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Ita-Lufthansa, l’Ue dice no su Linate e le rotte più lunghe

UN AIRBUS DI ITA (ricostruzione virtuale) 
L’Europa e la fusione. Le due compagnie pronte a rinunciare a 22 slot nello scalo milanese. Bruxelles: proposta largamente insufficiente. Problemi anche per i collegamenti intercontinentali: non basta assicurare tariffe calmierate
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ROMA — E adesso piove fitto su Ita e Lufthansa. La Commissione Ue — che deve autorizzare le nozze tra queste compagnie aeree perché garante della concorrenza — pronuncia due altri no (dopo i tanti degli ultimi 5 mesi).

Il primo sull’aeroporto di Milano Linate. Il secondo sui collegamenti intercontinentali che Ita e Lufthansa gestirebbero insieme, a fusione completata.

I due ultimi e fermi rifiuti sono pronunciati durante i colloqui informali tra la Commissione Ue, Lufthansa, Ita e il nostro ministero dell’Economia (che vende ai tedeschi il 41% del vettore tricolore).

I diritti di volo

A Linate, insieme Ita e Lufthansa conquisterebbero una posizione dominante, con troppi voli per troppe destinazioni.

Le due compagnie ne sono consapevoli e si sono impegnate a liberare 22 slot. C’è disponibilità, dunque, a rinunciare ad alcuni diritti di volo nello scalo e su rotte di pregio (come la Milano-Bruxelles e la Milano-Francoforte).

Ora, il diritto europeo permette a Lufthansa e Ita di ced…

ROMA — E adesso piove fitto su Ita e Lufthansa. La Commissione Ue — che deve autorizzare le nozze tra queste compagnie aeree perché garante della concorrenza — pronuncia due altri no (dopo i tanti degli ultimi 5 mesi).

Il primo sull’aeroporto di Milano Linate. Il secondo sui collegamenti intercontinentali che Ita e Lufthansa gestirebbero insieme, a fusione completata.

I due ultimi e fermi rifiuti sono pronunciati durante i colloqui informali tra la Commissione Ue, Lufthansa, Ita e il nostro ministero dell’Economia (che vende ai tedeschi il 41% del vettore tricolore).

I diritti di volo

A Linate, insieme Ita e Lufthansa conquisterebbero una posizione dominante, con troppi voli per troppe destinazioni.

Le due compagnie ne sono consapevoli e si sono impegnate a liberare 22 slot. C’è disponibilità, dunque, a rinunciare ad alcuni diritti di volo nello scalo e su rotte di pregio (come la Milano-Bruxelles e la Milano-Francoforte).

Ora, il diritto europeo permette a Lufthansa e Ita di cedere una parte dei 22 slot ad altri vettori — diciamo così, graditi — attraverso un contratto.

Questi vettori “amici” sono stati individuati (sembra) nella compagnia inglese easyJet e nella tedesca Condor, che fa voli charter.

La quota di mercato

La rinuncia ai 22 slot ha un senso perché Ita e Lufthansa, con questo passo indietro, conserverebbero insieme la quota di mercato che oggi è in capo alla sola Ita.

Ma la Commissione Ue non è convinta. Bruxelles bolla come «largamente insufficiente» il numero degli slot che Ita e Lufthansa cedono (22). La richiesta della Commissione Ue è di lasciarne molti di più.

Il meccanismo di tutela

Poi ci sono le rotte intercontinentali. Anche qui la Commissione Ue teme un predominio di Ita e Lufthansa su 13 destinazioni, una volta perfezionata la fusione. Otto delle 13 fanno capo a Ita.

Su questo punto, le due compagnie hanno ideato un meccanismo per tutelare i passeggeri dal rischio rincari. Si sono impegnate a calibrare la quantità dei biglietti venduti, così da mantenere le tariffe uguali a quelle del passato. E in tanti casi queste sarebbero addirittura ridotte. Ma la Commissione Ue non è d’accordo, ovvio.

La concorrenza artificiale

A Ita e Lufthansa, i funzionari europei spiegano di non essere interessati a una «concorrenza artificiale». Loro ne vogliono una «sostanziale». Chiedono in concreto che uno dei vettori — Ita o Lufthansa — si ritiri dalle direttrici di volo contestate.

Nel 2023, Ita è riuscita a limitare le perdite a 5 soli milioni e a generarne oltre 450, di cassa. Questi risultati positivi sono effetto proprio del suo successo nei viaggi intercontinentali. Smontare tutto questo significa condannare Ita a perdite continue e strutturali, negli anni.

Normale che Ita e Lufthansa resistano alle richieste della Commissione Ue. In queste ore, i manager delle due compagnie potrebbero offrire alla Commissione un’altra soluzione: il ritiro di uno dei due vettori dalle rotte critiche, ma per un periodo limitato di tempo.

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