Ex Ilva, no alla proroga della cassa integrazione dei 2500 dipendenti
di Raffaele LorussoBARI - Nessun ulteriore periodo di cassa integrazione straordinaria in deroga all'ex Ilva di Taranto. Almeno per il momento. I sindacati chiedono all'azienda di vederci chiaro. L'incontro al ministero del Lavoro, in cui si discute della richiesta di cigs per i 2500 dipendenti del polo siderurgico del capoluogo jonico, si conclude con un nulla di fatto. "Finora si è fatto ricorso alla cig in modo unilaterale, eludendo sistematicamente il confronto con le rappresentanze dei lavoratori - accusano Roberto D'Andrea e Francesco Brigati, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom Cgil e segretario generale della Fiom Cgil di Taranto -. Nonostante la ripartenza dell'altoforno 2 e le recenti dichiarazioni dell'azienda su nuovi ordini per circa 60 milioni, abbiamo assistito ad un aumento ingiustificato delle ore di cassa".
BARI - Nessun ulteriore periodo di cassa integrazione straordinaria in deroga all'ex Ilva di Taranto. Almeno per il momento. I sindacati chiedono all'azienda di vederci chiaro. L'incontro al ministero del Lavoro, in cui si discute della richiesta di cigs per i 2500 dipendenti del polo siderurgico del capoluogo jonico, si conclude con un nulla di fatto. "Finora si è fatto ricorso alla cig in modo unilaterale, eludendo sistematicamente il confronto con le rappresentanze dei lavoratori - accusano Roberto D'Andrea e Francesco Brigati, coordinatore nazionale siderurgia della Fiom Cgil e segretario generale della Fiom Cgil di Taranto -. Nonostante la ripartenza dell'altoforno 2 e le recenti dichiarazioni dell'azienda su nuovi ordini per circa 60 milioni, abbiamo assistito ad un aumento ingiustificato delle ore di cassa".
La richiesta dei sindacati
Quest'ultimo aspetto, che qualche settimana fa aveva portato gli addetti dello stabilimento di Corigliano a scendere in piazza a Genova, è diventato dirimente per le organizzazioni sindacali. Al management di Acciaierie d'Italia si chiede di fare chiarezza. "Anche negli stabilimenti del Nord c'è un utilizzo anomalo della cassa integrazione - affermano D'Andrea e Brigati -. Questa situazione fa pensare ad una gestione che consegna i profitti al socio privato e scarica le perdite sulle casse dello Stato e sulle condizioni salariali dei lavoratori".
La governance aziendale
Per la Fim Cisl serve un radicale cambio di passo, a cominciare dalla governance aziendale. "Nonostante i 680 milioni stanziati dal governo a febbraio - spiega Christian Venzano, segretario della Fim Cisl - non si registra alcun cambio di rotta". Anche la Uilm, con il segretario Antonio Apa, chiede al governo un intervento risolutore. "Bisogna estromettere dalla conduzione di Acciaierie d'Italia le persone che fanno capo ad Arcelor Mittal - sottolinea - . Lasciarle al loro posto significherebbe rischiare di distruggere uno degli asset strategici del sistema Paese".
Il dossier è nelle mani del governo. Senza l'accordo con le organizzazioni sindacali non sarà possibile accedere alla cassa integrazione in deroga. Nei giorni scorsi, ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha annunciato che per l'ex Ilva saranno prese a breve decisioni importanti, non escluso l'ingresso di un nuovo partner industriale. Il momento della verità è atteso per il 19 giugno, quando proprio al ministero delle Imprese è stato convocato un tavolo con azienda e sindacati per fare il punto sulla situazione del settore.