Economia

Delfin chiude il primo anno senza Del Vecchio con utili in crescita a 650 milioni

Delfin chiude il primo anno senza Del Vecchio con utili in crescita a 650 milioni
L’aumento dei profitti del 70% e legato all’incremento delle cedole di EsillorLuxottica, Generali e Mediobanca con un valore degli asset che lievita a 29 miliardi. Dividendi 2023 stimati in aumento del 20% a 860 milioni
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MILANO L’assemblea di Delfin chiude il primo bilancio dopo la scomparsa di Leonardo Del Vecchio con un valore degli asset in aumento a 29 miliardi, e dividendi in crescita a 720 milioni. Il flusso di cedole sia delle società industriali, ovvero il colosso dell’ottica EssilorLuxottica (controllato al 32,2%) e dell’immobiliare Covivio (27,2%), e delle partecipazioni finanziarie tra cui Generali (9,8%), Mediobanca (19,2%) e Unicredit (1,9%), è infatti in crescita, ed è atteso in ulteriore aumento a 860 milioni nell’esercizio in corso.

La società lussemburghese presieduta da Francesco Milleri ha infatti chiuso l’anno con 650 milioni, il 70% in più rispetto all’esercizio 2021. Il 5% degli utili, ovvero 32 milioni, saranno destinati come da statuto alla fondazione dedicata all'imprenditore scomparso lo scorso 27 giugno, che sostiene progetti di solidarietà nel campo della ricerca scientifica, dell'istruzione e della salute pubblica.

“I risultati registrati lo scorso anni ci rendono estremamente soddisfatti- spiega in una nota Milleri, presidente di Delfin, e anche presidente e Ceo di EssilorLuxottica -E’ il miglior modo di celebrare il nostro fondatore, Leonardo Del Vecchio, ad un anno dalla sua scomparsa. Il suo pensiero e la sua Visione sono e rimarranno nell’anima di Delfin”. Anche le prospettive per l’anno in corso restano infatti positive. “Tutte le principali società partecipate hanno contribuito positivamente a questa performace- conclude Milleri -siamo fiduciosi che il trend in continuo miglioramento possa essere confermato anche nel 2023”.

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