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Traffico aereo vacanze a livelli pre-covid: 35mila voli il 7 luglio in Europa. Italia già oltre il 2019. Boom Islanda e Croazia

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ANSA (ansa)

I dati incrociati di Eurocontrol e del Consiglio internazionale degli aeroporti. Il Mercato “Ue+” vicino ai livelli 2019, quello degli altri Paesi continentali addirittura oltre, nonostante Ucraina e Russia

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Una bella estate, nonostante l’inflazione e il caro-voi. Secondo Eurocontrol, l’organismo di sorveglianza del traffico aereo europeo, l’attività del trasporto aereo civile ha registrato nella scorsa estate i livelli più alti sinora visti nel dopo pandemia. Tra giugno e agosto, lo spazio aereo del Vecchio Continente ha visto transitare il 93 per cento del numero di voli partiti e arrivati nello stesso trimestre del 2019. “In media  - precisa Eurocontrol in un comunicato -, ci sono stati 32.495 voli al giorno, con un picco massimo di 34.637 il 7 luglio. Valore questo a sua volta inferiore al record di sempre, registrato il 28 giugno 2019, con 37.228 voli.

In luglio le strutture aeroportuali europee hanno nel complesso accolto il 97 per cento dei passeggeri che avevano ospitato nello stesso mese quattro anni addietro, a testimonianza di velivoli mediamente più pieni rispetto all’estate pre-crisi sanitaria. 

L’avvicinamento ai livelli pre-covid, particolarmente significativo, proprio perché coincide con il picco vacanziero estivo del traffico aereo, si è manifestato con forti disparità tra Paese e Paese – come ha consigliato la sezione europea del Consiglio internazionale degli aeroporti (ACI Europe). Negli scali UE+ (con Svizzera, Uk, Norvegia...), a luglio, il traffico passeggeri è ancora inferiore del 4,3% rispetto al luglio 2019, pur essendo cresciuto del 12,7 per cento rispetto a 12 mesi prima. Andando a vedere i vari mercati, il confronto – con il 2019 – vede i massimi incrementi per Islanda (+16,2%), Croazia (+15,7%), Grecia (+14,8%), Portogallo (+10,5%) e Lussemburgo (+10,5%), questi i Paesi che hanno un saldo attivo a due cifre. In positivo anche Polonia (+7,1%), Malta (+6,3%) e Cipro (+3%). Poi l’Italia, con un +2,3%, che fa meglio degli altri Grandi Paesi, a cominciare dalla Spagna (+1,3%). Ultimo paese con il segno positivo l’Irlanda (+0,6%). Sul fronte opposto Finlandia (-31%), Slovenia (-27,4%), Bulgaria (-22,9%), Germania (-19,2%) e Svezia (-17,9%) sono le più lontane dal recupero completo. Benché facciano meglio della Germania, le altre due big dell’Europa Occidentale, Francia e Regno Unito, non brillano e registrano rispettivamente un -6,6% e un -4,7% rispetto al 2022. 

Gli aeroporti del resto d’Europa registrano invece un saldo positivo (+3,7 per cento) addirittura rispetto al 2019, nonostante la componente Ucraina. Le migliori performance arrivano qui da Paesi che capitalizzano l’espansione dei vettori ultra low-cost – Albania (+116,6%) o Kosovo (+41,5%) o da quelli che beneficiano del calo di comunicazioni tra mercato Ue+ e Russia, come Uzbekistan, Armenia e Kazakhstan, tutti con saldi attivi attorno al 70 per cento. Anche il mercato turco è in positivo, del 6,5%, rispetto ai livelli pre-covid.

I top 5 hub, i più trafficati d’Europa rimangono a loro volta sotto i livelli pre-pandemia, con un -4,3% complessivo. Il tutto per colpa della minore capacità di sviluppo, fisiologica per le organizzazioni grandi e complesse, e alla tuttora non del tutto recuperata utenza cinese. Ma se Londra, che comunque mantiene il primato continentale, perde solo l’1,2%, Istanbul, ora seconda, cresce del 16,5%. Saldi negativi a due cifre per Parigi-CDG (-11,5%), Francoforte (-13,1%) e Amsterdam-Shiphol (-10,6%), rispettivamente terzo, quarto e quinto scalo ora.

Tra gli altri grandi aeroporti europei (gruppo 1), bene Atene (+10,6% vs 2019), tra quelli specializzati nel low cost grandi performance di Memmingen (Germania, +60,1%) e Beauvais (Francia, +46,8%), mentre Bergamo Orio al Serio è quarto, con un +10,4%). Tra i piccoli aeroporti regionali, che servono mete turistiche di grido spiccano gli exploit di Zara, Croazia (+290,9%) e di Perugia (+189,6%). Primo tra gli aeroporti “gruppo 2” (internazionali di secondo livello), Napoli ottiene il miglior incremento assoluto, con un +22,5% rispetto al 2019.

Tra le note non certo positive, i ritardi medi dei voli, aumentati del 4% durante l'estate rispetto al 2019, secondo Eurocontrol, che rileva anche un calo della puntualità di 6,9 punti percentuali in quattro anni: il 66% degli aerei è arrivato meno di 15 minuti dopo l'orario previsto. Si tratta comunque di un miglioramento di 2,1 punti in un anno.

La Iata, principale associazione internazionale di compagnie aeree, aveva a sua volta parlato, ad inizio settembre, di un luglio "solido", con un tasso di occupazione record per i voli internazionali. Questi dati preliminari fanno ben sperare per buoni risultati finanziari del terzo trimestre per le compagnie aeree che, dopo aver subito circa 183 miliardi di dollari di perdite cumulative tra il 2020 e il 2022, dovrebbero generalmente tornare in attivo quest’anno, secondo Iata. Secondo la stessa fonte, nel 2023 il trasporto aereo globale dovrebbe quasi ritornare al numero di passeggeri prima della crisi sanitaria, pari a 4,35 miliardi.

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