NEW YORK — L’antitrust americano si occuperà con «urgenza» del settore dell’intelligenza artificiale, preoccupato dalla concentrazione in poche mani di una tecnologica così invasiva.
Nel mirino delle indagini governative Microsoft, OpenAI e Nvidia, in quello che rappresenta il segnale più forte della volontà di Washington di contrastare possibili violazioni alle norme dell’antitrust.
Risultati concreti
Lo ha annunciato Jonathan Kanter, assistente procuratore generale del Dipartimento della Giustizia, in un’intervista al Financial Times. Kanter ha messo in guardia dal rischio che le compagnie tech possano controllare il mercato e spiegato che il tempismo dell’azione potrà garantire di arrivare a risultati concreti, senza essere «invasivi».
Kanter ha affiancato il lavoro della Federal Trade Commission, l’agenzia governativa in difesa dei consumatori, e collaborato a una svolta nell’approccio con i Big Tech. La settimana scorsa il Dipartimento e la Federal Trade Commission hanno raggiunto un accordo su come procedere.
Il Dipartimento si era occupato già dei giganti come Google e Apple contrastando i tentativi di monopolio attraverso app, motori di ricerca e algoritmi che regolano il mercato delle inserzioni pubblicitarie.
Sotto la lente d’ingrandimento c’è anche il settore dei microchip, sempre più fondamentali come dimostra la crescita record a Wall Street di Nvidia, maggior produttore di processori per l’IA, la cui valutazione ha superato i 3 mila miliardi di dollari, cifra che ne ha fatto la seconda compagnia al mondo con la più alta valutazione della storia.
Nvidia fa il pieno di ricavi. “Guidiamo la rivoluzione dell’intelligenza artificiale”
Tredici miliardi
Il Dipartimento di Giustizia avvierà indagini su Nvidia mentre la Federal Trade Commission si occuperà di Microsoft e OpenAI. Da quando è stato presentato il ChatGPT di OpenaAI, nel novembre di due anni fa, si è scatenata una corsa per il controllo del mercato. Microsoft ha investito 13 miliardi di dollari nella compagnia californiana che ha in Sam Altman il suo frontman.
La preoccupazione di una concentrazione in poche mani non è solo americana. In Europa un’organizzazione non governativa a difesa della privacy, Nyob, ha accusato Meta, “genitore” di Facebook e Instagram, di utilizzare illegalmente i dati personali dei propri utenti per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale.
Le norme sulla privacy
Meta avrebbe agito senza consenso, in violazione delle norme della privacy dell’Ue. Nyob - acronimo che sta per “None of your business”, “Non sono affari tuoi” - sostiene che, in attesa dell’entrata in vigore (il 26 giugno) delle modifiche alle politiche sulla privacy di Meta, la piattaforma potrebbe usare l’archivio storico di post personali degli utenti.
Per questo motivo l’organizzazione ha depositato una denuncia in 11 Paesi europei, chiedendo alle autorità di controllo di intervenire. Le denunce sono state presentate in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia e Spagna.