Il Garante sul pandoro Ferragni: miscela “tra spot e beneficenza”. Caro energia, danni da oltre 1 miliardo
di Aldo FontanarosaROMA – Artefice della storica sanzione alle società riconducibili a Chiara Ferragni e alla Balocco, il Garante dei consumatori (l’Antitrust) rivendica quella mossa come un successo.
Nella sua Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli motiva così la multa di dicembre 2023 (oggetto ora di un ricorso al Tar): “Il comportamento dei consumatori può essere indebitamente pregiudicato da una comunicazione fondata su una ambigua commistione”.
Una commistione che sembra miscelare ad arte “sponsorizzazione e iniziative di beneficenza, inducendo le persone a credere - contrariamente al vero - di contribuire all’iniziativa benefica attraverso l’acquisto del prodotto”.
L’attenzione ai minori
Nella nuova era dell’economia digitale, l’Antitrust guarda anche ai soggetti più deboli, a partire dai minori. Di nuovo, il presidente Rustichelli rivendica le ammende che la sua autorità indipendente ha d…
ROMA – Artefice della storica sanzione alle società riconducibili a Chiara Ferragni e alla Balocco, il Garante dei consumatori (l’Antitrust) rivendica quella mossa come un successo.
Nella sua Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Antitrust Roberto Rustichelli motiva così la multa di dicembre 2023 (oggetto ora di un ricorso al Tar): “Il comportamento dei consumatori può essere indebitamente pregiudicato da una comunicazione fondata su una ambigua commistione”.
Una commistione che sembra miscelare ad arte “sponsorizzazione e iniziative di beneficenza, inducendo le persone a credere - contrariamente al vero - di contribuire all’iniziativa benefica attraverso l’acquisto del prodotto”.
L’attenzione ai minori
Nella nuova era dell’economia digitale, l’Antitrust guarda anche ai soggetti più deboli, a partire dai minori. Di nuovo, il presidente Rustichelli rivendica le ammende che la sua autorità indipendente ha deciso, ad esempio ai danni di TikTok.
Nel mirino dell’Antitrust sono finiti “contenuti pericolosi veicolati ai segmenti dell’utenza più esposti in termini di sicurezza, i minorenni”. Ragazze e ragazzi che sono oggetto di un meccanismo a tenaglia.
Prima social come TikTok ne delineano l’identikit monitorando i loro comportamenti in Rete e identificandone i gusti. A quel punto, i social sono nelle condizioni di suggerire ai giovanissimi utenti dei contenuti su misura delle loro preferenze. In questo modo, il tempo che le persone spendono sulle piattaforme digitali si amplifica.
Il caso Isybank
I problemi, ovvio, non arrivano solo dai giganti della nuova economia. Anche aziende storiche sono incappate nell’ira dell’Antitrust. E’ il caso di IntesaSanpaolo, che ha tentato la migrazione automatica di circa 300 mila clienti verso la nenonata banca digitale Isybank.
Dice Rustichelli al riguardo, nella sua Relazione alle Camere: “A fronte delle oltre 5.000 segnalazioni ricevute, l’Autorità ha previsto che ai consumatori fosse fornita una informativa completa e fosse loro assegnato un congruo termine per prestare il consenso espresso al trasferimento”.
Gli speculatori
Abbiamo vissuto anche una stagione di inflazione fuori controllo. E l’Antitrust ha cercato di contenere gli speculatori che – con il pretesto del caro materie prime – hanno messo in campo aumenti spesso ingiustificati.
La strategia dell’Antitrust, secondo Rustichelli ha dato risultati concreti, che si toccano con mano: “Abbiamo chiuso 11 procedimenti istruttori” per “pratiche commerciali aggressive”.
Condotte che volevano costringere i consumatori ad accettare “modifiche unilaterali peggiorative dei prezzi di energia e gas.I procedimenti chiusi con impegni hanno ripristinato le condizioni iniziali di contratto a favore di 500.000 consumatori, cui sono stati restituiti oltre 115 milioni di euro”.
E ancora: “Le condotte oggetto di procedimenti chiusi con accertamento dell’illecito hanno interessato 4,5 milioni di consumatori e micro-imprese, con un danno prudenzialmente stimato - sulla base dei consumi minimi calcolati da Arera (l’autorità di settore) - di oltre 1 miliardo”.
Il caro biglietti aerei
Adesso l’Antitrust si proietta sulle future decisioni. Ecco ancora Rustichelli: “L’attenzione rivolta alla vulnerabilità economica dei consumatori” è la base di “una indagine conoscitiva sull’uso degli algoritmi da parte delle compagnie aeree”.
L’indagine è giustificata dal caro prezzi per i voli dal Continente verso le nostre isole maggiori (Sicilia e Sardegna). E si fonda su un duplice sospetto:
- che il mercato sia distorto,
- e gli utenti siano danneggiati.
Se queste anomalie saranno provate, l’Antitrust “potrà imporre” alle compagnie aeree “misure correttive, di natura strutturale”.