Silvio Berlusconi con i figli, in un ritratto a villa San Martino
Testamento Berlusconi, a Marina e Pier Silvio la maggioranza Fininvest. “Nessuno avrà controllo solitario”. 100 milioni a Paolo, 100 a Marta Fascina, 30 a Dell’Utri
a cura della redazione EconomiaMILANO – Va a Marina e Pier Silvio, i primi figli di Silvio Berlusconi, il controllo congiunto della cassaforte di famiglia, la Fininvest. E’ quanto disposto dal testamento del fondatore di Forza Italia, scomparso lo scorso 12 giugno.
Nel documento l’ex Cavaliere ha deciso infatti di assegnare ai primi figli l’intera quota di patrimonio nella sua disponibilità, che riguarda dunque non solo la holding che custodisce le società quotate (Mfe 50%, Mondadori 53%, Mediolanum 30%) ma anche le società sotto le quali si trovano le ville e le proprietà immobiliari. Le ultime volontà sono indicate in due testamenti che rimandano a tre appunti separati, uno datato 2 ottobre 2006, uno 5 ottobre 2020 e l’ultimo 19 gennaio 2022, tutti con l’intestazione Villa San Martino.
Due atti e tre fogli
Con il primo appunto, quello del 2006, l’ex premier dà l’indicazione più importante, che ha direttamente riflesso sugli equilibri delle sue società. "Lascio la disponibile in …
MILANO – Va a Marina e Pier Silvio, i primi figli di Silvio Berlusconi, il controllo congiunto della cassaforte di famiglia, la Fininvest. E’ quanto disposto dal testamento del fondatore di Forza Italia, scomparso lo scorso 12 giugno.
Nel documento l’ex Cavaliere ha deciso infatti di assegnare ai primi figli l’intera quota di patrimonio nella sua disponibilità, che riguarda dunque non solo la holding che custodisce le società quotate (Mfe 50%, Mondadori 53%, Mediolanum 30%) ma anche le società sotto le quali si trovano le ville e le proprietà immobiliari. Le ultime volontà sono indicate in due testamenti che rimandano a tre appunti separati, uno datato 2 ottobre 2006, uno 5 ottobre 2020 e l’ultimo 19 gennaio 2022, tutti con l’intestazione Villa San Martino.
Due atti e tre fogli
Con il primo appunto, quello del 2006, l’ex premier dà l’indicazione più importante, che ha direttamente riflesso sugli equilibri delle sue società. "Lascio la disponibile in parti uguali ai miei figli Marina e Pier Silvio. Lascio tutto il resto in parti eguali ai miei 5 figli Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi".
In un secondo foglio, datato 5 ottobre 2020, Berlusconi conferma quanto vergato nel 2006 e destina 100 milioni al fratello, Paolo Berlusconi.
L’esclusione di Luigi
Sedici anni dopo le prime volontà, arriva l’aggiunta. In un appunto datato 19 gennaio 2022, infatti, Berlusconi si rivolge a quattro dei suoi cinque figli: Marina, Pier Silvio, Eleonora e Barbara, senza fare riferimento al più giovane, Luigi. A loro chiede di trattenere, dalle loro quote di eredità, 100 milioni per Paolo Berlusconi, 100 milioni per Marta Fascina e 30 milioni per Marcello dell’Utri. Per quel che riguarda la quota di Paolo, è lo stesso fratello a specificare in giornata che si tratta di un legato da 100 milioni complessivi, e non di due tranche distinte che l’avrebbero portato a 200 milioni, come poteva apparire dalla lettura sequenziale dei due appunti: all’Ansa precisa infatti che "il fratello Silvio gli aveva anticipato in più occasioni, con la straordinaria generosità che lo ha sempre contraddistinto, l'intenzione di lasciare allo stesso Paolo la somma di 100 milioni di euro".
Il notaio ad Arcore in extremis
C’è poi un particolare ulteriore. Il terzo appunto, quello datato 19 gennaio 2022, risulta dai documenti che sia stato consegnato soltanto ieri da Marta Fascina al notaio, a villa San Martino ad Arcore, alla presenza della guardia del corpo e della segretaria, ma non dei legali dei figli, Luca Fossati e Carlo Rimini. Costoro, invece, erano presenti all’apertura di un primo testamento, che è avvenuta presso lo studio del notaio in via Pagano, a Milano.
Ad Arcore, ricostruisce l’atto del notaio Roveda, "la signora Marta Fascina, alla presenza di testimoni, mi consegna una busta non sigillata recante la scritta “Ai miei figli' e la firma “S Berlusconi'". Nella busta si trova un foglio di carta intestata composto da due facciate "scritto con inchiostro nero, apparentemente da un'unica persona" che, si specifica, Fascina "ritiene essere il testamento olografo del signor Silvio Berlusconi e che mi chiede di pubblicare".
Ed è precisamente il terzo appunto, del 19 gennaio 2022, che recita: "Cara Marina, Pier Silvio, Barbara e Eleonora, sto andando al San Raffaele, se non dovessi tornare vi prego di prendere atto di quanto segue", scrive l'ex premier indicando le donazioni al fratello, a Fascina e a Dell'Utri "per il bene che gli ho voluto e per quello che loro hanno voluto a me". E conclude: "Grazie, tanto amore a tutti voi, il vostro papà".
La nota Fininvest
Un’asciutta nota Fininvest sintetizza che “Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, ricevuta lettura delle volontà testamentarie del padre Silvio Berlusconi, informano che da esse risulta che nessun soggetto deterrà il controllo solitario indiretto su Fininvest SpA, precedentemente esercitato dal padre stesso (che aveva il 61,21%, ndr). Il notaio che ha dato lettura delle volontà testamentarie provvederà nelle prossime ore agli adempimenti di legge”.
Avendo cinque figli ma non un coniuge, il fondatore ha potuto disporre di un terzo del patrimonio liberamente. Considerando che a Silvio era intestato il 61,21% di Fininvest, e che con la distribuzione tra i figli della parte legittima (due terzi) i figli sarebbero saliti al 15,8% ciascuno, la ripartizione del restante 20% nella disponibilità dell’ex Cav avrebbe potuto cambiare gli equilibri.
Alla stessa Fininvest si era predicata continuità operativa (Pier Silvio ha sempre guidato Mfe e Marina è storicamente alla presidenza di Fininvest e Mondadori), e in effetti il testamento la certifica.
Nel dettaglio, significa che Marina alla quota già detenuta del 7,81% aggiunge l'8,33% della quota cosiddetta 'legittima' e il 10,40% dalla quota disponibile arrivando a detenere il 26,54%; lo stesso calcolo vale per Pier Silvio che arriva ad avere un'identica quota di diritti di voto nella holding (pari al 26,54%). Insieme i due fratelli maggiori controllano dunque il 53% di Fininvest.
A Barbara, Eleonora e Luigi che già dividevano in parti uguali una quota del 21,87% va solo la loro parte di 'legittima', ovvero una quota complessiva del 24,99% che porta la partecipazione dei tre fratelli, figli di Veronica, al 47 per cento.
Extra Fininvest, tutto il resto del patrimonio viene anche questo diviso fra i figli secondo lo stesso schema: la quota legittima divisa in cinque parti uguali, il 13,32% di tutti i beni e la quota 'disponibile' divisa in parti uguali tra Marina e Pier Silvio, il 16,65% a ciascuno.
Bisogna sottolineare infine che l’ex Cavaliere non ha distribuito i beni specifici ai figli, ma ha disposto delle quote considerando complessivamente il suo patrimonio. L’attribuzione precisa delle quote, a cominciare da quelle della holding, potrà esser solo definita con un accordo tra i figli, ma la rotta del fondatore sembra chiaramente tracciata.
- La lettera ai figli: “Tanto amore a tutti voi”
- Il testamento olografo di Silvio Berlusconi
- A Marina e Pier Silvio il controllo di Fininvest
- A Marta Fascina un lascito da 100 milioni
- Il dono a Dell’Utri: il silenzio è d’oro
Il commento di Dell’Utri
"Quando stamattina mi ha chiamato il notaio, sono rimasto choccato dalla notizia", ha commentato Dell’Utri. "Non me lo aspettavo perché non mi doveva nulla. L'affetto rimaneva anche senza questo gesto materiale, che dimostra la grandezza dell'uomo". "Io ho dato tutto per lui e lui - ha aggiunto - ha dato tutto per me". Dell’Utri ha detto all’Ansa che considerava Silvio Berlusconi “un fratello” aggiungendo che “da stamattina non ho fatto altro che piangere”. “Anche all'università mi dava gli appunti – ha detto l'ex senatore – Lui vendeva gli appunti ciclostilati alla libreria Cortina ma a me li ha regalati". "Era un personaggio unico e lo è sempre stato" ha concluso.