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Manovra, 5 miliardi per i contratti pubblici. Ma è scontro con la Cgil

La premier Meloni al Congresso nazionale Cgil con il leader Landini

 (ansa)
Landini diserta l’incontro a Palazzo Chigi e attacca il Cnel sul salario minimo: “Fa la terza camera”
2 minuti di lettura

ROMA — A Palazzo Chigi la premier Meloni non c’è. Dall’altro lato del tavolo, tra le parti sociali nell’incontro sulla manovra, assente anche il leader del maggior sindacato italiano. Maurizio Landini l’aveva detto, in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio: «La Cgil ci sarà, io no».

Scelta non casuale. Perché i rapporti col governo sono ai minimi termini. E il no al salario minimo, ufficializzato giovedì da Meloni poche ore dopo l’approvazione del documento Cnel – con 39 sì e 15 no su 62 presenti – ha spezzato ogni barlume di dialogo. Anzi incendiato le relazioni tra Cgil e Renato Brunetta, neo presidente del Cnel. Con l’accusa di Landini sul Cnel «snaturato, politicizzato, terza Camera». E il contrattacco di Brunetta: «Landini fa politica, giù le mani dal Cnel».

ROMA — A Palazzo Chigi la premier Meloni non c’è. Dall’altro lato del tavolo, tra le parti sociali nell’incontro sulla manovra, assente anche il leader del maggior sindacato italiano. Maurizio Landini l’aveva detto, in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio: «La Cgil ci sarà, io no».

Scelta non casuale. Perché i rapporti col governo sono ai minimi termini. E il no al salario minimo, ufficializzato giovedì da Meloni poche ore dopo l’approvazione del documento Cnel – con 39 sì e 15 no su 62 presenti – ha spezzato ogni barlume di dialogo. Anzi incendiato le relazioni tra Cgil e Renato Brunetta, neo presidente del Cnel. Con l’accusa di Landini sul Cnel «snaturato, politicizzato, terza Camera». E il contrattacco di Brunetta: «Landini fa politica, giù le mani dal Cnel».

Giorgetti illustra la manovra

Tocca quindi al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti provare a tirare le fila con sindacati e imprese. Con lui, la ministra del Lavoro Marina Calderone e il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. E poi Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Per la Cisl c’è il segretario Luigi Sbarra. Per la Uil Domenico Proietti, perché Pierpaolo Bombardieri è impegnato a Parigi.

«Abbiamo preso una decisione consapevole con l’extra deficit perché vogliamo compensare l’effetto dell’inflazione: ma non governiamo governati dallo spread», esordisce Giorgetti. Il ministro conferma che il deficit da 15,7 miliardi serve a confermare il taglio al cuneo contributivo e all’Irpef, ma le due misure non sono strutturali: «Solo per il 2024». Annuncia «5 miliardi per il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici». E «3 miliardi per la sanità».

La reazione di sindacati e imprese

Cifre «non sufficienti», per Cgil e Uil. «Confermata Quota 103, per il resto nient’altro sulla previdenza», dice Domenico Proietti (Uil) all’uscita. «Andata male, torna l’austerità: nessuna risposta su salari e sanità, zero sul Pnrr, solo un’informativa lacunosa e generica», aggiunge Christian Ferrari (Cgil).

«Il governo ha recepito molte proposte e priorità della Cisl», si rincuora invece Luigi Sbarra. Anche i costruttori dell’Ance, guidati da Federica Brancaccio, sospirano perché «c’è uno spiraglio per il Superbonus». Per Palazzo Chigi «clima costruttivo e proficuo». La manovra sarà «seria, responsabile e realista, con priorità a redditi e pensioni più bassi».

La rottura con la Cgil

Di sicuro non avrà il lasciapassare di Landini che la definisce invece «miope, elettorale, non orientata alla crescita». La rottura con Meloni maturava da tempo. Dalla lettera di fine agosto, senza mai risposta alla richiesta di essere convocati non a giochi fatti. Poi l’incarico al Cnel sul salario minimo, «per prendere tempo».

La manifestazione dei 200 mila a Roma il 7 ottobre. Infine il documento sul salario - «votato a maggioranza, mai successo al Cnel» - dall’esito scontato. Per Landini tutti segnali che «questo governo non riconosce le parti sociali, anzi ne ha paura». Così la decisione di non andare a Palazzo Chigi: «Tavolo senza trattativa, solo informativa».

Verso lo sciopero generale

Il prossimo passo è l’assemblea generale Cgil di mercoledì 18. «Decideremo come proseguire la mobilitazione», dice il leader Cgil. Anche la Uil riunisce martedì il consiglio nazionale. Si avvicina lo sciopero generale.

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