✕

Accordo con i sauditi per cercare terre rare in Africa

(ansa)
L’intesa durante una missione del ministro Urso a Riad. Obiettivo: rompere il duopolio Cina e Russia
1 minuti di lettura

ROMA – Orientare la rotta verso l’Africa in cerca di materie prime o recuperare quelle esistenti, non finite già in mano a società cinesi o russe. Italia e Arabia Saudita potrebbero unire le forze per centrare l’obiettivo.

Presentandosi insieme la capacità finanziaria e tecnologica dei due Paesi si moltiplicherebbe e il tandem italo-saudita giocherebbe un ruolo di primo piano, nel continente africano, in una partita fondamentale: la conquista delle terre rare, o elementi fondamentali per le nuove tecnologie come cobalto, rame, litio.

La partnership sul comparto minerario tra Italia e Arabia Saudita darebbe una…

ROMA – Orientare la rotta verso l’Africa in cerca di materie prime o recuperare quelle esistenti, non finite già in mano a società cinesi o russe. Italia e Arabia Saudita potrebbero unire le forze per centrare l’obiettivo.

Presentandosi insieme la capacità finanziaria e tecnologica dei due Paesi si moltiplicherebbe e il tandem italo-saudita giocherebbe un ruolo di primo piano, nel continente africano, in una partita fondamentale: la conquista delle terre rare, o elementi fondamentali per le nuove tecnologie come cobalto, rame, litio.

La partnership sul comparto minerario tra Italia e Arabia Saudita darebbe una prospettiva ai due Paesi. Anche di questo hanno parlato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, impegnato negli ultimi tre giorni in un tour della penisola arabica, e il presidente della Commissione Reale di Jubail e Yanbu, Khalid Al Saalem. Seconda puntata dopo il primo forum italo-saudita, a settembre a Milano, sugli investimenti in Italia.

Con la visita a Riad, Urso ha fatto un passo avanti, sfruttando il fondo sovrano da 1 miliardo che l’Italia sta per varare, aperto ai privati, e gettando le basi per collaborazioni più strette tra i due Paesi nel settore minerario e nella filiera delle lavorazioni delle materie prime critiche in Africa, oltre che in Italia e in Arabia Saudita.

Uno degli obiettivi sarebbe quello di rompere il duopolio di Cina e Russia. "Italia e Arabia Saudita sono impegnate nello sviluppo di un contesto, normativo e industriale, che favorisca e acceleri l’autonomia strategica nel settore delle materie prime critiche - dice il ministro Urso - con il presidente Al Saalem abbiamo approfondito la possibilità di partnership e investimenti congiunti soprattutto nel comparto estrattivo, sia nei rispettivi Paesi, sia in aree terze, come il continente africano, in coerenza con il Piano Mattei che il nostro governo sta sviluppando”.

Il ministro, accompagnato da Giovanna Della Posta, ad di Invimit, si è confrontato anche con il numero uno di Pif, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita, Saad Alkroud, rispetto alla ricerca di materie prime e agli investimenti in Italia. Il fondo Pif guarda al made in Italy: uno degli ultimi investimenti del fondo è stato negli yacht del gruppo Azimut-Benetti.

Ma Urso è stato prima a Doha, dove a maggio 2024 si organizzerà un forum per gli investimenti congiunti in Qatar. Scopo? Consolidare i rapporti tra le imprese dei due Paesi e, più in generale, della penisola arabica - ultima tappa del tour Abu Dhabi - in settori come energia, auto elettriche, petrolchimico, immobiliare, lusso e sport.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi i commenti