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Il nuovo Reddito sempre più ristretto. Solo 450 mila famiglie

Una protesta di percettori del Reddito di cittadinanza davanti alla sede dell'Inps, a Roma

 
La ministra del Lavoro Marina Calderone: “Non c’è un taglio di spesa, ma una divisione tra occupabili e fragili”. Appena 23 mila “occupabili” hanno ricevuto i 350 euro
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ROMA — Alla fine di questo mese, il 26 gennaio, 450 mila famiglie riceveranno il primo accredito dell’Assegno di inclusione, il sussidio che ha sostituito il Reddito di cittadinanza. In media si tratta di 635 euro mensili che andranno a famiglie con componenti “non occupabili”, secondo la definizione della riforma Meloni: con figli minori, over 60, disabili o fragili.

Si tratta però solo di una parte di quanti prendevano prima il Reddito. A fine novembre – dopo la fuoriuscita degli “occupabili” (18-59 anni, senza figli, disabili, over 60 o fragili) – erano rimaste 824 mila famiglie con il Reddito.

Ma l’Inps stima che la platea potenziale del nuovo Adi calerà a 737 mila, per via dei requisiti diventati ora più stringenti. Di queste 737 mila – pari a 1.757.000 persone – in 476 mila hanno già fatto domanda per Adi.

E 450 mila hanno completato anche il passaggio della compilazione del Pad, il Patto di attivazione digitale, entro il 7 gennaio. Riceveranno per prime i soldi.

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ROMA — Alla fine di questo mese, il 26 gennaio, 450 mila famiglie riceveranno il primo accredito dell’Assegno di inclusione, il sussidio che ha sostituito il Reddito di cittadinanza. In media si tratta di 635 euro mensili che andranno a famiglie con componenti “non occupabili”, secondo la definizione della riforma Meloni: con figli minori, over 60, disabili o fragili.

Si tratta però solo di una parte di quanti prendevano prima il Reddito. A fine novembre – dopo la fuoriuscita degli “occupabili” (18-59 anni, senza figli, disabili, over 60 o fragili) – erano rimaste 824 mila famiglie con il Reddito.

Ma l’Inps stima che la platea potenziale del nuovo Adi calerà a 737 mila, per via dei requisiti diventati ora più stringenti. Di queste 737 mila – pari a 1.757.000 persone – in 476 mila hanno già fatto domanda per Adi.

E 450 mila hanno completato anche il passaggio della compilazione del Pad, il Patto di attivazione digitale, entro il 7 gennaio. Riceveranno per prime i soldi.

Fare cassa sui poveri

La ministra del Lavoro Marina Calderone respinge l’idea che il governo faccia cassa sui poveri: «Non c’è una sostanziale differenza di spesa, ma solo una divisione delle platee tra occupabili e fragili».

Se il Reddito prima valeva 7,7 miliardi all’anno, secondo quanto ricostruisce il ministero, oggi i due sussidi che lo sostituiscono pesano per 6,85 miliardi a cui sommare 100 milioni per l’incentivo assunzioni. In particolare per l’Adi risultano stanziati 5,5 miliardi. Per l’Sfl – lo Strumento per la formazione e il lavoro, 350 euro al mese per 12 mesi al massimo, senza proroghe – ci sono 1,35 miliardi.

L’indennità da 350 euro non funziona

Va detto che nella prima manovra Meloni dal fondo del Reddito fu sottratto da subito 1 miliardo all’anno. Altre economie potrebbero poi venire dall’Sfl, l’indennità da 350 euro se si segue un corso di formazione o si fa un orientamento al lavoro o anche un Puc, un progetto utile alla collettività.

Partito lo scorso primo settembre per gli occupabili, l’Sfl non ha fin qui avuto un grande seguito. È stato chiesto da 155.049 famiglie di cui solo 54.158 ex beneficiari del Reddito. Quando invece ad aver perso il vecchio sussidio via sms sono stati in 240 mila. Solo il 22% ha provato a entrare nella nuova misura.

Dati ancora parziali

Delle 155 mila domande ne sono state accolte appena 55.801: ancora non si sa se le altre sono state respinte o sono ancora in lavorazione. Delle 55 mila accolte, i 350 euro sono stati erogati a 23 mila persone.

E anche qui non si sa se per una mensilità o più. Il ministero sottolinea poi che 10.934 persone che hanno richiesto l’Sfl hanno trovato lavoro, senza specificare se in autonomia, tramite i centri per l’impiego o le agenzie per il lavoro.

Alle famiglie numerose 2 mila euro in più

«Non togliamo assistenza a chi ha bisogno di aiuto, ma cerchiamo di portare al lavoro più persone possibile», dice la ministra del Lavoro Marina Calderone che ieri ha partecipato agli Stati Generali dei Consulenti del Lavoro, di cui è stata presidente per 17 anni. «Le famiglie numerose con almeno tre figli poi avranno 2 mila euro in più all’anno».

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