Le gemelle d’oro dei videogame cercano la riscossa puntando sull’AI
di Claudia de LilloIn giapponese “otome” significa “ragazza” ma indica anche un genere di videogiochi pensati, appunto, al femminile, dove la storia viene prima dell’azione e la tridimensionalità dei personaggi prima della loro potenza fisica o bellica. Negli otome, l’intreccio può prendere pieghe inattese e prevedere una storia d’amore tra chi gioca al di là e al di qua dello schermo. Mizuki e Anna Nakajima hanno 34 anni e sono gemelle. Per Fortune Asia sono tra le venti business women più potenti del continente; nel 2022 sono state donne dell’anno per la rivista Nikkei Woman che le ha definite un modello per l’imprenditoria femminile.
Arretriamo di una decina di anni. Le due, giovani neolaureate, lavorano rispettivamente a Morgan Stanley Mufg Securities e al quotidiano Sankei Shimbun e, come molti, per diletto, si dedicano, sui loro smartphone, ai videogame. «I giochi avevano storie piatte e personaggi rigidi» racconta Mizuki, che nel 2014 decide che, in quell’industria declinata al maschile, in cui …
In giapponese “otome” significa “ragazza” ma indica anche un genere di videogiochi pensati, appunto, al femminile, dove la storia viene prima dell’azione e la tridimensionalità dei personaggi prima della loro potenza fisica o bellica. Negli otome, l’intreccio può prendere pieghe inattese e prevedere una storia d’amore tra chi gioca al di là e al di qua dello schermo. Mizuki e Anna Nakajima hanno 34 anni e sono gemelle. Per Fortune Asia sono tra le venti business women più potenti del continente; nel 2022 sono state donne dell’anno per la rivista Nikkei Woman che le ha definite un modello per l’imprenditoria femminile.
Arretriamo di una decina di anni. Le due, giovani neolaureate, lavorano rispettivamente a Morgan Stanley Mufg Securities e al quotidiano Sankei Shimbun e, come molti, per diletto, si dedicano, sui loro smartphone, ai videogame. «I giochi avevano storie piatte e personaggi rigidi» racconta Mizuki, che nel 2014 decide che, in quell’industria declinata al maschile, in cui il 90% dei giochi è pensato per uomini, occorre dare più spazio alle donne.
La creativa e la meticolosa
Lei, creativa e flessibile, si rivolge alla sorella, meticolosa e sistematica. «Abbiamo combinato le nostre forze come gemelle» racconta. Nasce così, in un monolocale di Tokyo, da due outsider del settore poco più che ventenni, Coly Inc (la sillaba “co” significa “insieme”), la startup che scommette sugli otome ma su cui nessuno avrebbe scommesso. «Sono state coraggiose», diranno gli analisti giapponesi anni dopo, valutando a oltre 700 milioni di dollari quella che consideravano una nicchia di mercato.
Il primo gioco, ideato da Mizuki, viene lanciato nel 2015, si chiama Drug Prince and Narcotic Girl e ruota intorno alle avventure, poliziesche e sentimentali, di un’agente antidroga assoldata dalla polizia che le affida anche una conturbante guardia del corpo. Sul telefonino il download, come per le successive creazioni di Coly, è gratuito ma occorre pagare per procedere nella storia e nelle relazioni tra i personaggi.
Da allora le sorelle Nakajima, che si alternano nei ruoli di Ceo e presidente esecutivo, hanno prodotto vari videogame, tra cui i popolari Stand my heroes e Promise of Wizard (da cui arriva la gran parte dei ricavi) e hanno creato una comunità solida e affezionata, tra cui figurano le cosiddette “yumejoshi” (letteralmente “ragazze romantiche”), giocatrici che sviluppano un attaccamento emotivo a personaggi di fantasia, garantendo una fedeltà a lungo termine al prodotto.
L’isolamento delle donne
Le imprenditrici si augurano che «la connessione intima tra personaggi e utenti possa aiutare le donne a superare il senso di isolamento e solitudine che rappresenta uno dei maggiori problemi sociali del Giappone e dei Paesi sviluppati». Pur dichiarando che «lo scopo di Coly è fornire esperienze divertenti», sono convinte dell’importanza del gioco «per dare speranza nel domani alle generazioni più giovani».
La strategia di assunzioni muove soprattutto da ragioni pratiche: per progettare otome ha più senso reclutare donne, preferibilmente a loro volta utenti della piattaforma di gaming. Oggi le donne rappresentano i tre quarti dei 330 dipendenti e occupano il 70% delle posizioni manageriali, in un Paese in cui i dirigenti d’azienda sono per l’85% uomini.
La startup comincia a correre nel 2016 e nei successivi cinque anni aumenta il fatturato di cinquanta volte. Nel febbraio 2021 si quota alla Borsa di Tokyo nel segmento Mothers, oggi accorpato nel Growth Market. Il prezzo del titolo raddoppia al debutto e il valore della quota (33,75%) di ognuna delle fondatrici balza a 141 milioni di dollari. Si rivelerà una delle migliori Ipo dell’intero anno. Il monolocale è un lontano ricordo e all’ingresso dell’attuale sede di Coly, trasferita nel lussuoso distretto di Akasaka a Tokyo, i visitatori sono accolti dalle sagome dei personaggi dei giochi più popolari.
Il declino in Borsa
Qualche mese dopo la quotazione, forti dei capitali freschi, le gemelle – «per rompere il muro», dicono – lanciano Mo Investment, che punta a fornire finanziamenti e sostegno manageriale alle giovani donne imprenditrici. Oggi tuttavia, a distanza di due anni e mezzo da quel glorioso esordio borsistico, Coly sul mercato ha perso gran parte del suo valore, i ricavi sono in calo e il bilancio 2023 si chiuderà in rosso. Il lancio dell’ultimo otome a marzo ha avuto un’accoglienza tiepida e, per quanto le yumehoshi siano creature fedeli, l’onda lunga dei primi, popolari videogiochi è destinata a esaurirsi. Avevano ragione gli analisti quando sottolineavano la vulnerabilità di Coly, in un’industria complessa e ostile alle donne? Lo scetticismo sulle possibilità di successo a medio lungo termine era fondato?
Nell’ultimo incontro con la comunità finanziaria, Mizuki ha menzionato, raccontando la strategia aziendale, l’apertura di negozi, ristoranti e caffè a marchio Coly, eventi e proiezioni cinematografiche a tema. Ma se tali iniziative difficilmente sono in grado di ribaltare i destini di un’impresa ambiziosa, le due gemelle sono convinte delle enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale.
La nuova ricetta
«Coly si concentra sull’intelligenza artificiale per sviluppare ulteriormente l’attività. Il mercato è a un punto di svolta. Il successo risiede nella capacità di accogliere le nuove tecnologie, inclusi chatbot come ChatGPT» dichiara Anna, ricordando il recente reclutamento di ingegneri «in grado di sviluppare prodotti che ci consentano di diventare un’avanguardia nel combinare intrattenimento e IA».
Presto quindi sarà possibile dialogare con il drug prince e la narcotic girl, raggiungendo con loro e gli altri personaggi una comunione di sensi e intelletto che fatichiamo a comprendere ma forse impareremo ad apprezzare. Le gemelle Nakajima ci stanno lavorando.