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Cannata: “Spread giù con politica estera chiara ma il costo del debito resta elevato”

(reuters)
La presidente di Mts (Mercato dei titoli di Stato) accoglie positivamente il ritorno ai Btp degli investitori esteri. Freni: “La spesa per interessi è il nostro problema”
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MILANO – "Il debito italiano è troppo grande per poter fare a meno degli investitori esteri che dopo un periodo non attrattivo ora stanno rientrando". Nello stesso tempo, "avere un posizionamento in politica estera ben chiaro e non polemico è un fattore estremamente importante che dà fiducia e che consente di ridurre lo spread". A esprimere i due concetti è stata Maria Cannata, attuale presidente di Mts, il Mercato dei titoli di Stato, nel corso del convegno organizzato il 23 marzo dal Foglio sul tema dell'attrattività dell'Italia.

Da ricordare che il differenziale di rendimenti tra il decennale italiano e l'omologo tedesco, nei giorni scorsi, ha raggiunto minimi che non vedeva dal novembre del 2021, in area 120 punti. Venerdì 22 marzo lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la giornata di mercato a 133 punti, secondo il sito di Borsa Italiana, con il rendimento del decennale italiano sceso al 3,63 per cento. In occasione del taglio dei tassi di interesse da parte della Bce, atteso dal mer…

MILANO – "Il debito italiano è troppo grande per poter fare a meno degli investitori esteri che dopo un periodo non attrattivo ora stanno rientrando". Nello stesso tempo, "avere un posizionamento in politica estera ben chiaro e non polemico è un fattore estremamente importante che dà fiducia e che consente di ridurre lo spread". A esprimere i due concetti è stata Maria Cannata, attuale presidente di Mts, il Mercato dei titoli di Stato, nel corso del convegno organizzato il 23 marzo dal Foglio sul tema dell'attrattività dell'Italia.

Da ricordare che il differenziale di rendimenti tra il decennale italiano e l'omologo tedesco, nei giorni scorsi, ha raggiunto minimi che non vedeva dal novembre del 2021, in area 120 punti. Venerdì 22 marzo lo spread tra Btp e Bund ha chiuso la giornata di mercato a 133 punti, secondo il sito di Borsa Italiana, con il rendimento del decennale italiano sceso al 3,63 per cento. In occasione del taglio dei tassi di interesse da parte della Bce, atteso dal mercato a giugno, ci si aspetta che i rendimenti dei Btp possano ulteriormente ridimensionarsi.

Cannata, tuttavia, ha messo in guardia che la passata stagione dei tassi a zero (se non negativi) non si ripeterà. "Purtroppo continuiamo a pagare più di Spagna e Portogallo" ha detto la presidente di Mts riferendosi ai maggiori interessi pagati dall'Italia (a fronte di un debito pubblico rispetto al Pil maggiore). "Il debito - ha sottolineato Cannata - è un problema perché costa parecchio e toglie risorse ad altre spese più utili e significative. L'anomalia dei tassi bassi e negativi non è possibile pensare possa ritornare nel futuro anche con il taglio dei tassi".

Tornando poi al differenziale di rendimenti tra Italia e Germania, è vero che è sceso molto, ma il fatto che ci sia un differenziale indica che i titoli tedeschi costano meno allo Stato (ma rendono anche meno ai sottoscrittori). "Lo spread - ha spiegato Cannata - vuol dire più spesa per interessi. Quello dell'Italia è alto anche perché abbiamo un merito del credito inferiore: perché la fiducia dipende molto dalla politica, non solo da chi gestisce il debito".

Dopodiché Cannata ha riconosciuto che "l'Italia ha saputo nel corso degli anni costruire elementi di attrattività. C'è un ottimo rapporto dei gestori del debito con le banche". Tra le buone nuove, su cui la numero uno di Mts si è soffermata, il ritorno degli investitori esteri sui Btp. Nel dettaglio, gli acquisti netti di titoli di Stato italiani, da gennaio a novembre del 2023 sono ammontati a 40 miliardi, rispetto a deflussi di 50 miliardi nel 2022. Ancora maggiore è stato lo shopping netto dei risparmiatori cosiddetti “retail”, che hanno comprato Btp e altre obbligazioni italiane per 100 miliardi netti nei primi 11 mesi del 2023.

Di debito italiano, nella stessa occasione, ha parlato anche il sottosegretario per l'Economia, Federico Freni. "Il tema del debito credo sia ampio. Affrontarlo solo a livello quantitativo credo sia sbagliato. A livello globale la domanda di debito è in crescita ovunque, il nostro problema è la nostra spesa per interessi. Nel 2023 abbiamo speso 80 miliardi di interessi e fatto una legge di bilancio da 25 miliardi", ha sottolineato Freni spiegando che il "costo del debito è mobile, è legato ai tassi ed è legato alle scadenza".

Lo spread, ha aggiunto il sottosegretario per l'Economia, “è uno solo degli indicatori da tenere in conto. L'obiettivo è di portarlo ai livelli della Grecia e del Portogallo. Ma non diamo allo spread un valore eccessivo, non gli diamo una importanza più di quella che ha". Freni ha poi aggiunto: "Il sistema economico percepisce l'affidabilità come un mix di fattori. C'è anche da considerare la stabilità del sistema politico e normativo e il grado di affidabilità che un'impresa trova. L'Italia ha da lavorare non tanto ormai sulla stabilità del sistema politico ma sull'affidabilità del sistema normativo per le imprese".

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