MILANO – Il Pil italiano è rimasto fermo nel terzo trimestre. È quanto comunica l’Istat nelle sue stime preliminari, confermando le aspettative delle maggior parte degli analisti. La variazione acquisita del prodotto interno lordo per il 2023, cioè il dato che si raggiungerebbe a fine anno se anche l’ultimo trimestre fosse a crescita zero, è pari a +0,7%, poco sotto lo 0,8% previsto dal governo nella nota di aggiornamento al Def.
L'economia italiana – commenta l’Istat nella sua nota – rimane stabile nel terzo trimestre del 2023 dopo il calo fatto registrare nel secondo trimestre dell'anno. Anche la dinamica tendenziale risulta stabile, interrompendo una crescita che durava da dieci trimestri consecutivi.
Il risultato di questo trimestre è la sintesi, dal lato della produzione, di un calo del valore aggiunto dell'agricoltura, di una crescita dell'industria e di una sostanziale stabilità del settore dei servizi. Dal lato della domanda, si registra un contributo negativo della domanda al lordo delle scorte e un contributo positivo della domanda estera netta.
Maxi frenata dell’inflazione
Molto più decisa invece la frenata dell’inflazione registrata dall’Istat a ottobre. Secondo le stime preliminari dell'Istituto è scesa a +1,8% dal +5,3% di settembre, dato che non si registrava da luglio 2021 (+1,9%). La diminuzione è dello 0,1% su base mensile. La drastica discesa del tasso di inflazione si deve in gran parte all'andamento dei prezzi dei beni energetici, in decisa decelerazione tendenziale a causa dell'effetto statistico derivante dal confronto con ottobre 2022, quando si registrarono forti aumenti dei prezzi. Un contributo al ridimensionamento si deve inoltre alla dinamica dei prezzi dei beni alimentari (da +7,7% a +5%).