“Di sicuro ci sono solo le tasse e la morte”, diceva Benjamin Franklin. Alla vigilia di agosto c’è una certezza in più: cresce anche il prezzo di benzina e diesel. Dinamica che toccherà i portafogli di chi si metterà in viaggio nel weekend con la propria auto. Il prezzo medio praticato della benzina in modalità self è 1,895 euro al litro. L’ultima rilevazione era a 1,886 con i diversi marchi compresi tra 1,887 e 1,910 euro al litro. Le pompe no logo erano ferme a 1,878. In servito si è superato il tetto dei 2 euro.
Si tratta di numeri elaborati da Quotidiano Energia sulla base dei dati che i gestori hanno comunicato al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,743 euro al litro. Un balzo rispetto ai 1,734 precedenti, con le compagnie tra 1,743 e 1,758 euro al litro. I no logo sono fermi a 1,724. Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è a 2,027 euro al litro. 2,018 il dato precedente con i diversi impianti con prezzi tra 1,967 e 2,102 euro al litro. Le no logo a 1,930. La media del diesel servito è 1,880 euro al litro contro 1,871: i punti vendita delle compagnie hanno prezzi medi compresi tra 1,828 e 1,953 euro al litro e no logo 1,778. I prezzi praticati del Gpl si posizionano tra 0,712 e 0,733 euro al litro, mentre i no logo 0,691. Infine, il prezzo medio del metano auto si colloca tra 1,401 e 1,480 euro al litro, no logo 1,432.
Impennate che arrivano alla vigilia del primo esodo delle ferie estive, quando negli impianti, da martedì 1 agosto, dovranno essere esposti i cartelli anti-rincaro voluti dal governo Meloni. Tabelloni su cui compariranno i prezzi medi delle regioni, anche se le compagnie, da Eni a Q8, passando per Ip, sono indietro con le consegne dei totem. Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva dell'obbligo di esporre il cartello del prezzo medio dal 1 agosto presentata con ricorso nei giorni scorsi dalle associazioni dei benzinai. Obbligo e scadenza restano quindi entrambi confermati : a partire dal 1 agosto tutte le pompe di benzina dovranno esporre il cartello del prezzo medio dei carburanti. Provvedimento che non convince i gestori, pronti a girare le multe che arriveranno alle compagnie che non riusciranno a consegnare i cartelloni entro martedì.
Caro benzina, falsa partenza per i cartelli anti-aumento
Per le associazioni di categoria sono preoccupanti le impennate dei prezzi alla pompa. "Tutto ciò che favorisce la trasparenza e la semplificazione nella comunicazione dei prezzi ai consumatori è positivo, ma il faro va puntato sulle speculazioni che avvengono prima dell'arrivo dei carburanti ai distributori", dice Assoutenti, commentando la decisione del Tar. "Giusto garantire trasparenza ai cittadini, ma il vero problema dei prezzi dei carburanti si insinua nella fase che va dall'acquisto del petrolio alla sua raffinazione fino alla vendita di benzina e gasolio alla pompa - spiega il presidente Furio Truzzi - passaggi in cui si accumulano ricarichi ingiustificati che generano enormi extra-profitti per società petrolifere e intermediari e fanno crescere il prezzo ai distributori, e su cui manca del tutto trasparenza. Sarebbe interessante capire come cambia il prezzo dei carburanti nei vari passaggi di filiera, e chi davvero si arricchisce sulle tasche dei consumatori quando i listini alla pompa non seguono in alcun modo l'andamento del petrolio”.