Confindustria, i giovani strigliano la politica: “Campagna elettorale deludente e vuota”. Attacco alla Ue: “Sta distruggendo l’automotive”
dal nostro inviato Diego LonghinRAPALLO - Una politica italiana con “scene da saloon”, visto quello che è successo in Parlamento per la discussione intorno al premierato, una “campagna elettorale deludente e vuota, priva di contenuti, di una visione chiara sull’oggi e sul domani, e un’Europa che pensa più a “fare da regolatore” piuttosto che difendere e rilanciare la propria industria come fanno Stati Uniti e Cina. Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, interviene in apertura del 53° Convegno Nazionale della organizzazione imprenditoriale a Rapallo, a pochi giorni dal voto, vorrebbe un’Unione Europea che comprenda che “è l’industria del lago della bilancia” e che non pensi di diventare “verde facendo la transizione con i prodotti del primo Paese per emissioni al mondo, la Cina, con cui è ormai tempo di adottare contromisure commerciali più incisive, di tipo daziario e tecnico”.
RAPALLO - Una politica italiana con “scene da saloon”, visto quello che è successo in Parlamento per la discussione intorno al premierato, una “campagna elettorale deludente e vuota, priva di contenuti, di una visione chiara sull’oggi e sul domani, e un’Europa che pensa più a “fare da regolatore” piuttosto che difendere e rilanciare la propria industria come fanno Stati Uniti e Cina. Il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Riccardo Di Stefano, interviene in apertura del 53° Convegno Nazionale della organizzazione imprenditoriale a Rapallo, a pochi giorni dal voto, vorrebbe un’Unione Europea che comprenda che “è l’industria del lago della bilancia” e che non pensi di diventare “verde facendo la transizione con i prodotti del primo Paese per emissioni al mondo, la Cina, con cui è ormai tempo di adottare contromisure commerciali più incisive, di tipo daziario e tecnico”.
"L’Europa sta distruggendo l’automotive”
Bocciato l’approccio alla transizione ecologica di Bruxelles che dimostra tutta la sua debolezza: “Un dirigismo economico basato su sanzioni e iper-regolamentazione. La nostra competitività sarebbe passata dalle politiche green. Quello che noi vediamo è invece l’opposto. Una progressiva perdita di competitività rispetto agli altri Paesi. Assenza di lungimiranza sia economica sia industriale”. Un esempio? “L’automotive, un settore in perfetta salute, leader mondiale. L’Europa lo sta distruggendo”.
"Esenzioni ai trattori, per noi solo aggiustamenti”
Di Stefano ricorda le manifestazioni del movimento dei trattori nelle piazze e nelle strade. “Gli imprenditori e i lavoratori penalizzati dal Green Deal che cosa avremmo dovuto fare, la stessa cosa? Per il movimento dei trattori agevolazioni ed esenzioni, per noi solo aggiustamenti”. Al nuovo Parlamento e alla nuova Commissione il presidente dei Giovani Imprenditori non chiede “meno ambizione negli obiettivi ambientali, ma molto più pragmatismo”. In Europa, “Investiamo in intelligenza artificiale un miliardo all'anno. Poco. Occorre un fondo europeo per raccogliere investimenti pubblici e privati. Uno strumento finanziario e di incontro fra produttori e utilizzatori di tecnologie, ovvero istituzioni, grandi industrie, pmi e startup".
"Servono campioni europei dell’AI”
Per Di Stefano non si tratta solo di una singola tecnologia, ma una filiera digitale e industriale che nel Vecchio Continente ha “molte debolezze”. "Anche all'Italia servono investimenti davvero significativi. Puntare su produzioni ad alto valore aggiunto è un passaggio cruciale che dobbiamo compiere come sistema paese. Dobbiamo farlo per restare competitivi. Dobbiamo farlo per creare posti di lavoro di qualità e ad alto reddito. Dobbiamo farlo anche per compensare un declino demografico che ci imporrà di fare di più mentre diventiamo sempre di meno", ha detto Di Stefano, sottolineando che "creare veri campioni europei dell'AI. Imprese di grandi dimensioni e pienamente operanti in questo mercato. Sempre che l'antitrust europeo non le stronchi sul nascere".
"Perché politiche industriali, fiscali o di difesa diventino concrete, serve crescere. Serve sicurezza economica", dice il presidente., nel suo intervento riferendosi all'Europa. "La Commissione ha lanciato una sua strategia che può essere riassunta in due parole: dipendenza e de-risking.In primis dalla Cina, ma non solo. Perché le dipendenze europee sono profonde e critiche, sia verso Paesi amici che ostili", spiega Di Stefano.
"Serve una riforma dei trattati europei”
Un’Europa che si deve riformare: “Se l'Europa resta immobile, se non cambia, il crocevia fra allargamento e integrazione porterà conseguenze davvero difficili da gestire. Prima di ogni altra cosa, però, i popoli europei devono chiarire a sé stessi cosa vogliono da questa Europa. Da un lato, è chiaro che ci sono materie da gestire meglio a livello nazionale. Dall'altro, difesa, energia, digitale, finanza, ricerca e innovazione, salute, sono tutti ambiti in cui i cittadini hanno avuto bisogno di più Europa". Due le soluzioni immaginate: "La prima - più ambiziosa e completa - passa per una riforma dei trattati europei.- sottolinea Di Stefano - Questa è però, allo stesso tempo, la più lunga, complessa e incerta. Noi pensiamo che la riforma dei trattati sia l'obiettivo finale, e che a partire dalla prossima legislatura europea sia necessario aprire un grande cantiere".