Economia

Confindustria, Emanuele Orsini designato presidente. “Le priorità sono competitività, energia e certezza del diritto”

Emanuele Orsini verso la presidenza di Confindustria

Emanuele Orsini verso la presidenza di Confindustria

 (ansa)

Il consiglio generale si è espresso con 147 voti a favore, le schede nulle sono state 17, quelle bianche 9. Fra due settimane la presentazione della squadra, con cui dovrà sanare le fratture della campagna elettorale: “Ora uniti, convincerò chi non mi ha votato”. Le congratulazioni di Meloni

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E’ il giorno degli appelli all’unità per gli imprenditori di Confindustria, degli “insieme”, delle congratulazioni di rito, dei sorrisi convinti e di quelli di maniera, dopo una campagna piena di spaccature e di veleni. Il sorriso raggiante, all’uscita dall’auditorium di Viale dell’Astronomia, è quello dell’imprenditore emiliano Emanuele Orsini, designato presidente degli industriali per il prossimo mandato, dal 2024 al 2028, al termine di una corsa iniziata da outsider. Al voto del consiglio generale, oggi in via dell'Astronomia, era l'unico candidato rimasto dopo il passo indietro, ieri, di Edoardo Garrone. E una delle curiosità era capire quanti voti avrebbe ottenuto: su 187 aventi diritto a Roma erano presenti in 173, e le preferenze sono state 147. Le 17 schede nulle e le nove bianche mandano gli unici messaggi palesi di opposizione o scetticismo, ma oggi decisamente minoritari.

La ricerca di unità

“Cercherò di convincere chi non mi ha votato”, ha detto Orsini dopo la proclamazione dei risultati e l’applauso della platea. E all’uscita, ai giornalisti, ha speso parole concilianti verso entrambi i candidati sconfitti. Soprattutto per li presidente di Erg Edoardo Garrone, che con il suo ritiro gli ha spianato la strada per una vittoria ampissima: “Il suo è stato un atto di grande responsabilità”. Ma anche per il presidente di Duferco e Federacciai Antonio Gozzi, che dopo essere stato escluso dal voto finale dai saggi dell’associazione avevo indirizzato parte dei consensi raccolti verso di lui: “Lo stimo molto, sarà una delle persone con cui dialogheremo”. La sfida tutta ligure tra Garrone e Gozzi, il primo sostenuto da grandi industriali del Nord come Emma Marcegaglia, dalla Lombardia e del Piemonte, il secondo dall’ex presidente Antonio D’amato e da importanti associazioni di settore, ha finito per spaccare il mondo della manifattura e favorire Orsini. Che però ora sa che, per garantirsi equilibrio e governabilità nei prossimi quattro anni, dovrà dare spazio nella squadra di presidenza – che annuncerà il 18 aprile – anche ad associazioni e territori che sostenevano i suoi avversari.

Le priorità: competitività ed energia

"Prima di mettere dei nomi dobbiamo partire dai capitoli, e a quel punto saremo in grado di mettere i migliori nomi”, ha risposto Orsini a chi chiedeva se Gozzi sarà in squadra. Ribadendo che la sua presidenza punterà a “dialogo, identità e unità”, e aggiungendo che i temi prioritari saranno "competitività, energia e certezza del diritto”. Dopo la designazione di oggi, l’elezione definitiva da parte dell’assemblea degli industriali sarà il 23 maggio.

Chi è Emanuele Orsini

Vicepresidente uscente con delega al credito, amministratore delegato di Sistem Costruzioni, piccola azienda dell’edilizia in legno, e di Tino Prosciutti, il 50enne Orsini è riuscito a raccogliere consensi diffusi, potendo contare fin dall’inizio sull’appoggio della sua Emilia, della Toscana e del Lazio, sull’endorsement di peso dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina e sulle simpatie del governo. Dopo Salvini, che lo aveva fatto già ieri, oggi il ministro del Made in Italy Adolfo Urso è stato uno dei primi a congratularsi con lui. “Basta con la divisione tra piccoli e grandi aziende”, ha detto, anche se la sua vittoria conferma come nella Confindustria del terzo millennio la pancia delle piccole e medie imprese conti sempre di più e scontenta chi riteneva che il rilancio dell’associazione dovesse passare dall’elezione di un imprenditore di peso.

Gli sconfitti

Tra gli sconfitti c’è sicuramente il gruppo di “grandi elettori” che avevano sollecitato la discesa in campo – anche in funzione anti-Gozzi – di Edoardo Garrone, come Emma Marcegaglia, Diana Bracco e Marco Tronchetti Provera, provando a spingerlo con il peso industriale di Assolombarda e del Piemonte. “Oggi è una bella giornata, Confindustria ha ritrovato compattezza e unità”, ha detto l’imprenditrice dell’acciaio ed ex presidente all’uscita dalla votazione. Ma in questo clima di armonia – si capirà nelle prossime settimane quanto sostanziale – c’è chi come l’ex presidente Luigi Abete, sostenitore della prima ora di Orsini, non ha rinunciato a punzecchiare: “Si è capito che i past president possono fare i past president”.

I messaggi di congratulazioni

Messaggi di congratulazioni sono arrivati da imprenditori, dalla politica e dal governo, dentro il quale il candidato Orsini godeva di diffuse simpatie. Salvini e Urso hanno twittato, Tajani chiamato, la presidente del Consiglio Meloni scritto sui social: «Congratulazioni e buon lavoro, non faremo mancare disponibilità e dialogo». Mentre dal segretario Cgil Landini è già arrivata una richiesta di incontro, per parlare di rinnovi contrattuali, precarietà, salari.

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