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Continua la ripresa del mercato auto: salgono del 16,19% le immatricolazioni a novembre

L’anno si chiuderà con oltre 1,5 milioni di veicoli venduti. L’elettrico non decolla. Le associazioni di categoria al governo: “Gli incentivi non funzionano, è l’ora di cambiare”
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TORINO – In novembre in Italia sono state immatricolate 139.278 autovetture con una crescita sullo stesso mese del 2022 del 16,19%. Sono dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Nei primi undici mesi chiude si è arrivati a quota 1.455.271 con un incremento del 20,1% sullo stesso periodo del 2022. “Non bisogna dimenticare il calo di ben il 18,1% sullo stesso periodo del 2019 che non era ancora stato investito dalla crisi innescata dalla pandemia e da tutti gli altri fattori negativi che l’hanno seguita: dalla guerra in Ucraina, alla carenza di componenti essenziali per la produzione delle autovetture, al riaffacciarsi sulla scena mondiale dell’inflazione e ora anche dal conflitto esploso in Israele», sottolineano dal Centro Studi Promotor di Bologna. Per quanto riguarda il gruppo Stellantis, secondo l'elaborazione di dataforce, le immatricolazioni in novembre sono cresciute del 9,8% da 37.155 a 40.808. Quota di mercato scesa dal 30,9% di un anno prima al 29,3%. Nel periodo gennaio-novembre le vendite sono salite del 10,1% da 429.460 a 472.415. Quota passata dal 35,4% al 32,5%.

Arrivati a novembre è facile fare previsioni per l’intero 2023. Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor ritiene "che le immatricolazioni si attesteranno a quota 1.576.000. Il livello ante-pandemia, che era ed è l’obiettivo da raggiungere, resta quindi lontano”. L’inchiesta congiunturale di novembre condotta dal Centro Studi Promotor su un campione rappresentativo di concessionari, che verrà presentata martedì a Milano, mette in luce che le vendite 2023 sono state frenate essenzialmente da tre fattori: la situazione economica delle famiglie aggravata dalla riduzione del potere d’acquisto per effetto dell’inflazione, i livelli decisamente elevati raggiunti dai listini e la situazione economica generale. Particolarmente critica appare poi la situazione per le vendite di auto elettriche la cui quota sfiora in Italia il 4% contro il 15,2% dell’Europa Occidentale.

L’Unrae, l’associazione dei produttori esteri, batte sulla questione incentivi: "Visto il perdurare del ritardo in tema di transizione energetica, l'Unrae ribadisce l'urgenza di intervenire sull'attuale schema incentivi, attraverso un provvedimento che interrompa le indiscrezioni di stampa e l'attendismo che si è creato sul mercato, che non si riflette ancora nei dati delle immatricolazioni", dice il presidente Michele Crisci, che è anche il numero uno di Volvo Italia. "Tale revisione - spiega - dovrebbe prevedere modifiche delle regole attuali, accogliendo le richieste dell'Unrae di innalzamento del price cap e di estensione dell'incentivo a tutte le imprese con bonus a importo pieno, per rendere le stesse regole più fruibili, maggiormente indirizzate ai target europei e utili ad un accelerato rinnovo del parco". In più l’associazione richiede anche interventi sul regime fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo per rilanciare il settore e per arrivare ad un ricambio del parco.

Il numero uno dell’Anfia, Roberto Vavassori, sottolinea che “con la fine dell'anno, il consuntivo dell'ecobonus auto 2023 mostra un avanzo di circa 300 milioni di euro, che, peraltro, si somma ai 250 milioni restanti dall'ecobonus 2022 e non ancora riallocati. Segno che gli incentivi all'acquisto delle vetture green, previsti anche per il 2024, vanno rimodulati e resi più attrattivi per i consumatori, in modo che le loro scelte si orientino gradualmente nella stessa direzione degli obiettivi di decarbonizzazione della mobilità che l'Ue ha fissato".

Secondo Motus-E il mercato delle auto elettriche in Italia è in recupero, “ma serve un'azione più incisiva per limitare il divario che ci separa dagli altri grandi d'Europa”. A novembre sono state immatricolate 7.966 nuove vetture full electric (+55,3% rispetto al novembre 2022), con la quota di mercato che sale nel mese al 5,7% dal 4,1% registrato a ottobre (a novembre 2022 era 4,3%). Nel periodo gennaio-novembre 2023 le auto elettriche registrate in Italia salgono così a quota 59.478, in aumento del 33,6% rispetto ai primi 11 mesi del 2022, con una market share pari al 4,1%, in lieve crescita rispetto al 3,7% dello stesso periodo del 2022. Il parco circolante completamente elettrico si attesta al 30 novembre a 217.422 unità. L’Italia è l’unico Paese europei tra i grandi in cui le immatricolazioni elettriche non decollano. Il differente andamento si manifesta chiaramente anche nella quota di mercato delle auto elettriche nei primi 10 mesi del 2023, “che ci vede ormai stabilmente anche dietro alla Spagna. Infatti in Francia è al 16%, in Germania al 18%, in Italia al 3,9%, in Spagna al 5,3% e nel Regno unito al 16,4%”, dice Motus-E che sottolinea come sia necessario che “i sistemi incentivanti ereditati dai precedenti governi vadano rimodulati il prima possibile per agganciare la crescita dell'elettrico che si registra già nei Paesi con cui dobbiamo ambire a competere".

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