Testamento Berlusconi, i nodi aperti. Cinque domande sull’eredità dell’ex Cavaliere
di Alessandro Simeone* Alessandro Simeone è un avvocato membro del Comitato scientifico de Il Familiarista di Giuffré Francis Lefebvre
Il resoconto delle cronache sulla successione di Silvio Berlusconi riporta una situazione apparentemente semplice: a Marina e Piersilvio spetta la maggioranza di Fininvest (53%), a Barbara, Eleonora e Luigi la quota di legittima, al fratello Paolo e a Marta Fascina 100 milioni a testa e a Marcello Dell'Utri 30 milioni.
La situazione in realtà non è così lineare come appare.
Legittima e disponibile, come si dividono i beni
Riavvolgiamo il nastro. Silvio Berlusconi ha disposto della sua eredità in 3 momenti differenti. Con il testamento "principale" del 2 ottobre 2006 ha lasciato la cosiddetta quota disponibile (un terzo dei beni) a M…
* Alessandro Simeone è un avvocato membro del Comitato scientifico de Il Familiarista di Giuffré Francis Lefebvre
Il resoconto delle cronache sulla successione di Silvio Berlusconi riporta una situazione apparentemente semplice: a Marina e Piersilvio spetta la maggioranza di Fininvest (53%), a Barbara, Eleonora e Luigi la quota di legittima, al fratello Paolo e a Marta Fascina 100 milioni a testa e a Marcello Dell'Utri 30 milioni.
La situazione in realtà non è così lineare come appare.
Legittima e disponibile, come si dividono i beni
Riavvolgiamo il nastro. Silvio Berlusconi ha disposto della sua eredità in 3 momenti differenti. Con il testamento "principale" del 2 ottobre 2006 ha lasciato la cosiddetta quota disponibile (un terzo dei beni) a Marina e Piersilvio e la legittima a tutti e 5 i figli. Per l'effetto a Marina e Piersilvio spettano 9/30 ciascuno dei beni del papà, mentre a Barbara Eleonora e Luigi 4/30 ciascuno; con una prima integrazione del 5 ottobre 2020 ha lasciato, a titolo di legato 100 milioni al fratello Paolo; con una successiva integrazione del 19 gennaio 2022, ha lasciato, sempre a titolo di legato 100 milioni a Paolo, 100 milioni a Marta Fascina e 30 milioni a Marcello Dell'Utri, disponendone il pagamento a favore di tutti i figli eccezion fatta (non si sa per una svista o volontariamente) per Luigi.
Tutti e tre i testamenti sono pienamente validi e, non essendo in contrasto l'uno con l'altro, devono essere letti come un unicum.
Sembrerebbe dunque una normalissima successione e la lettura dei tre documenti restituisce la dimensione umana di Silvio Berlusconi che non si è affidato, come si sarebbe potuto immaginare, a consulenti giuridici di livello ma ha vergato di suo pugno le sue ultime volontà come una persona "normale"; anche il linguaggio è semplice e non tecnico, come dimostra l'utilizzo del termine "donazione" accanto a quella di legato.
Il diavolo, però, si nasconde nei dettagli e la materia successoria, che in Italia sconta regole che risalgono al diritto romano, è una delle più complicate.
Come passa di mano la Fininvest? E il resto del patrimonio?
In prima battuta, la notizia riportata, secondo la quale da oggi, Marina e Piersilvio, insieme, detengono la maggioranza delle azioni Fininvest non è corretta. Silvio Berlusconi non ha infatti attribuito beni specifici ai singoli figli ma ha disposto solo delle quote del suo intero patrimonio. Questo significa che, oggi, ciascuno dei figli è proprietario di una quota ideale di ogni singola azione Fininvest lasciata in eredità e che, viceversa, nessuno di esso è pieno ed esclusivo proprietario di una quota fisica di azioni. Un bel problema, soprattutto per un colosso come Fininvest che ha partecipazioni azionarie ramificate dalla televisione, all'editoria, al settore bancario.
Lo stesso discorso deve essere fatto per tutti gli altri asset del Cavaliere: case, opere d'arte, liquidi, investimenti; tutti beni sui quali si è aperta la c.d. comunione ereditaria per effetto della quale nessun erede può disporre, senza il consenso di tutti gli altri, di tutto quanto fa parte dell'eredità. L'attribuzione specifica dei singoli beni potrà avvenire solo su accordo delle parti ovvero (ma è un'ipotesi da non tenere neppure in considerazione) tramite decisione del giudice. Non è dunque automatico che a Marina e Piersilvio spetti la maggioranza delle azioni Fininvest o che comunque spetti loro nella misura del 53%.
La quota per Paolo è definita?
I figli e Paolo Berlusconi dovranno decidere quanto spetta al secondo, a favore del quale Silvio Berlusconi ha disposto di un legato di 100 milioni nel 2020 e di 100 milioni nel 2022. Paolo ha fatto sapere a mezzo stampa che la volontà del fratello sarebbe stata quella di lasciargli cento milioni. Il dubbio dagli scritti di Silvio resta: si tratta della medesima volontà ripetuta in due occasioni oppure di due volontà differenti, anche se non contrastanti?
Luigi non dovrà pagare di tasca propria per Paolo, Fascina e Dell’Utri?
Chi dovrà pagare 100 milioni (o 200) a Paolo, 100 a Marta Fascina e 30 a Dell'Utri? Il testamento del 2020 si riferisce ai 5 figli, quello del 2022 solo a 4. Ma soprattutto il pagamento dei legati, se imposto anche a Barbara, Eleonora e (parzialmente) Luigi provocherebbe una lesione della loro legittima con il rischio di rimettere in discussione il tutto.
E se ci sono state delle donazioni durante la vita del Cav?
Quarto problema: per calcolare il valore effettivo della quota di legittima spettante ai figli, e dunque anche la quota che spetta a Marina e Piersilvio, occorre andare a ritroso nel tempo e calcolare tutte le donazioni fatte in vita da parte di Berlusconi. Quelle fatte ai figli sono sottoposte al c.d. meccanismo della collazione e cioè, per semplificare, vengono considerate come un anticipo di eredità. E' noto che Berlusconi fosse uomo generoso, soprattutto con i suoi figli, che però oggi dovranno tenere conto nella divisione dei beni anche di quanto ciascun di essi ha ricevuto dal loro papà.
C'è poi il capitolo Arcore. Anche se il testamento nulla dice a tal proposito, Marta Fascina, quale convivente di Silvio Berlusconi potrebbe, come previsto dalla c.d. Legge Cirinnà del 2006, reclamare il diritto di continuare a vivere ad Arcore per un massimo di 5 anni. Probabile che non lo faccia, considerato che dovrebbe anche tenere a suo carico le onerosissime spese di gestione e manutenzione dell'enorme villa.
Infine una piccola curiosità: perché con il testamento del 2006, Silvio Berlusconi nulla ha disposto per la moglie Veronica Lario, dalla quale si sarebbe separato solo nel 2009?
Tanta è la carne al fuoco ma non dobbiamo aspettarci una trasposizione live di Succession: i figli di Berlusconi hanno un'intelligenza e una sensibilità tale da portarli, anche grazie all'ausilio degli ottimi professionisti che li affiancano (Luca Fossati e Carlo Rimini), in tempi brevi a un accordo bonario, con il quale si suddivideranno, veramente da "buoni fratelli" l'impero di loro padre. Un contenzioso giudiziario, che avrebbe tempi biblici, sarebbe un danno per loro ma, alla fine, anche per il sistema economico del Paese e non renderebbe onore alla memoria di loro padre.