Il rallentamento dell’inflazione americana (+3% a giugno) più forte delle aspettative mostra i suoi chiari impatti sul mercato: azioni in rally sulla scommessa che il ciclo di rialzi della Fed sia vicino al termine. Gli analisti credono che si muoverà ancora a luglio, ma potrebbe esser l’ultimo rialzo. In casa Bce, invece, dalle minute dell’ultima riunione emerge che per far materializzare le previsioni della Bce sull'inflazione, il Consiglio direttivo deve, come minimo, procedere con due rialzi dei tassi successivi a giugno e luglio, che erano già compresi nelle ipotesi su cui si basano le previsioni.
Le azioni asiatiche si sono portate ai massimi di tre settimane, con le azioni tech di Hong Kong al quarto giorno di rally visto che il premier cinese Li Qiang è tornato a incontrare i leader di Big Tech alimentando le speranze che il braccio di ferro e la stretta regolatoria sul comparto sia prossima alla fine. D’altra parte, Pechino ha bisogno delle sue forze migliori per risollevare una economia che continua a deludere. Ultimo sintomo: il commercio cinese è crollato a giugno, con un calo delle esportazioni pari al 12,4% annuo e un calo delle importazioni pari al 6,8% annuo, registrati a causa del rallentamento della domanda globale seguito al rialzo dei tassi d'interesse varato dalle banche centrali di tutto il mondo per contrastare l'inflazione. Tra gennaio e giugno, il volume di commercio totale cinese è sceso del 5%: ulteriori indicazioni sulla necessità di stimoli da parte dell’autorità.
Calano a sorpresa le richieste per la disoccupazione Usa
Calano a sorpresa le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. Il dato si è attestato a 237.000 unità, contro le 249.000 della settimana precedente e le 250.000 attese dal mercato. La media sulle quattro settimane si è posizionata a 246.750 richieste, in diminuzione dalle 253.500 della settimana scorsa e nettamente sotto le 255.390 previste dagli analisti.
Bce, minute: tassi si stanno avvicinando a livello massimo
"Un consenso molto ampio" all'interno del direttivo della Bce di giugno scorso, ha sostenuto l'aumento dei tassi di 25 punti base proposto dal capo economista dell'Eurotower, Philip Lane, "sebbene inizialmente fosse stata espressa anche una preferenza per un aumento dei tassi di interesse chiave della Bce di 50 punti base, in considerazione del rischio che l'inflazione elevata diventi più persistente".
In particolare, emerge dai verbali delll'incontro, "è stato sottolineato il merito di attenersi a un approccio dipendente dai dati, riunione per riunione, in un contesto di incertezza, soprattutto perchè i tassi si stanno avvicinando a un possibile livello massimo".
Bce, minute: come minimo due rialzi a giugno e luglio
"È stato ricordato che, affinché le previsioni sull'inflazione si verificassero il Consiglio direttivo" della Bce "dovesse ancora, come minimo, procedere con due successivi aumenti dei tassi di interesse a giugno e luglio, rialzi incorporati nelle ipotesi sulle quali si sono basate le proiezioni". È quanto si legge nelle minute della Bce relative al meeting di politica monetaria di giugno nel quale è stato annunciato un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base. "A partire dalle prospettive di inflazione, i membri" del Consiglio direttivo "hanno concordato ampiamente con la valutazione secondo cui, con la revisione al rialzo del percorso dell'inflazione nelle proiezioni dello staff di giugno, si prevedeva che l'inflazione rimanesse troppo elevata per troppo tempo, mettendo in dubbio quindi in dubbio che stesse tornando all'obiettivo in modo tempestivo. Con le revisioni al rialzo sia dell'inflazione primaria che di quella core, il ritorno al target" del 2% "è stato nuovamente spostato ulteriormente nel futuro. Inoltre, si ritiene che prevalgano ancora rischi al rialzo per le prospettive di inflazione, principalmente a causa di dinamiche salari-prezzi più persistenti rispetto a quelle incorporate nelle proiezioni"
Bce, alcuni banchieri chiedono meno enfasi sull’inflazione di fondo
I membri del Consiglio direttivo della Bce si sono detti preoccupati della persistenza dell'inflazione di fondo, ma qualcuno ha anche sottolineato come la Bce non dovrebbe mettere troppa enfasi sull'inflazione di fondo, perché il suo mandato è collegato a quella nominale. Inoltre, l'inflazione di fondo non rappresenta i consumi delle famiglie e storicamente non è stato un buon indicatore dell'inflazione futura. E' quanto emerge dal resoconto della riunione a Francoforte del 14-15 giugno. L'inflazione di fondo potrebbe comunque aver raggiunto il punto di svolta, anche se potrebbe servire tempo prima di una discesa costante.
L’Europa prosegue il rally
Borse europee poco sotto i massimi di giornata a metà seduta, con gli indici che consolidano i guadagni della vigilia, favoriti dal rallentamento dell'inflazione americana. Milano sale dello 0,93%, segnando il quinto rialzo consecutivo e mantenendosi ai massimi da settembre 2008, Parigi dello 0,76%, Francoforte dello 0,58%, Londra dello 0,32%. In aumento anche i future di Wall Steet. L'attenzione, oltre che ai dati macro in arrivo negli Stati Uniti (sussidi di disoccupazione e prezzi alla produzione), si concentra sui verbali della Bce, utili per capire le prossime mosse dell'Eurotower, anche se è dato per molto probabile che continuerà con una strategia aggressiva.
Il Mef colloca 10 miliardi di Btp da 3 a 30 anni
Il Tesoro ha collocato in asta 10 miliardi di Btp con scadenze a 3-7-15 e 30 anni avendo registrato una domanda complessiva molto positiva per tutte le differenti tipologie di bondo. Il rendimento del titolo triennale è salito di 25 punti base quello per il titolo a sette anni di 14 punti base. Nel dettaglio sono stati assegnati 4,5 miliardi di titoli a 3 anni, 3 miliardi a 7 anni e 1,250 miliardi ciascuno per le scadenze a 15 e 30 anni.
Borse, l’Europa accelera. Milano +1%
Partite già in rialzo, le Borse europee prendono coraggio e consolidano i guadagni della vigilia, favoriti dal rallentamento dell'inflazione negli Stati Uniti. Gli acquisti premiano soprattutto tecnologici (+1,28% l'euro stoxx 600 di settore), i farmaceutici (+0,8%) e il comparto delle materie prime (+0,98%). Milano, in rialzo per la quinta seduta consecutiva e sui massimi da settembre 2008, si riavvicina alla soglia dei 29.000 punti con un progresso arrivato all'1,05%. Accelerano anche Parigi (+0,66%), Francoforte (+0,64%), Londra (+0,23%, dopo l'avvio sulla parità), Madrid (+0,58%) e Amsterdam (+0,72%).
Produzione industriale, nell’Eurozona +0,2% a maggio
A maggio la produzione industriale destagionalizzata è aumentata dello 0,2% nell'area dell'euro e dello 0,1% nell'Ue, rispetto ad aprile, secondo le stime di Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. Ad aprile la produzione industriale era aumentata dell'1% nell'area dell'euro e dello 0,6% nell'Ue. Rispetto allo scorso anno, la produzione industriale è diminuita del 2,2% nell'area dell'euro e dell'1,8% nell'Ue. Nel dettaglio, la produzione di beni strumentali è cresciuta dell'1%, i beni intermedi e i beni di consumo durevoli entrambi dello 0,5% e i beni di consumo non durevoli dello 0,3%, mentre la produzione di energia è diminuita ell'1,1%. Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili dati, gli aumenti mensili più elevati sono stati registrati in Slovenia (+7,9%), Croazia (+4,3%), Slovacchia e Finlandia (entrambi +2,5%). Le diminuzioni maggiori sono state osservate in Irlanda (-4,9%), Lituania (-2,8%), Romania e Belgio (entrambi -1,2%).
Piazza Affari parte positiva, ma cauta
Piazza Affari apre in rialzo la seduta odierna, con il Ftse Mib che guadagna in avvio lo 0,16% a 28.597,12 punti. La giornata di ieri si era conclusa in forte rialzo a +1,75%, sull'onda dei dati relativi all'inflazione Usa, in rallentamento. In evidenza nei primi scambi il titolo di Moncler (+0,95%), seguito da quelli di Stmicroelectronics (+0,5%), Finecobank (+0,48%) e Tim (+0,46%). Le maggiori vendite si registrano invece su Cnh Industrial (-1,07%), Leonardo (-0,67%), Prysmian (-0,32%) e Ferrari (-0,24%).
Chiusura in netto rialzo per la Borsa di Tokyo
La Borsa di Tokyo termina le contrattazioni in sostenuto aumento dopo i dati più recenti che mostrano un ridimensionamento dell'inflazione negli Stati Uniti, e la possibilità di una pausa della stretta monetaria della Federal Reserve. L'indice di riferimento Nikkei avanza dell'1,49% a quota 32.419,33, con un guadagno di 475 punti. Sul mercato valutario lo yen recupera terreno sul dollaro a 138,30, e sulla moneta unica a 154,20.
Enel, cessione in Australia da 400 milioni
Enel, attraverso la sua controllata al 100% Enel Green Power, ha firmato un accordo con Inpex Corporation, per la cessione del 50% delle due società che possiedono tutte le attività del Gruppo in Australia, nello specifico Enel Green Power Australia Pty ed Enel Green Power Australia Trust, attualmente interamente possedute da Egp, per un corrispettivo complessivo di circa 400 milioni di euro di enterprise value, riferito al 100%, di cui circa 140 milioni di euro in debito. L'operazione, spiega la società in una nota, è in linea con l'attuale Piano Strategico di Enel, che prevede la realizzazione di partnership in alcuni business e aree geografiche per incrementare la creazione di valore.
Le Borse asiatiche corrono grazie al calo dell’inflazione Usa
Le Borse asiatiche corrono rassicurate dal rallentamento dell'inflazione statunitense a giugno, che potrebbe mettere fine ai rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. A Tokyo l'indice Nikkei registra un progresso dell'1,48%. Le piazze cinesi sono in forte rialzo nonostante i deludenti dati che hanno registrato un crollo dell'export cinese del 12,4% su base annua nel mese di giugno. A Hong Kong l'indice Hang Seng sale del 2,42%, a Shanghai, l'indice composito avanza dell'1% mentre Seul guadagna lo 0,84%.
Wall Street ai massimi dall’aprile 2022. Euro mai così forte da oltre un anno
Ieri, seduta in rialzo a Wall Street e chiusura ai massimi dall'aprile 2022 dopo la frenata dell'inflazione Usa. A giugno, i prezzi al consumo sono aumentati annualmente del 3%, il dato più basso dal marzo 2021, in calo dal 4% di maggio. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto del 4,8%, il più basso dall'agosto 2021, dopo il +5,3% di maggio. Oggi sono poi attesi i prezzi alla produzione, sempre dello scorso mese. Questi dati daranno ulteriori indicazioni agli investitori sulle prossime mosse della Federal Reserve; ora, alcuni analisti credono che la banca centrale statunitense possa fermare la stretta con il rialzo di luglio, considerato ormai certo. Il Dow ha guadagnato lo 0,25%, lo S&P500 è salito dello 0,74% e il Nasdaq dell’1,15%. Il dollaro si è indebolito con l’euro, infatti, in rialzo dell'1,14% a 1,1136 dollari, ai massimi da oltre un anno.