I mercati annotano con preoccupazione quanto emerso dai verbali dell’ultima riunione Fed di ieri sera e peggiorano quando leggono il dato Adp sulla creazione di lavoro privato, sempre negli Stati Uniti. La doppietta di informazioni fa capire che il percorso di rialzo dei tassi non è finito. I banchieri americani hanno sì preso una pausa nella riunione di gennaio, ma l’accordo emerso dalle minute prevede l’impegno comune di tornare ad alzarli per continuare a combattere l'inflazione ostinata. I verbali sintetizzano che già qualche banchiere avrebbe gradito un aumento di un altro quarto di punto al meeting del 13-14 giugno, ma soprattutto che “quasi tutti” i decisori si son trovati d’accordo sulla previsione che quest'anno sarà necessario un ulteriore inasprimento. Ad appesantire mercati già deboli contribuisce poi il report Adp sui 497.000 nuovi posti di creati nel settore privato, molto al di sopra dei 250.000 attesi: un dato che alimenta le scommesse su altri interventi della Fed sui tassi per tenere a bada l'inflazione.
Le scommesse su nuovi rialzi dei tassi Fed scatenano il sell-off dei mercati
Nessuno spiraglio per chi puntava su un allentamento delle politiche monetarie restrittive: la forza del mercato del lavoro Usa, i verbali dell'ultima riunione della Fed, l'andamento del settore dei servizi americano confermano la forza della congiuntura degli States in questa fase e lasciano quindi campo libero ai 'falchi' della fed. L'attesa adesso è tutta per il dato ufficiale sulla disoccupazione, in arrivo domani. Le Borse europee, già deboli in mattinata, hanno chiuso la seduta vicine ai minimi di giornata con cali di oltre due punti percentuali: al termine delle contrattazioni l'indice Cac 40 di Parigi perde il 3,13% con 7.082,29 punti, l'Ftse Mib di Milano il 2,53% con 27.506,91, il Dax di Francoforte il 2,60% con 15.522,95 mentre l'Ftse 100 di Londra il 2,15% con 7.282,34.
A Wall Street vendite sull'azionario e balzo dei rendimenti sull'obbligazionario, con quelli sui titoli a 2 anni ai massimi da 16 anni. In rialzo a 175 punti lo spread Btp/Bund. Sull'azionario milanese vendite generalizzate: si salva solo Fineco con un balzo del 6% dopo i dati della raccolta di giugno, che vedono un bilancio di oltre 5 miliardi nei primi sei mesi. Prosegue la serie positiva Saipem (+0,22%), in rosso tutti gli altri titoli, con Amplifon (-5,6%) in coda insieme a St (-5,18%), penalizzata dalla "guerra dei chip" tra Cina e Usa. Sul valutario, l'euro dopo un tentativo di rialzo ha perso terreno e a fine giornata è scambiato a 1,0836 dollari (da 1,0879 alla chiusura di ieri). La moneta unica vale anche 156,72 yen (157,26), mentre il cross dollaro/yen è a 144,63 (da 143,884). Dopo qualche incertezza prende la via del ribasso anche il petrolio, con le preoccupazioni per il prolungarsi delle politiche monetarie restrittive che alimenta i timori sulla tenuta della domanda: il wti agosto perde il 2% a 70,36 dollari e il brent settembre l'1,9% a 75,19 dollari. In calo del 4,8% a 32,7 euro al mwh il prezzo del gas.
Milano chiude in netto calo, Ftse Mib -2,53%
Piazza Affari chiude in deciso calo. L'indice Ftse Mib ha perso il 2,53% a 27.506 punti.
Wall Street in calo, Dow Jones a -1,3%
Wall Street poco dopo la pubblicazione dei dati sui posti di lavoro Usa segna un calo di tutti i principali indici: il Dow Jones cede l'1,38% a 33.812,83 punti, il Nasdaq lascia sul terreno l'1,35% a 13.603,13 punti e l'S&P 500 segna -1,27% a 4.390,37 punti.
Borsa: Europa peggiora con Wall Street, -2% Piazza Affari
Si intensificano le vendite sui listini europei con l'apertura debole di Wall Street, dopo i robusti dati sul lavoro usa nel settore privato che rafforzano le posizioni da 'falco' della Federal Reserve e le attese per un aumento dei tassi a luglio. A Milano il ftse mib arriva a perdere il 2%, Parigi fa peggio e cede il 2,6%, -1,95% il calo di Francoforte, -1,8% per Londra e -1,5% per Madrid. A Milano cali di oltre 4 punti percentuali per Amplifon e st, di oltre 3 punti percentuali per mps e recordati. Si salva solo fineco che balza del 6% dopo i dati sulla raccolta e saipem che sale dello 0,9%. Euro/dollaro a 1,088.
Borse asiatiche: chiudono in netto calo, Hong Kong – 3,17%
Chiusura in forte calo per le Borse asiatiche, sulla scia del rosso di Wall Street dopo che i verbali della Fed hanno mostrato che quasi tutti i funzionari della Banca centrale Usa si aspettano ulteriori aumenti dei tassi quest'anno. A pesare anche i timori per la debolezza dell'economia cinese e le tensioni commerciali con Washington. Oggi a Pechino arriva il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen.
A Tokyo il Nikkei cede l'1,76% a 32.752,50 punti e il Topix l'1,26% a 2.277,37 punti; a Hong Kong l'Hang Seng crolla a -3,17% a 18.504 punti, mentre in Cina lo Shanghai Composite cala dello 0,54% a 3.206 punti e lo Shenzhen Component perde lo 0,55% a 10.968 punti.
Borsa: l'Europa peggiora ancora, Milano cede l'1,2%
Le Borse europee peggiorano rispettano ad un avvio già in terreno negativo. I mercati hanno mal digerito i verbali della Fed dai quali emerge una spaccatura interna sul tema del rialzo dei tassi. Gli investitori temono un ulteriore rallentamento della crescita economica a causa di una politica monetaria aggressiva. L'indice d'area stoxx 600 cede lo 0,85%. In calo Parigi (-1,3%), Milano (-1,2%), Londra (-0,9%), Madrid (-0,8%) e Francoforte (-0,7%), quest'ultima dopo i dati in crescita dei nuovi ordini dell'industria. Sui principali listini pesa il comparto dell'automotive (-1,1%). Male anche l'energia (-0,9%), con il prezzo del petrolio in moderato calo. Il Wti cede lo 0,3% a 71,60 dollari al barile e il Brent a 76,33 dollari (-0,4%). Vendite sulle banche (-1,1%) e sulle assicurazioni (-0,5%). Andamento negativo per il comparto tecnologico (-0,8%). Ad Amsterdam le quotazioni scendono del 3,1% a 33,3 euro al megawattora. Seduta in calo per l'oro, bene rifugio per eccellenza, che lascia sul terreno lo 0,4% a 1.919 dollari l'oncia. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund sale a 170 punti, con il rendimento del decennale italiano al 4,21% (+5 punti base). In aumento anche il tasso del Bund tedesco al 2,51% (+4 punti). Nervosi anche i rendimenti dei Paesi 'periferici' con la Spagna al 3,57% (+4 punti) e quello della Grecia al 3,82% (+6 punti)
Future in rosso per le Borse Ue
Si profila un avvio in calo per le Borse europee, sulla scia del rosso di Wall Street dopo la pubblicazione dei verbali da 'falco' della riunione di giugno della Fed. L'Eurostoxx 50 perde lo 0,59%, i future sull'indice Ftse 100 di Londra perdono lo 0,57%, quelli sul Dax di Francoforte lo 0,60%. Stamani i dati macro hanno mostrato un balzo a sorpresa del 6,4% degli ordini all'industria tedeschi a maggio.
Germania, balzano gli ordini industriali
Gli ordini all'industria tedeschi sono aumentati del 6,4% a maggio, superando le stime di mercato dell'1,2% e dopo un aumento dello 0,2% rivisto al rialzo ad aprile. Si tratta del secondo mese consecutivo di aumento degli ordini industriali e il ritmo più ripido da giugno 2020.
Dufry al 96,4% di Autogrill
Dufry ha raggiunto il 96,3858% del capitale sociale di Autogrill (incluse le azioni proprie). Lo riferisce la società in una nota.
Avvio poco mosso per l’euro
Avvio poco mosso per l'euro sotto quota 1,09 dollari, poichè gli investitori hanno valutato un periodo prolungato di tassi d'interesse più elevati dopo che i dati macro hanno mostrato un rallentamento della crescita economica. L'ultimo rapporto Pmi ha rivelato che l'economia dell'Eurozona è in stallo, trainata al ribasso da un brusco calo della produzione e da una moderazione della crescita dell'attività dei servizi. Inoltre, sebbene l'inflazione complessiva sia scesa al 5,5%, il tasso core è rimasto ben al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Bce. La moneta unica passa di mano a 1,0844 dollari (-0,06%) ed è in calo sullo yen a 155,87 (-0,72%). Giù anche il cambio dollaro/yen a 143,72 (-0,64%).
Future in calo per Wall Street
Si preannuncia un avvio in calo per Wall Street dopo il rosso di ieri seguito ai verbali della Fed. Le minute della riunione di giugno della banca centrale hanno mostrato che quasi tutti i membri del Fomc si aspettano ulteriori aumenti dei tassi quest'anno. I funzionari della Fed hanno anche affermato che una recessione rimane probabile. Il mese scorso la Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento sui fondi federali fermo, in un intervallo compreso tra il 5% e il 5,25%, la prima pausa dopo 10 aumenti consecutivi dal marzo 2022. I future sul Dow Jones cedono lo 0,33%, quelli sullo S&P 500 lo 0,34% e i future sul Nasdaq perdono lo 0,43%.
Petrolio, prezzi in calo
I prezzi del petrolio sono in calo sui mercati asiatici, poichè gli investitori hanno soppesato i segnali di un calo maggiore delle attese delle scorte statunitensi e i tagli alla produzione di Arabia Saudita e Russia contro i timori di un aumento dei tassi di interesse da parte della Fed. I future sul Wti perdono lo 0,28% a 71,58 dollari al barile, il Brent cala dello 0,47% a 76,29 dollari. Le minute della riunione di giugno della Federal Reserve ieri hanno mostrato che quasi tutti i membri del Fomc hanno sostenuto ulteriori aumenti dei tassi nei prossimi mesi. Ma il consumo di carburante nel Paese sembra essere aumentato durante la stagione estiva e anche le esportazioni di greggio Usa sono salite per colmare il buco d'approvvigionamento lasciato dai forti tagli da parte dei principali Paesi produttori, principalmente l'Arabia Saudita.
Timori per la Fed e il rallentamento cinese: Borse in rosso in Asia
Borse asiatiche in rosso sulla scia delle perdite di Wall Street ma anche, e soprattutto, per i timori sull'economia cinese. La Borsa di Hong Kong viaggia con un calo di oltre il 3% con l'Hang Seng a quota 18.522,43 punti. Tokyo, partita in ribasso, perde quasi in due per centro mentre si avvia alla chiusura. In calo anche lo Shanghai Composite Index che perde lo 0,53 percent, a 3,205.97.