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Calderone: “Più controlli”. Ma mancano mille ispettori. E le assunzioni rallentano

La ministra del Lavoro Marina Calderone (fotogramma)
La ministra a Firenze: “Presi 850 tecnici”. In realtà sono 662 e del concorso di Draghi-Orlando. Rispunta il progetto di riportare l’Ispettorato nel ministero. E gli “accessi brevi”: ispezioni veloci per fare numero
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ROMA – Indietro tutta sull’Ispettorato nazionale del lavoro. Nelle ore del dolore per l’ennesima strage di operai in un cantiere, il governo torna ad accarezzare l’idea di smembrare l’Inl, creato nel 2015 per razionalizzare e coordinare un mondo frastagliato fatto di ispettori del ministero del Lavoro, Inps e Inail che non si parlano. Esperimento riuscito a metà. Ma anziché attuarlo e potenziarlo, si torna al passato.

I tragici fatti di Firenze potrebbero accelerare o mettere in sordina questo passaggio: non è scontato l’avallo di Palazzo Chigi. Di sicuro il progetto era nelle corde della ministra del Lavoro Marina Calderone sin dai primi giorni del suo insediamento, quando mise alla porta l’ex direttore Bruno Giordano, sostituito dal fedelissimo Paolo Pennesi, già direttore generale dei Consulenti del Lavoro di cui Calderone è stata a lungo presidente.

ROMA – Indietro tutta sull’Ispettorato nazionale del lavoro. Nelle ore del dolore per l’ennesima strage di operai in un cantiere, il governo torna ad accarezzare l’idea di smembrare l’Inl, creato nel 2015 per razionalizzare e coordinare un mondo frastagliato fatto di ispettori del ministero del Lavoro, Inps e Inail che non si parlano. Esperimento riuscito a metà. Ma anziché attuarlo e potenziarlo, si torna al passato.

I tragici fatti di Firenze potrebbero accelerare o mettere in sordina questo passaggio: non è scontato l’avallo di Palazzo Chigi. Di sicuro il progetto era nelle corde della ministra del Lavoro Marina Calderone sin dai primi giorni del suo insediamento, quando mise alla porta l’ex direttore Bruno Giordano, sostituito dal fedelissimo Paolo Pennesi, già direttore generale dei Consulenti del Lavoro di cui Calderone è stata a lungo presidente.

L’aumento delle ispezioni

Ora Pennesi, nella riorganizzazione del ministero, è dato in pole position per il ruolo di capo dipartimento delle politiche del lavoro. Si porterà anche l’ispettorato? Fatto sta che è stato lo stesso Pennesi ad annunciare, il 18 gennaio scorso ad un forum dei consulenti, l’aumento delle ispezioni da 70 mila a 100 mila, ripetuto in questi giorni dalla ministra. «Grazie all’assunzione di 850 ispettori tecnici nel 2023, quest’anno potremo aumentare le ispezioni del 40%», diceva ieri da Firenze Calderone.

Le assunzioni decise da Draghi

In realtà gli ispettori tecnici – quelli che fanno le ispezioni su salute e sicurezza (ponteggi a norma, idoneità fisiche, valutazioni rischi, etc) – assunti l’anno scorso sono stati di meno: 662. Ma poi si tratta del concorso bandito dal governo Draghi e dall’ex ministro Andrea Orlando per 1.149 tecnici. Calderone non ha mai deciso altre assunzioni. Anzi, mancano da coprire altri 487 tecnici sempre di quel concorso.

Le posizioni da coprire

Senza parlare degli ispettori del lavoro che fanno i controlli sui contratti e le buste paga. Secondo il Piano dei fabbisogni ne mancano 491 e c’è una graduatoria di concorso ancora aperta con 560 posizioni da cui attingere. Graduatoria del 2019 che scade a maggio. Dopo si deve rifare il concorso. In sintesi, per il Piano dei fabbisogni 2024-2026 mancano 1.094 ispettori, tra tecnici e del lavoro. Ma l’intera pianta organica dovrebbe essere di 7.781 unità di personale e siamo a 5.149, alla fine del 2023.

Oltre 2.600 posizioni quindi da ricoprire, compresi gli amministrativi. «Il risultato è che la metà degli ispettori del lavoro svolge mansioni amministrative, usati come tappabuchi, soprattutto al Centro-Nord, dall’ufficio legale alle vertenze», racconta Matteo Ariano, coordinatore nazionale Fp Cgil dell’Inl. «Nella sede di Varese, con l’aeroporto di Malpensa e un complesso settore della logistica, ci sono solo 3 ispettori tecnici e 13 ispettori del lavoro che fanno di tutto. A Livorno, altro snodo cruciale, ce ne sono 7 e 5».

Il concetto di “accesso breve”

Dire di aumentare le ispezioni può essere fuorviante, se prevale un concetto caro a Pennesi, quello dell’ “accesso breve”: ispezioni veloci per fare numero, controllando solo se c’è lavoro nero o se il ponteggio è regolare. «Nei cantieri come quello di Firenze, con oltre 60 ditte in subappalto, non bastano poche ore», dice Ariano.

Le banche dati che non si parlano

Già nel 2022 le ispezioni furono 100 mila, se contiamo anche quelle di Inps e Inail. Dei soli ispettori invece 78 mila. Il problema poi sono anche i bassi stipendi (1.600-1.700 euro netti). E le banche dati che non si parlano. Per fare Sinp – il Sistema informativo nazionale della prevenzione, primo embrione di coordinamento tra Inl, Inail e alcune Asl – ci sono voluti anni, dal 2008 al 2022.

Più concreta invece la proposta di Alessandro Genovesi, segretario della Fillea Cgil, che ieri su Repubblica ha proposto di estendere al settore privato le tutele del Codice degli appalti pubblici. Proposta ripresa dalla segretaria del Pd Elly Schlein: «Il governo ripari l’errore del subappalto a cascata».

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