Il mondo ha bisogno di piloti e assistenti di volo: caccia aperta a chi sogna di volare
di Aldo FontanarosaROMA – I due principali costruttori di aerei al mondo, l’europea Airbus e l’americana Boeing, sono da sempre in furiosa competizione. Ma su una cosa si trovano d’accordo: servono tanti piloti da formare, assumere e inviare ai comandi.
Il Mondo ha fame di nuovi velivoli, per trasportare le merci e le persone. Boeing stima che bisognerà assemblare 42 mila 595 aerei (da qui al 2042); Airbus parla di 40 mila 850. In 20 anni insomma la flotta globale può raddoppiare.
Se così tanti apparecchi decolleranno verso i cieli, allora serviranno legioni di piloti e assistenti di volo a bordo, anche in Europa, anche in Italia. Piloti e assistenti che ancora non si vedono all’orizzonte. Sempre la Boeing azzarda una stima.
I pensionati, i giovani
Tra comandanti, pi…
ROMA – I due principali costruttori di aerei al mondo, l’europea Airbus e l’americana Boeing, sono da sempre in furiosa competizione. Ma su una cosa si trovano d’accordo: servono tanti piloti da formare, assumere e inviare ai comandi.
Il Mondo ha fame di nuovi velivoli, per trasportare le merci e le persone. Boeing stima che bisognerà assemblare 42 mila 595 aerei (da qui al 2042); Airbus parla di 40 mila 850. In 20 anni insomma la flotta globale può raddoppiare.
Se così tanti apparecchi decolleranno verso i cieli, allora serviranno legioni di piloti e assistenti di volo a bordo, anche in Europa, anche in Italia. Piloti e assistenti che ancora non si vedono all’orizzonte. Sempre la Boeing azzarda una stima.
I pensionati, i giovani
Tra comandanti, piloti a supporto, hostess, steward, personale di terra, addetti ai bagagli e operai per le manutenzioni, il settore aereo recluterà 2,3 milioni di persone in 20 anni, per sostituire gli attuali dipendenti che andranno in pensione e affiancare i più giovani. Un bel numero.
Ora, una robusta domanda di velivoli arriverà da India, Cina, Africa, che vedranno crescere il loro traffico anche interno. Ma il gioco di interconnessioni del trasporto aereo consegnerà comunque un ruolo forte all’Ue, dove tanti turisti e manager delle economie emergenti vorranno sbarcare.
L’Italia, poi, che è un Paese attrattivo, ha un ulteriore vantaggio. Le nozze con Lufthansa possono trasformare Ita Airways in un attore competitivo, capace di ramificare le sue destinazioni mondiali.
L’effettiva vocazione
Anche Ita – a meno di imprevisti – può dare lavoro e raggiungere in tempi ragionevoli i 1200 ingressi promessi dal Piano Industriale, tra comandanti, piloti, assistenti.
Se dunque vostra figlia o vostro figlio vi parleranno del sogno di volare, non bisognerà scoraggiarli subito. L’idea può essere quella giusta. Ma dovrete verificare la loro effettiva vocazione.
La principale difficoltà delle ragazze e dei ragazzi è capire le regole del gioco. Diventare pilota civile comporta intanto l’iscrizione alle scuole di volo certificate.
Gli esami dal Garante
Scuole che richiedono il superamento di 14 esami teorici (dalla Fisica applicata alla Meteorologia) che il “cadetto” - l’aspirante pilota - quasi mai farà in sede: 13 esami si sostengono all’Enac, garante nazionale del volo, che prepara test a domanda multipla in inglese; mentre uno solo (il 100 Ksa, sulle competenze proprie di chi pilota) si celebra a scuola. Per ogni giornata d’esame - attenzione - si pagherà un gettone.
Intanto che si studia sui libri, servirà anche esercitarsi in volo. Il “cadetto”, così, noleggerà uno degli aerei della scuola (ad esempio per le 90 ore del percorso formativo hour building).
Quando poi proverà a ottenere una delle prime abilitazioni al volo - la PPL (A) - lo stesso “cadetto” dovrà noleggiare l’aereo e ingaggiare anche l’istruttore della scuola (per 35 delle 45 ore necessarie).
Una spesa variabile
E l’istruttore potrà ritenere fallita la prova di volo, ordinandone la ripetizione: con spese che si sommeranno alle spese. A seguire serviranno l’abilitazione a pilotare di notte; quella per il bimotore; e quella per il volo strumentale (regolato dai soli strumenti di bordo).
Abilità che si acquisisce guidando apparecchi più avanzati (dal Cyrrus SR-20 al Tecnam P2006t). E di nuovo, ad ogni prova di volo, l’istruttore potrà bocciare il cadetto obbligandolo a ripetere esame e noleggio. Per questo motivo, le scuole di volo mettono le mani avanti parlando di una spesa variabile per completare il percorso formativo e conquistare l’ambita licenza di volo (Atpl A).
Spesa che può oscillare, visibilmente, tra i 70 mila e i 120 mila euro. In questo quadro, si moltiplicano gli accordi tra le scuole e le banche, che concedono prestiti agevolati ai “cadetti” per coprire i costi. E accordi tra le nostre scuole e le compagnie aeree, così da garantire ai neopiloti corsie preferenziali per i colloqui di assunzione.