Economia

Istat, Pil frena: -0,3% (secondo trimestre). Inflazione rallenta. Il Mef: pesano tassi alti

Istat, Pil frena: -0,3% (secondo trimestre). Inflazione rallenta. Il Mef: pesano tassi alti
(ansa)
Il dato molto inferiore alle attese, crescita acquisita limata a +0,8%. Flessione per l’industria, crescono i servizi. Prosegue la discesa dei prezzi, ma il carrello della spesa fa ancora +10,4%
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MILANO – L’economia italiana inchioda e mette la retromarcia. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat il Pil nel secondo trimestre è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, dal +0,6% del primo trimestre, ed è aumentato dello 0,6% in termini tendenziali.

Alla discontinuità dell'andamento congiunturale nel secondo trimestre - commenta l'Istituto di statistica - fa fronte l'evoluzione positiva del Pil in termini tendenziali in misura dello 0,6%, che rappresenta la decima crescita trimestrale consecutiva".

Un’indicazione di frenata che conferma i timori espressi qualche giorno fa da Confindustria, che prevedeva però per il secondo quarto dell’anno una crescita a zero, in linea con molte previsioni,  mentre il dato comunicato oggi è sensibilmente peggiore.

Il Def di aprile

Il passo indietro dell’economia erode anche la crescita acquisita maturata fino ad ora, cioè il dato che si raggiungerebbe a fine anno in caso di variazione zero nei prossimi due trimestri. Alla luce del dato odierno, stima comunque ancora preliminare, il dato acquisito si ferma a +0,8%, comunque già vicino al prudente +0,9% indicato nel Def ad aprile.

Flessione per industria 

Il risultato negativo, mette ancora in evidenza l’Istat nella sua nota,  “è dovuto ad una flessione sia del settore primario, sia di quello industriale, a fronte di una moderata crescita del comparto dei servizi.

Dal lato della domanda la flessione proviene dalla componente nazionale al lordo delle scorte, con la componente estera netta che ha fornito un apporto nullo”. 

Così il Tesoro

"L'arretramento del Pil nel secondo trimestre stimato dall'Istat, lievemente superiore alle più recenti stime interne, appare principalmente dovuto alla caduta del valore aggiunto dell'industria, mentre i servizi hanno continuato a crescere, seppure a un ritmo più moderato". Così il nostro ministero dell’Economia.

"Sui risultati hanno influito, in particolare, la flessione - prosegue - del ciclo internazionale dell'industria, il rialzo dei tassi di interesse e l'impatto della fase prolungata di rialzo dei prezzi sul potere d'acquisto delle famiglie; in Italia, come nel resto d'Europa, la fiammata inflazionistica è stata una delle conseguenze negative del conflitto in corso, che continua a rappresentare il principale fattore d'incertezza"

“Il secondo trimestre del Pil registra una flessione dello 0,3%, che non deve essere letta come l’inizio della deriva del Paese – spiega Lucio Poma, capoeconomista di Nomisma".

La fiducia delle imprese

E ancora: “L’economia italiana è ancora molto solida. Anzitutto, in termini tendenziali, il secondo trimestre aumenta dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2022”.

“Il fatturato industriale è tornato ad aumentare sia sul mercato interno che estero ed il clima di fiducia delle imprese cresce”.

L’occupazione continua a migliorare: su molti comparti del Nord, al di là delle medie statistiche, si sta raggiungendo la piena occupazione.

Energia giù

Il prezzo dei beni energetici è crollato sui mercati internazionali, anche se il calo fatica a tradursi sui prezzi finali dei beni energetici non regolamentati, rallentando la discesa dell’inflazione (calata di soli 4 decimali a luglio).

“Prima di gridare al lupo, è quantomeno opportuno attendere i dati del prossimo trimestre, che ci indicheranno più chiaramente la rotta dell’economia del Paese” conclude Poma.

I prezzi

Leggermente positive le indicazioni  che arrivano dai prezzi con l’inflazione che a luglio rallenta al 6% dal 6,4% di giugno, con un incremento congiunturale dello 0,1%. 

Lieve rallentamento anche del cosiddetto carrello della spesa, il paniere di beni alimentari e per la cura della casa e della persona, che scende da +10,5% a +10,4%.

Nella sua nota di commento l’Istat appunta che si tratta del quinto mese consecutivo di "attenuazione" della dinamica tendenziale del carrello. Stesso andamento anche per i prodotti ad alta frequenza d'acquisto, che passano da +5,7% a +5,6%. 

Gli alimentari lavorati

"La dinamica dell'inflazione, ancora fortemente influenzata dall'evoluzione dei prezzi dei beni energetici, riflette anche il rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei prodotti alimentari lavorati e dei servizi", sottolinea ancora l’istituto.

Nel dettaglio segnare la decelerazione più forte ci sono i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +4,7% a +2,4%), i beni energetici non regolamentati (da +8,4% a +7,0%) e, in misura minore, degli alimentari lavorati (da +11,5% a +10,9%).

Flessioni solo in parte compensate dal rialzo dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +9,4% a +10,4%) e dei servizi relativi all'abitazione (da +3,5% a +3,6%).

I consumatori

Il rallentamento però viene accolto con freddezza dal mondo dei consumatori. "Un calo misero ed irrisorio. L'inflazione su base annua si abbassa con il contagocce e solo perché in precedenza era aumentata ancor di più, ma il dato pessimo è che mentre a giugno quella congiunturale si era finalmente fermata, ora torna a salire dello 0,1%”, commenta il presidente dell’Unione Nazione Consumatori Massimiliano Dona.

“Insomma, i prezzi, già lunari e che hanno oramai mandato sul lastrico milioni di famiglie, continuano a crescere. I prodotti alimentari, ad esempio, su base annua passano da +11% di giugno a +10,9% di luglio, ma in un solo mese rincarano dello 0,2%", prosegue Dona

“Registriamo ulteriori segnali di rallentamento della crescita dei prezzi rispetto ai mesi scorsi. Tuttavia, i consumi rimangono ancora deboli, in particolare per quanto riguarda i volumi di vendita del settore alimentare, a causa del livello dei prezzi acquisito e dall’incertezza che hanno caratterizzato i mesi scorsi”, ha commentato invece il presidente di Federdistribuzione Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione. 

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