Spid rinnovato per due anni, ma l’orizzonte è l’IT Wallet
di Alessandro LongoAltri due anni di ossigeno per Spid, ma del futuro non v’è certezza. Ve n’è pochissima, almeno: il Governo sta lavorando a un decreto per dare la base all’IT Wallet, il portafoglio digitale europeo e sistematizzare così il caos delle identità digitali italiane.
Decreto che era previsto già a fine luglio e ora si attende entro agosto; un’ipotesi era che IT Wallet entrasse nell’omnibus approvato il 7 agosto ma non ce n’era traccia nell’ultima bozza disponibile.
Per ora quindi gli utenti di Spid si devono accontentare di una rassicurazione: per altri due anni viene prorogata la convenzione tra Governo e fornitori di questo sistema di identità digitale. In arrivo anche un decreto per coprire i costi subiti da questi fornitori (che ci offrono Spid in perdita), con 40 milioni di euro.
Altri due anni di ossigeno per Spid, ma del futuro non v’è certezza. Ve n’è pochissima, almeno: il Governo sta lavorando a un decreto per dare la base all’IT Wallet, il portafoglio digitale europeo e sistematizzare così il caos delle identità digitali italiane.
Decreto che era previsto già a fine luglio e ora si attende entro agosto; un’ipotesi era che IT Wallet entrasse nell’omnibus approvato il 7 agosto ma non ce n’era traccia nell’ultima bozza disponibile.
Per ora quindi gli utenti di Spid si devono accontentare di una rassicurazione: per altri due anni viene prorogata la convenzione tra Governo e fornitori di questo sistema di identità digitale. In arrivo anche un decreto per coprire i costi subiti da questi fornitori (che ci offrono Spid in perdita), con 40 milioni di euro.
Bene, se si considera che Spid è di gran lunga il modo più usato per accedere (“autenticarsi”) a servizi pubblici via internet e così ad esempio ottenere certificati, cambiare la residenza, pagare tributi, interagire con Inps e Agenzia delle Entrate.
Il destino di Spid era stato messo in discussione a fine 2022, per alcune dichiarazioni di Alessio Butti, il sottosegretario all’innovazione, che gli preferisce un sistema di identità digitale gestito dallo Stato anziché dai privati, la Cie (carta di identità elettronica).
La posizione di Butti si è poi ammorbidita e ora va verso una transizione dolce dall’attuale caos (ci sono molteplici identità digitali) a una identità digitale unificata.
Perché il Wallet sarà importante
Il Wallet avrà un ruolo importante in questo futuro, rientrando in un progetto europeo di identità unica. Il portafoglio sarà integrato nell’app pubblica IO.
Qui ci troveremo già da una prima fase la tessera sanitaria (utile in farmacia ad esempio) e la carta della disabilità. In un secondo momento ci entreranno la patente e carte o documenti di aziende private con cui abbiamo rapporti.
Già mesi fa il Governo aveva presentato alcune caratteristiche dell’IT Wallet, ma ulteriori dettagli sono emersi in un recente documento redatto dal dipartimento Innovazione diretto da Butti.
Ma sul Wallet c’è ora un po’ una corsa contro il tempo. Se il Governo riuscirà a inserirlo in una norma di agosto, poi potrebbe fare in tempo ad approvare i primi decreti attuativi e le regole tecniche entro il 31 ottobre e quindi, come previsto nel documento, rilasciare una versione dimostrativa dell’IT Wallet entro dicembre e una versione pubblica entro il 30 giugno 2024. Obiettivo, su cui Butti si è già speso pubblicamente, è essere primi in Europa con il Wallet: significa anticipare il lancio del portafoglio europeo, previsto per il 2026.
Ma significa anche aprire a una fase temporanea di un paio di anni in cui avremo un Wallet “nostro”, non ancora maturo a livello europeo. In questa fase vi accederemo con Spid o con Cie, su app IO.
Dal 2026 il sistema potrebbe cambiare, perché il Wallet dovrebbe integrare un sistema di accesso basato su regole europee, che potrebbero soppiantare Spid. In questo scenario dovremmo riuscire a fare tutti i servizi pubblici su App IO-IT Wallet. Spid resterebbe utile per accedere a servizi privati, ad esempio adesso alcune banche consentono di aprire così un conto corrente via internet, in modo facile e veloce.
Per cominciare a capire come andranno le cose, dovremo aspettare i primi decreti attuativi e le regole tecniche; faranno chiarezza su quali servizi pubblici saranno disponibili, con quali livelli di sicurezza, e apriranno le porte anche all’arrivo di servizi di società private all’interno dell’IT Wallet.
I vantaggi per il cittadino sono evidenti: è un passo per abbandonare la necessità portafoglio fisico e i suoi tanti documenti cartacei (come già fatto con le carte di credito, integrate nello smartphone). Per lo Stato – come dichiarato dal sottosegretario all’innovazione Alessio Butti in varie occasioni – è invece occasione di dematerializzazione di servizi e di razionalizzazione delle identità digitali italiane, con un previsto risparmio di soldi pubblici.