensili, il Centro studi Promotor commenta che il recupero generale delle immatricolazioni si deve "essenzialmente al miglioramento della capacità di fornitura delle case automobilistiche legato all'attenuarsi delle difficoltà di approvvigionamento di componenti essenziali per la costruzione di autovetture". E stima che "se fosse possibile mantenere il tasso di crescita dei primi cinque mesi per l'intero anno, il 2023 potrebbe chiudere con 1.660.361 immatricolazioni e quindi su un livello ancora lontano da quello del 2019 (1.916.051), cioè dall'anno che ha preceduto la pandemia, ma comunque decisamente migliore di quelli degli ultimi tre anni (1.381.757 nel 2020; 1.458.032 nel 2021; 1.316.702 nel 2022)". La proiezione è così di chiudere ancora con un calo del 13,4% sul pre-pandemia, "che sarebbe però solo in minima parte imputabile a difficoltà della domanda che, anzi, potrebbe decisamente rafforzarsi nei prossimi mesi se la crescita del prodotto interno lordo dovesse accelerare e se l'inflazione dovesse rallentare, come da più parti si ritiene possibile".
Resta il grave ritardo ("del tutto insoddisfacente", dicono gli specialisti) dell'auto elettrica, nonostante non si segnalino problemi di fornitura. "Tra l'altro - aggiunge Promotor - come è noto, dal 10 gennaio sono in vigore incentivi proprio per l'acquisto di questo tipo di auto, ma lo stanziamento di 190 milioni di euro per il 2023 alla data di oggi è stato utilizzato solo per il 17%".
"La domanda di auto elettriche nel nostro Paese non si può certo definire sostenuta - ha sintetizzato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - ma è certo che, se gli incentivi in vigore per queste auto venissero concessi a tutte le persone fisiche e giuridiche senza limitazioni di reddito per i richiedenti e di prezzo per l'auto da acquistare, il consuntivo degli incentivi alle elettriche sarebbe meno fallimentare di quello che è e che risulta anche dai dati sulle immatricolazioni di maggio. Questi dati confermano infatti che la quota delle elettriche in Italia continua ad aggirarsi intorno al 4%, contro i dati a due cifre di tutti i paesi con cui abitualmente ci confrontiamo".