MILANO – Eni completa il riassetto di Plenitude, il satellite green della galassia. Il risultato è una società deconsolidata dal bilancio della compagnia e controllata in modo congiunto da Eni e il secondo socio, Ares Management Alternative Credit funds.
La strategia satellitare
Si chiude così il cerchio intorno all’operazione annunciata dall’ad del gruppo, Claudio Descalzi, a inizio anno e rientra nella strategia satellitare che dal 2019 ha permesso alla casa madre di sviluppare nuovi business al fianco di soci industriali o finanziari, limitando così l’impiego di capitale.
Plenitude ne è un esempio. Presente in oltre 15 Paesi con sei gigawatt di impianti rinnovabili, quasi 11 milioni di clienti retail e una rete di oltre 23.000 punti di ricarica per veicoli elettrici, la società ha chiuso la prima metà del 2026 con un utile operativo proforma rettificato di 439 milioni, in aumento del 17% anno su anno.
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Il riassetto è avvenuto attraverso un aumento di capitale non proporzionale – sottoscritto per 1,08 miliardi di euro da Ares e per 0,48 dalla compagnia – che ha proiettato il fondo statunitense dal 20 al 26,24 per cento del capitale sociale, mentre il Cane a sei zampe ha la partecipazione al 65,03%, e il terzo socio, Energy Infrastructure Partners (Eip), dal 10 all’8,73%. L’operazione riconosce a Plenitude un enterprise value di circa 13,1 miliardi.
Il nuovo consiglio di amministrazione di Plenitude sarà composto da nove membri, cinque nominati da Eni (tra cui l’amministratore delegato), tre da Ares (compreso il presidente) e uno da Eip. I nuovi accordi prevedono anche maggioranze qualificate (il voto favorevole di almeno uno degli amministratori Ares) per alcune materie rilevanti, fra cui l’approvazione del budget e dei piani aziendali. La compagnia, che conserva il controllo di diritto su Plenitude, continuerà a esercitare attività di direzione e di coordinamento previste dal Codice Civile.
L’operazione da un lato rafforza la struttura patrimoniale di Plenitude, dall’altro consente a Eni di destinare ulteriori risorse a sostegno della crescita dei suoi business, della sicurezza energetica e della creazione di valore nel lungo termine per gli azionisti.
“Si apre un nuovo capitolo per Plenitude”
“Questa strategia ha consentito a Plenitude di continuare a crescere a tassi significativi, diventando uno degli attori più rilevanti del mercato con un modello di business integrato e diversificato”, afferma Francesco Gattei, chief Transition & Financial Officer di Eni.
“Questa operazione apre un nuovo capitolo nel nostro percorso di crescita”, gli fa eco Stefano Goberti, l’ad di Plenitude. “Il nostro modello di business, la solidità patrimoniale e le competenze industriali rappresentano le basi su cui vogliamo continuare a costruire, per generare valore nel lungo termine per tutti i nostri stakeholder”.