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Sicurezza sul lavoro, ecco le misure del governo. Cgil: “Grave decidere senza i sindacati”

Il cantiere della tragedia di Firenze (ansa)
Illustrate dalla ministra Calderone, saranno approvate la prossima settimana. Si va dall’interdizione dagli appalti da 2 a 5 anni, alla ripenalizzazione di alcune sanzioni e l’inasprimento di altre
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ROMA – Interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di “gravi violazioni” o di “accertata responsabilità penale per reati” in materia di salute e sicurezza del lavoro. Sospensione e decadenza dai benefici fiscali e contributivi per le imprese irregolari. Ripenalizzazione delle sanzioni in materia di appalto, subappalto e somministrazione illecita. Inasprimento delle sanzioni in materia di lavoro nero e irregolare.

Sono alcune delle misure in materia di sicurezza sul lavoro che la ministra del Lavoro Marina Calderone ha illustrato oggi in Consiglio dei ministri. E che saranno inserite in un provvedimento nel Cdm della prossima settimana.

La reazione della Cgil

Reagisce subito la Fillea Cgil (edili). “Sarebbe un fatto di una gravità inaudita – dice il segretario Alessandro Genovesi – se la ministra Calderone varasse una serie di norme a tutela dei lavoratori senza un confronto con i maggiori sindacati del Paese, con chi rappresenta centinaia di migliaia di lavoratori, con chi…

ROMA – Interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di “gravi violazioni” o di “accertata responsabilità penale per reati” in materia di salute e sicurezza del lavoro. Sospensione e decadenza dai benefici fiscali e contributivi per le imprese irregolari. Ripenalizzazione delle sanzioni in materia di appalto, subappalto e somministrazione illecita. Inasprimento delle sanzioni in materia di lavoro nero e irregolare.

Sono alcune delle misure in materia di sicurezza sul lavoro che la ministra del Lavoro Marina Calderone ha illustrato oggi in Consiglio dei ministri. E che saranno inserite in un provvedimento nel Cdm della prossima settimana.

La reazione della Cgil

Reagisce subito la Fillea Cgil (edili). “Sarebbe un fatto di una gravità inaudita – dice il segretario Alessandro Genovesi – se la ministra Calderone varasse una serie di norme a tutela dei lavoratori senza un confronto con i maggiori sindacati del Paese, con chi rappresenta centinaia di migliaia di lavoratori, con chi tutti i giorni frequenta i cantieri”.

L’annuncio delle nuove misure, aggiunge Genovesi, arriva “addirittura a sciopero in corso, con migliaia di lavoratori che per protestare stanno rinunciando a parte del loro salario”.

La proposta della Cgil è chiara:

  • Estendere le tutele dei lavoratori previste negli appalti pubblici agli appalti privati, a partire dal divieto di ribasso sui costi della manodopera e della sicurezza lungo la filiera dei subappalti;
  • garantire parità di trattamento economico e normativo;
  • garantire l’applicazione del contratto nazionale edile;
  • avere un soggetto che autorizzi i subappalti dopo averne verificato la regolarità, sia dei dipendenti che dei cosiddetti lavoratori autonomia;
  • firmare il decreto per istituire la patente a punti prevista sin dal 2008 dall’articolo 27 del Testo Unico sulla sicurezza
  • aumentare gli ispettori e i controlli;
  • mettere in condizione tutti i soggetti preposti, comprese le Asl e le Regioni, di presidiare il territorio;
  • introdurre l’aggravante di omicidio sul lavoro, come è stato fatto per l’omicidio stradale.

Ispezioni effettuate nel 2023

La ministra Calderone intanto oggi ha informato il Cdm sull’attività ispettiva effettuata nel corso del 2023 mettendo in evidenza le criticità emerse, soprattutto nell’ambito delle aziende edili:

  • su un totale di 92.658 accessi, 20.755 sono inerenti alla vigilanza in materia di salute e sicurezza, con un incremento di 3.720 ispezioni rispetto all’anno precedente;
  • per quanto riguarda gli accessi ispettivi in edilizia, il livello di irregolarità registrato è stato pari al 76,48%, con un tasso di irregolarità media che supera l’85,2% nel caso di aziende impegnate in lavori collegati al Superbonus 110%;
  • secondo l’ultimo rapporto Inail, le denunce di infortunio sul lavoro presentate tra gennaio e dicembre sono state 585.356 (-16,1% rispetto al 2022), 1.041 delle quali con esito mortale (-4,5%).

Il numero degli ispettori

La ministra ha evidenziato il recente incremento della consistenza delle forze ispettive: il personale a disposizione dell’Ispettorato nazionale del lavoro è oggi pari a 3.198 ispettori civili, dei quali 846 tecnici, a cui si aggiunge il personale ispettivo del Nucleo carabinieri, dell’Inps e dell’Inail.

Con l’attuale organico, nel 2024 sarà possibile sviluppare un’attività investigativa specifica maggiore del 40% rispetto al 2023.

Inoltre, viste le risultanze in ordine all’altissima incidenza di irregolarità nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro, saranno sbloccate le assunzioni per incrementare di 500 unità il contingente degli ispettori del lavoro (è stata avanzata la richiesta per ulteriori 250 unità), con un ulteriore aumento del nucleo ispettivo Carabinieri (altre 50 unità) e del personale ispettivo di Inps e Inail.

Il nuovo provvedimento sulla sicurezza

Infine, all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri sarà inserito un provvedimento organico per il potenziamento della tutela in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, il coordinamento e il rafforzamento delle attività ispettive e del sistema sanzionatorio, anche in relazione al subappalto e alla somministrazione illecita e fraudolenta, oltre alla qualificazione delle imprese, alla formazione del datore di lavoro e dei lavoratori e alla salvaguardia delle imprese regolari.

Tra le misure allo studio:

  • norma di coordinamento delle Procure della Repubblica sulle attività di indagini per i reati in materia di lavoro e di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro;
  • inasprimento delle attuali sanzioni amministrative in materia di lavoro nero e irregolare;
  • ripenalizzazione delle sanzioni in materia di appalto, subappalto e somministrazione illecita;
  • interdizione dagli appalti da due a cinque anni in caso di gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro o di accertata responsabilità penale per reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • sospensione e decadenza dai benefici fiscali e contributivi per le imprese irregolari;
  • valutazione di congruità del costo della manodopera in relazione al costo dell’intero appalto.

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