MILANO – Torna a respirarsi pessimismo sui mercati su una possibile intesa Usa-Iran dopo che il presidente Usa Donald Trump ha escluso qualsiasi concessione a Teheran. Il petrolio balza di nuovo così oltre i 107 dollari al barile per il Brent. Le Borse europee ripartono così all’insegna della cautela mentre in Asia da segnalare il tonfo di Shein, scivolata ai minimi storici dopo dati sugli utili ai minimi storici. Segno meno anche per Tokyo, che ha chiuso la seduta in calo dello 0,6%.
Milano in netto rialzo
Piazza Affari procede in netto rialzo. Il Ftse Mib segna +0,91%, a 52.233 punti. Sugli scudi i titoli tech. Technoprobe balza di +7,67%. Avio, con l'upgrade di Equita, è in guadagno di +3,72%. Stm avanza di + 2,74%. Negli assicurativi, bene Unipol: +2,22%. Fra i cali Eni: -1,20%. Tenaris cede lo 0,85%. Lottomatica lascia sul terreno lo 0,42%. Telecom Italia segna -0,41%. Bene invece anche le banche. Intesa Sanpaolo avanza di +0,78%. Mps + 0,67%. Bpm + 0,12%. Unicredit +0,49%.
Il Mef colloca titoli per 8 miliardi
Il Mef ha collocato in asta titoli di Stato per complessivi 8 miliardi di euro con rendimenti in rialzo. Nel dettaglio sono stati assegnati 3,5 miliardi del Btp 3,95% 5 anni con scadenza febbraio 2032 a un rendimento del 4,08% (+63 punti base), inoltre 3 miliardi del BTP 4% a 10 anni (scadenza ottobre 2036) a un rendimento del 4,58% (+49 punti base). Collocati poi 1,5 miliardi del CCTeu 10 anni (scadenza 15-04-2036) con un rendimento lordo del 3,38%
Le Borse si rafforzano
Le Borse europee tentano il rimbalzo e
si rafforzano, con gli investitori che cercano di guardare oltre il rincaro del petrolio e le tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Londra sale dello 0,3%, Francoforte dello 0,10% e Parigi segna +0,12%. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib +0,66
Partenza cauta per le Borse, Milano a +0,3%
Partenza cauta per le Borse europee: Milano sale dello 0,3%, Londra dello 0,1%
Il Treasury decennale resta ai massimi dal 2002
Il rendimento dei Treasury Usa a 10 anni è salito oltre il 5,2%, avvicinandosi ai massimi dal 2002, mentre i mercati scontano un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Fed per contrastare l'inflazione trainata dai costi energetici, legata alla persistente incertezza nei rapporti tra Stati Uniti e Iran. Attualmente i mercati attribuiscono una probabilità di circa il 70% a un rialzo dei tassi da parte della Fed nel mese di ottobre.
I prezzi del petrolio hanno esteso i guadagni dopo che alcuni funzionari iraniani hanno espresso dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo prima delle elezioni di metà mandato Usa di novembre, in seguito al rifiuto da parte del Presidente Trump dell'ultima proposta avanzata da Teheran. Nel frattempo, gli investitori si preparano a una settimana densa di importanti dati economici - tra cui il rapporto sull'inflazione Pce e i dati mensili sull'occupazione - che dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell'economia statunitense e influenzare le aspettative sulle mosse della Fed. Anche dati economici solidi, il deterioramento delle condizioni fiscali e la crescita del debito pubblico USA hanno esercitato pressioni sul mercato dei Treasury nelle ultime settimane.
Petrolio in deciso rialzo
Parte in deciso rialzo il prezzo del petrolio sui mercati che temono l'ennesimo stallo delle trattative fra Usa e Iran su Hormuz. Il greggio Wti del Texas cresce dell'1,88% a 94,3 dollari al barile mentre il Brent avanza del 2% a 107 dollari.