Bombardieri: “Sulla manovra Confindustria sostenga la protesta Sui salari c’è tanto da recuperare”
di Diego LonghinIl segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri
(ansa)Torino — «Invito Maurizio Stirpe e Confindustria a scendere in strada con il sindacato il 17 novembre a Roma. Sono più le cose che ci uniscono, contro le politiche di questo governo, rispetto a quelle che ci dividono». Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil, replica al vicepresidente di Confindustria, titolare delle deleghe al Lavoro e alle Relazioni industriali. Stirpe, pur giudicando la manovra del governo Meloni «deficitaria» sul fronte delle misure per l’industria, sottolinea, in un’intervista a Repubblica, che «non comprende» le ragioni della protesta dei sindacati. E lancia un avviso in vista della stagione dei rinnovi contrattuali: «Prima di fare richieste i sindacati considerino quello che è già arrivato in busta paga con questa manovra».
Bombardieri, Stirpe dice che la legge di Bilancio è orientata verso i redditi medio bassi, mentre per l’industria c’è molto poco. E non comprende le ragioni delle vostre proteste. Cosa risponde?
«Prima di tutto manderò…
Torino — «Invito Maurizio Stirpe e Confindustria a scendere in strada con il sindacato il 17 novembre a Roma. Sono più le cose che ci uniscono, contro le politiche di questo governo, rispetto a quelle che ci dividono». Pierpaolo Bombardieri, il segretario generale della Uil, replica al vicepresidente di Confindustria, titolare delle deleghe al Lavoro e alle Relazioni industriali. Stirpe, pur giudicando la manovra del governo Meloni «deficitaria» sul fronte delle misure per l’industria, sottolinea, in un’intervista a Repubblica, che «non comprende» le ragioni della protesta dei sindacati. E lancia un avviso in vista della stagione dei rinnovi contrattuali: «Prima di fare richieste i sindacati considerino quello che è già arrivato in busta paga con questa manovra».
Bombardieri, Stirpe dice che la legge di Bilancio è orientata verso i redditi medio bassi, mentre per l’industria c’è molto poco. E non comprende le ragioni delle vostre proteste. Cosa risponde?
«Prima di tutto manderò a Stirpe la nostra piattaforma, così vedrà le nostre ragioni. E andrò a tenere assemblee nella sua azienda di Frosinone, dove sono già andato altre volte. Forse comprenderà e capirà che sono molti i punti che ci accomunano, ad iniziare dal fatto che noi e Confindustria siamo stati ascoltati cinque minuti di orologio da questo governo sulla manovra».
Confindustria manda anche un avviso rispetto ai contratti da rinnovare. Dice, in sostanza, che non potete accampare grandi pretese perché quello che arriva con la legge di Bilancio ha già un valore che va oltre ai normali aumenti contrattuali. La stagione dei rinnovi si annuncia calda?
«Dipende, vedremo se questi saranno i reali presupposti della controparte. Inviterei però Stirpe a prendere una bilancia, a mettere su un piatto quello che arriva ai dipendenti, come i soldi della riduzione del cuneo fiscale, e sull’altro quello che negli ultimi anni, periodo pandemico compreso, i governi hanno dato alle aziende, dagli sgravi fiscali ai bonus a pioggia. Alla fine il piatto è sempre sbilanciato a favore delle imprese e non dei lavoratori. Noi faremo il nostro mestiere, le richieste saranno giuste e in linea con la difficile situazione economica: i salari hanno perso valore e questo valore va recuperato. Confindustria poi non si rende conto che le misure che avevamo proposto avrebbero favorito anche loro, proprio sui rinnovi contrattuali».
Quali sarebbero le cose a favore anche delle aziende?
«Avevamo chiesto al governo un intervento per detassare gli aumenti contrattuali. Cosa che avrebbe favorito la chiusura o l’avvio delle trattative in modo più semplice. Non solo. Avevamo anche chiesto di detassare la contrattazione di secondo livello, quella aziendale. Due misure che avrebbero favorito l’impresa. Poi ci sono altri temi dove ci sono punti di contatto, come sulla sicurezza del lavoro. Chi non rispetta le norme non solo mette a rischio delle vite umane - oggi si contano più di mille morti all’anno - ma fa concorrenza sleale. E poi non si può stare zitti di fronte alla mancanza di politiche industriali, un’assenza riconosciuta da Stirpe quando parla di ex Ilva».
Sarete in piazza anche per questo?
«L’assenza di visione preoccupa. Stirpe opera nel settore dell’automotive. Francia, Spagna e Germania hanno programmi importanti sulla transizione ecologica. Da noi no. Non è solo un problema di investimenti, ma di scelte strategiche che il governo non vuole fare. E se si fanno accordi, come quello tra un ministro e un gruppo privato che riguarda la ex Ilva, rimangono segreti. Vicenda che ha dell’incredibile».