ROMA — L’esito era scontato: no al salario minimo legale. Era quello che voleva la premier Giorgia Meloni. Quello che si aspettava quando l’11 agosto, incalzata dalla proposta delle opposizioni con l’eccezione di Italia Viva sui 9 euro all’ora, ha preso tempo e incaricato il Cnel guidato dall’ex ministro Renato Brunetta di elaborare un “documento di osservazioni e proposte” in vista della legge d…