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Black Friday, il derby dello shopping tra negozi e online. L’abbigliamento in cima alle preferenze

(afp)
Bella (Confcommercio) stima una crescita degli acquisti del 5-20% sul 2022. “Digitale favorito dal fatto che da noi, a differenza degli Usa, non sono giorni di festa”. Felloni (Federmoda): “Sconti durano troppo, clienti e aziende si stanno disamorando”
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MILANO – Un giochino diventato ormai troppo grande per non salirci a bordo, anche se chi lo fa da un negozio “fisico” patisce un handicap strutturale rispetto ai negozianti “online”. Il Black Friday è arrivato e con esso gli italiani scatenano lo shopping, privilegiando quello digitale. Secondo il Politecnico di Milano online spenderanno, tra qui e lunedì, circa 2 miliardi di euro. Una crescita dell’8% rispetto al 2022, in rallentamento rispetto alla media del +18% registrata negli ultimi anni.

Cosa comprano gli italiani

La Confcommercio concorda con il Politecnico nell’indicare che l’abbigliamento è la categoria merceologica preferita dagli italiani. Secondo l’associazione, sei su dieci faranno acquisti e ad aprire il portafogli saranno soprattut…

MILANO – Un giochino diventato ormai troppo grande per non salirci a bordo, anche se chi lo fa da un negozio “fisico” patisce un handicap strutturale rispetto ai negozianti “online”. Il Black Friday è arrivato e con esso gli italiani scatenano lo shopping, privilegiando quello digitale. Secondo il Politecnico di Milano online spenderanno, tra qui e lunedì, circa 2 miliardi di euro. Una crescita dell’8% rispetto al 2022, in rallentamento rispetto alla media del +18% registrata negli ultimi anni.

Cosa comprano gli italiani

La Confcommercio concorda con il Politecnico nell’indicare che l’abbigliamento è la categoria merceologica preferita dagli italiani. Secondo l’associazione, sei su dieci faranno acquisti e ad aprire il portafogli saranno soprattutto donne (il 63%) e giovani, preferibilmente abitanti di Nord-Ovest e Mezzogiorno. Lo shopping avrà uno scopo ben preciso: anticipare i regali di Natale (per il 53% del campione), una tendenza che cresce. Quasi sei su dieci (57%) sceglieranno appunto capi di abbigliamento, il 44,7% prodotti di elettronica o elettrodomestici, il 35% calzature e prodotti di estetica. La spesa media è indicata a 236 euro.

Le regole: chi può fare gli sconti e come

Massimo Torti, segretario generale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, spiega che la possibilità di applicare promozioni con l’etichetta del Black Friday “è aperta tutte le categorie merceologiche, moda inclusa”. I divieti di vendite promozionali scattano infatti “nei trenta giorni antecedenti i saldi di fine stagione”, quelli disciplinati dalle Regioni (ci sono alcuni casi in cui il divieto sale a 40 giorni). “Essendo i saldi previsti a gennaio – aggiunge Torti – anche la moda non subisce divieti in occasione del Black Friday”. Tanto che ora si comporta come tutte le altre categorie: “Dai mobili all’elettronica di consumo, dai profumieri addirittura all’edilizia. E’ diventata una leva di marketing”.

La vera novità legislativa dell’anno, ricorda Torti, è il recepimento della direttiva europea Omnibus che da luglio ha modificato il codice del consumo. “Per la prima volta è stata introdotta una disposizione tanto per l’online che per l’offline”. E riguarda proprio il meccanismo degli sconti: “Se oggi riporti un prezzo promozionale, la riduzione applicata deve esser rapportata al prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti”. Una tutela contro gli sconti “fasulli”. Ad esempio. Se entro il mese scorso un capo da 100 euro è stato venduto promozionalmente a 80, il cartellino del Black Friday non potrà riportare che viene venduto a 70 euro con uno sconto del 30% rispetto ai 100 originali. Chiaro che i controlli sono tutti da vedere, ma “la legge c’è e le sanzioni sono importanti”.

Parola ai negozi: conviene?

Regole uniformi tra online e negozi fisici, dunque, in un derby che ormai da anni è diventato spigoloso. Sempre lo studio di Confcommercio dice che il 55% farà acquisti online mentre il 40% si recherà nei negozi di quartiere e nei centri commerciali.

Ma, in fin dei conti, per gli affari dei commercianti questa fase di promozioni è un buon volano? Mariano Bella, direttore del centro studi dell'associazione, è molto pragmatico: “Quando si è partiti con le iniziative del Black Friday in Italia, molti negozianti hanno storto il naso pensando che ci fosse ‘poco da fare’ contro l’online. Oggi la questione non se la pongono più: non c’è più un piano B, non ci si può esimere dall’entrare in questa logica di promozione”.

Bella sottolinea il paradosso, quell’handicap di cui dicevamo all’inizio: “Mutuiamo una tradizione Usa, ma in modo sbagliato. Lì il Black Friday arriva nel mezzo delle festività per il Ringraziamento: i consumatori sono a casa, e possono mettersi in coda nei grandi centri commerciali e nei negozi. Qui, visto che siamo tutti al lavoro, il modo più facile per sfruttare le offerte è online”.

Altro aspetto, che emerge anche dai dati ufficiali sulle vendite al dettaglio, è che ormai è sempre più un periodo di offerte spalmate su tutto novembre: un mese che sta togliendo peso a dicembre nella stagionalità del commercio. Ed è per questo che la stima di Bella (una crescita delle vendite del 5-20% sul 2022) è da prendere come un segnale di tenuta dell’economia “ma senza troppo entusiasmo, visto che non sono consumi aggiuntivi ma sostitutivi di quelli pre-natalizi”.

Felloni: “Sta perdendo attrattività”

Giulio Felloni, presidente di Federmoda, vede però nell’estensione della fase di sconti un fattore di debolezza del Black Friday. “Era partito come ‘fuoco d’artificio’, ora si è trasformato in un fiume. Che però perde attrattività per il consumatore”. Felloni invoca ancor più trasparenza perché “in questi giorni spuntano articoli mai visti prima, ed è difficile comparare i loro prezzi attuali con quelli ‘standard’”. Ma soprattutto vede un “disamoramento” da parte dei clienti e delle aziende per queste promozioni: “Nel nostro settore, molte aziende si sono dissociate e chiedono ai negozianti di non applicare scontistica sui loro prodotti. E’ una questione di immagine: la difesa di un posizionamento rispetto a un fenomeno che è diventato troppo massiccio”.

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