Economia

Amazon guarda all’Italia per i suoi data center: sul tavolo un investimento miliardario

Amazon guarda all’Italia per i suoi data center: sul tavolo un investimento miliardario
(reuters)

Secondo Reuters, Aws, la società controllata dal colosso dell’e-commerce che si occupa dei servizi cloud, starebbe discutendo con il nostro Paese per espandere la propria presenza tricolore

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MILANO – L’Italia potrebbe esser presto terra di nuovi investimenti da parte di Amazon. Non solo per quel che riguarda la loro logistica – proprio oggi ha annunciato un nuovo centro Amazon Fresh a Peschiera Borromeo, alle porte di Milano – ma per lo sviluppo della sempre più fiorente economia del dato. In poche parole, i data center: maxi capannoni di server al lavoro per le infrastrutture cloud dei clienti.

In questo caso a scendere in campo è la divisione legata al cloud AWS (Amazon Web Service), che già da qualche anno è sbarcata in forze in Italia, sempre con epicentro nel capoluogo lombardo. Ora, secondo quanto riferito dalla Reuters, sarebbe pronta a investire “diversi miliardi” di euro nell'espansione della sua attività di data center nel Belpaese, come parte dello sforzo del gigante tecnologico di potenziare la sua offerta di cloud in Europa.

L’agenzia finanziaria parla di una discussione col governo italiano, ma né al Mimit né al Dipartimento per la transizione digitale di Palazzo Chigi si raccolgono commenti al riguardo. Bocche cucite anche alla Regione, mentre dalla stessa Aws si oppone il classico “no comment” alle indiscrezioni. Una delle fonti interpellate ha dichiarato che AWS sta valutando la possibilità di espandere il suo attuale sito di Milano o di costruirne uno nuovo.

Aws e la sua Region in Italia

AWS è in Italia dal 2012, ma il salto di qualità è arrivato nel 2020 quando – sulla scorta della “crescente domanda di servizi” – ha lanciato la sua prima “regione” cloud in Italia come parte di un piano di investimento di 2 miliardi di euro (2,2 miliardi di dollari) entro il 2029.

Il grosso dell’infrastruttura tecnologica della regione italiana è composta da tre data center (la società li definisce ‘tre zone di disponibilità’ – Availability Zones’) nel circondario del capoluogo meneghino, isolati e fisicamente separatii all'interno di un'area geografica ma connessi in modo da supportarsi l’un l’altro nell’operatività, in caso di interruzioni dovute a emergenze quali crisi climatiche. Ogni zona – spiega la società – dispone di capacità di alimentazione, raffreddamento e sicurezza fisica proprie ed è connessa grazie a reti ridondanti e a latenza bassissima. Oltre a questa ossatura, AWS ha anche alcune Edge Location, dei data center più piccoli pensati per la distribuzione di contenuti a bassa latenza: si trovano a Milano, Palermo e Roma.

Un piano da 2 miliardi di investimenti

Nel presentare la sua strategia per l’Italia, AWS aveva già messo in conto di investire 2 miliardi in Italia al 2029; allora stimava di poter generare un impatto economico da 3,7 miliardi di euro supportando in media d’anno 1.155 posti di lavoro.

Tra i suoi clienti nel Paese, il sito web di AWS indica Ferrari e Generali.

Che la necessità di questo genere d’infrastruttura sia sempre più diffusa è evidente dalla mole di investimento che i big del settore gli stanno dedicando. Il possibile potenziamento della presenza in Italia – per cui la stessa Reuters mette le mani avanti dicendo che un annuncio “non è imminente” – è infatti solo una parte della strategia più ampia messa in campo dalla società del gruppo Amazon. AWS ha recentemente presentato un investimento di 15,7 miliardi di euro in data center nella regione nord-orientale spagnola dell'Aragona, mentre in Germania l’azienda prevede di investire 7,8 miliardi di euro fino al 2040.

AWS sta allargando il suo raggio di azione al cloud per le Tlc, e recentemente si è portata a casa un cliente come Telefonica Deutschland.

Restando all’Italia, dal 2020 in avanti anche Google e Microsoft hanno impiantato le loro “region”: nel caso di Alphabet, con un investimento da 1 miliardo che tra le altre cose ha supportato il cloud di Intesa Sanpaolo. Per la società dei software, invece, l’annuncio della cloud region italiana è arrivato un anno fa con un piano d’investimento da 1,5 miliardi in cinque anni, lanciato nel 2020.

D’altra parte, con la necessità di rispettare le normative sulla privacy in un ambito che è sempre più sensibile negli equilibri tra potenze mondiali, la localizzazione dei server vicino ai clienti (e comunque in Ue) non è più solo una necessità tecnologica, ma anche una scelta obbligata per evitare problemi di tipo regolamentare.

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