Arbitro controversie finanziarie, nel 2023 risarcimenti per oltre 13 milioni di euro
di Rosaria AmatoROMA – Accolto il 56,8% dei ricorsi, riconosciuti risarcimenti per 13,1 milioni di euro, con una media di quasi 35 mila euro pro capite: sono i dati principali per il 2023 della relazione annuale dell’Arbitro per le controversie finanziarie istituito presso la Consob. Sommando i risarcimenti di quest’anno con quelli deliberati dal 2017, anno di istituzione dell’Acf, si arriva a 156 milioni di euro.
A rivolgersi all’arbitro, si legge nel rapporto, sono in prevalenza uomini (a conferma di altri dati e analisi che dimostrano che in Italia sono soprattutto loro a occuparsi delle questioni finanziarie), di età compresa tra i 45 e i 74 anni, un modesto livello di scolarizzazione e scarse conoscenze in ambito finanziario. Si tratta inoltre quasi sempre di persone con bassa pro…
ROMA – Accolto il 56,8% dei ricorsi, riconosciuti risarcimenti per 13,1 milioni di euro, con una media di quasi 35 mila euro pro capite: sono i dati principali per il 2023 della relazione annuale dell’Arbitro per le controversie finanziarie istituito presso la Consob. Sommando i risarcimenti di quest’anno con quelli deliberati dal 2017, anno di istituzione dell’Acf, si arriva a 156 milioni di euro.
A rivolgersi all’arbitro, si legge nel rapporto, sono in prevalenza uomini (a conferma di altri dati e analisi che dimostrano che in Italia sono soprattutto loro a occuparsi delle questioni finanziarie), di età compresa tra i 45 e i 74 anni, un modesto livello di scolarizzazione e scarse conoscenze in ambito finanziario. Si tratta inoltre quasi sempre di persone con bassa propensione al rischio, e che si sentono in balìa del consulente finanziario, al quale imputano le perdite subite. Il rapporto con i consulenti sugli investimenti- trasparenza ridotta, mancata valutazione di adeguatezza del profilo di rischio- è stata la causa del ricorso in circa la metà dei casi. Mancanze spesso riconosciute dall’arbitro.
Le decisioni dell’Acf non sono obbligatorie per le banche o gli altri intermediari finanziari che vengono condannati a risarcire il cliente, e tuttavia anche nel 2023 la percentuale di volontaria esecuzione è stata quasi totale: 95,5%. L’unica sanzione di cui l’Acf dispone è quella reputazionale: segnala infatti sul proprio sito gli intermediari che non si adeguano, ma anche lo stesso intermediario deve darne notizia sul proprio sito.
Nel 2023 la regione dalla quale è arrivato il maggior numero di ricorsi è la Lombardia, con il 15,5%, seguita dalla Puglia e dall’Emilia Romagna. Dal Nord Italia arriva quasi la metà dei ricorsi (46,1%). La maggior parte preferisce farsi assistere da un procuratore (60,7%), ma è in forte calo la segnalazione di casi da parte delle associazioni dei consumatori, che erano molto più frequenti nel periodo in cui sono esplose le crisi bancarie. L’Acf, sottolinea il report, sta diventando «strumento di risoluzione delle controversie che, “fisiologicamente”, possono insorgere nell’ambito del rapporto tra cliente ed intermediario e, non solo, di strumento di gestione delle conseguenze pregiudizievoli subite dai risparmiatori a seguito delle gravi crisi bancarie di qualche anno fa». Lo dimostra il numero in calo di ricorsi presentati nel 2023: 983, circa la metà dei picchi storici di oltre 1800 registrati nel 2017 e nel 2018. Gli intermediari coinvolti nei procedimenti dell’Acf sono stati 86, in misura prevalente banche che svolgono anche servizio di investimento: 67. Il restante sono Sgr, Sim e altre società di gestione Ue. Dal 2017 sono 238 gli intermediari finanziari oggetto di almeno un ricorso all’Arbitro