Economia

Le Borse di oggi, 17 luglio. Listini deboli dopo i dati cinesi. Lagarde: “Ora la guerra minaccia il commercio”

Le Borse di oggi, 17 luglio. Listini deboli dopo i dati cinesi. Lagarde: “Ora la guerra minaccia il commercio”
L’economia di Pechino è cresciuta del 6,3% nel secondo trimestre, meno delle attese
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La Cina dà nuovi segnali preoccupanti al resto del mondo, rilasciando un dato sul Pil inferiore alle attese, spingendo al ribasso le Borse, che chiudono tutte in calo. Pechino è sì cresciuta del 6,3% annuo nel secondo trimestre, ma il dato si confronta con un trimestre nel quale imperversavano le chiusure per Covid e con una previsione degli analisti che era superiore al 7%. L’unico segnale positivo è arrivato dalla produzione industriale (salita del 4,4% dal 3,5% di maggio), mentre debolezze diffuse sono emerse dalle vendite al dettaglio di giugno (crollate a un +3,1% a giugno dal +12% precedente) e dagli investimenti in campo immobiliare, uno di quelli che è andato in maggiore sofferenza negli ultimi tempi. Inoltre Pechino ha fissato un nuovo record per la disoccupazione giovanile con il 21,3% di giugno e la prospettiva che ci siano nuovi incrementi a venire. Sui mercati, ai dati ha fatto seguito immediatamente la richiesta implicita di nuovi stimoli da parte delle Autorità.

Le Borse europee chiudono in calo

Le Borse europee chiudono deboli, deluse dai dati sull'economia cinese. Francoforte e Milano hanno perso lo 0,19%, Londra lo 0,36% e Parigi l'1,12%.

Wall Street apre contrastata

Wall Street apre contrastata. Il Dow Jones perde lo 0,22% a 34.432,11 punti, mentre il Nasdaq avanza dello 0,44% a 14.176,06 punti e lo S&P 500 guadagna lo 0,05% a 4.507,46 punti.

Lagarde: “Dopo i prezzi, la guerra minaccia il commercio”

"La guerra della Russia contro l'Ucraina ha scatenato un massiccio shock all'economia globale, specialmente ai mercati energetici e alimentari, e le economie dei Paesi dell'Europa centrale, orientale e Sud-orientale (Cesee) sono stati particolarmente esposti", con picchi di inflazione al 13%. Ora "le tensioni geopolitiche rischiano di accelerare il secondo cambiamento del panorama globale: indebolire il commercio globale", una dinamica verso cui "l'Europa ÿ vulnerabile": lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, aprendo la nona conferenza Bce sui 21 Paesi Cesee, che comprendono anche l'Ucraina.

Borsa debole a metà seduta

Mercato azionario in lieve calo a metà seduta, dopo una mattinata in cui gli indici hanno navigato vicino alla parità senza troppi scossoni. Ftse Mib ora sul -0,27% a 28.587 punti. Piazza Affari riesce comunque a fare meglio del resto d'Europa in una giornata condizionata dai dati macro cinesi, con il Pil del secondo trimestre in crescita sotto le attese, che testimoniano di un'economia ancora debole. Sul listino scendono i titoli dell'industria, del tech e del lusso. Tra questi, con un movimento comune a tutto il continente, si nota il -4% di Moncler, Cucinelli -4,1%. Nell'industria Interpump -3%, Pirelli -0,9%, Iveco -0,7%, sale Leonardo con un +1,5%. Male il tech con Stm -1,7% e Nexi -1,9%. Tra le banche bene Bpm (+1,4%) dopo l'accordo nella monetica con Fsi e Bcc Iccrea, rialzo anche per Bper e Unicredit mentre Monte Paschi cede l'1,1%. In campo energetico i petroliferi soffrono il calo del greggio, tengono le utilities. Altri ribassi per Diasorin e Campari, ok Cnh.

Piazza Affari prosegue fiacca

Piazza Affari appare fiacca, con l'indice Ftse Mib in lieve calo (-0,1%) dopo un'incursione in territorio positivo. Risale sopra quota 167 il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in ribasso di 1,2 punti al 4,154% e quello tedesco di 2,4 punti al 2,483%.

Sul paniere principale pesa Moncler (-3,88%), sulla scia del calo di Richemont dopo i conti trimestrali e dopo il rallentamento del Pil in Cina. Pesano anche Interpump (-3%), Campari (-1,66%), Stm (-1,65%) e Nexi (-1,44%). Riduce il calo, Pirelli (-0,89%), mentre si conferma al vertice del paniere Banco Bpm (+1,76%), sull'onda dell'intesa siglata venerdü scorso sui pagamenti elettronici con Bcc, Iccrea e Fsi. Seguono Leonardo (+1,64%), Cnh (+1,24%), Bper (+1,27%), Mps (+0,98%), Mediobanca (+0,93%) e Unicredit (+0,8%). Più cauta Intesa (+0,29%), mentre riduce il rialzo Tim (+0,19%)In luce anche Mps (+1,54%), Tim (+1,14%) e Cnh (+0,79%). Acquisti su Bper (+0,82%) e Unicredit (+0,67%), più cauta invece intesa (+0,1%). Riduce il calo il greggio (Wti -0,19% a 75,28 dollari al barile) a vantaggio di Eni (+0,51%), che rimbalza. Invariata Tenaris, mentre resta debole Saipem (-0,31%). Contrastate Enel (+0,43%) ed A2a (-0,21%).

La Ue parte debole dopo i dati cinesi

Le Borse europee hanno aperto in calo, deluse dal rallentamento dell'economia cinese. Dopo i primi scambi, Francoforte scende dello 0,56%, Londra dello 0,44%, Parigi dello 0,87%, Madrid dello 0,26%.

Il prodotto interno lordo cinese del secondo trimestre è aumentato dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti, leggermente al di sopra delle aspettative di crescita dello 0,5%, ma con un sostanziale rallentamento rispetto al +2,2% registrato nei primi tre mesi dell'anno. Su base annua, il Pil è salito del 6,3%, grazie soprattutto a una base di confronto più bassa rispetto al periodo dell'anno scorso che ha subito l'impatto del Covid, sotto l'atteso 7,3%. Per il resto la giornata si presenta priva di ulteriori forti indicazioni macro, con l'eccezione del dato sull'inflazione in Italia a giugno.

Avvio incerto per Milano

Avvio di seduta incerto per il mercato azionario che dopo il ribasso delle prime fasi si riporta sulla parità. L'indice Ftse Mib segna ora -0,02% a 28.658 punti, dopo aver toccato il -0,45% nelle battute iniziali. Piazza Affari fa meglio delle altre borse europee dopo aver chiuso molto bene la settimana precedente; deludono intanto i dati macroprovenienti dalla Cina, con il Pil del secondo trimestre che cresce ma meno del previsto. Sul listino salgono le banche con Bpm +2,2% dopo la notizia diffusa venerdì a mercati chiusi della creazione di un polo della monetica con Fsi e Bcc Iccrea. Rialzi per Mps (+1,7%), Bper e Unicredit sul +0,7%, ferma Intesa. Tra le altre blue chip giù l'industria, con Pirelli -1,1%, Interpump -1%. Moncler cede il 2,9%. Misti i titoli dell'energia, con i petroliferi che cedono terreno dopo il calo del prezzo del greggio.

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