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Mappatura delle spiagge e stop al Redditometro, la maggioranza tenta il blitz al Senato. Ma il Quirinale frena

(ansa)

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Due emendamenti al decreto Coesione puntavano ad adottare la mappatura delle spiagge e indennizzare i balneari uscenti, oltre che stoppare lo strumento anti-evasione. I dubbi del Colle
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ROMA - La maggioranza tenta il blitz al Senato sulle concessioni balneari e il Redditometro, ma l’incursione nel decreto Coesione sbatte contro i dubbi del Quirinale. Il faro del Colle si accende su due emendamenti, rispettivamente a firma Lega e Forza Italia: le norme sono estranee alla materia del provvedimento, è la valutazione che sarebbe stata fatta nelle ultime ore, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari.

L’orientamento dei tecnici del Colle è emerso durante una riunione tra il governo e la maggioranza che si è tenuta stamattina a Palazzo Madama per fare il punto sulle proposte di modifica al decreto che è all’esame della commissione Bilancio. All’incontro, presieduto dal ministro per il Pnrr e le Politiche di coesione Raffaele Fitto, hanno partecipato il titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il sottosegretario all’Economia Federico Freni. Una riunione durata oltre due ore, che all’esecutivo è servita per restringere il perimetro delle modifiche. E per co…

ROMA - La maggioranza tenta il blitz al Senato sulle concessioni balneari e il Redditometro, ma l’incursione nel decreto Coesione sbatte contro i dubbi del Quirinale. Il faro del Colle si accende su due emendamenti, rispettivamente a firma Lega e Forza Italia: le norme sono estranee alla materia del provvedimento, è la valutazione che sarebbe stata fatta nelle ultime ore, secondo quanto riferiscono fonti parlamentari.

L’orientamento dei tecnici del Colle è emerso durante una riunione tra il governo e la maggioranza che si è tenuta stamattina a Palazzo Madama per fare il punto sulle proposte di modifica al decreto che è all’esame della commissione Bilancio. All’incontro, presieduto dal ministro per il Pnrr e le Politiche di coesione Raffaele Fitto, hanno partecipato il titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il sottosegretario all’Economia Federico Freni. Una riunione durata oltre due ore, che all’esecutivo è servita per restringere il perimetro delle modifiche. E per comunicare alla maggioranza le osservazioni del Colle.

Decreti legge che diventano “Omnibus”

Ancora una volta l’accento viene posto sul rischio di trasformare i decreti legge in contenitori “omnibus”. Nel caso del decreto Coesione, l’analisi del Colle si concentra su due emendamenti che hanno superato (il primo solo in parte) la tagliola dell’improponibilità.

Indennizzi ai balneari

L’emendamento del Carroccio, a prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo, prevede l’introduzione di “norme per favorire lo sviluppo, gli investimenti e l'attrattività delle imprese che operano nel settore strategico turistico-ricreativo e sportivo sul demanio marittimo, lacuale e fluviale”. La richiesta è arrivare in tempi brevi all’adozione da parte di Palazzo Chigi della mappatura delle spiagge elaborata dal tavolo tecnico istituito presso la presidenza del Consiglio. Mappatura che tutti i partiti di maggioranza hanno voluto per dimostrare che le spiagge italiane non sono un bene scarso: per questa ragione - è la tesi - la direttiva Bolkestein non deve essere applicata.

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La proposta del Carroccio prevede anche un indennizzo sul valore aziendale da riconoscere al concessionario uscente da parte del subentrante e un criterio di prelazione ispirato al modello adottato dal Portogallo. “È giusto da un punto di vista formale sollevare il conflitto di attribuzione, ma nei fatti - afferma Romeo - il Parlamento deve riappropriarsi delle sue prerogative costituzionali: non possiamo delegare al Consiglio di Stato ma è nostro dovere dare risposte certe".

Abolire il Redditometro

L’altra questione controversa riguarda il Redditometro. L’emendamento di Forza Italia chiede di abolire lo strumento anti-evasione per scovare, attraverso l’analisi delle spese del contribuente, le eventuali incongruenze con il reddito dichiarato. Dopo il pasticcio del governo, che ha riattivato lo strumento “dormiente” per poi mettelo in stand-by, gli azzurri chiedono l’abrogazione. Ma il Redditometro è un corpo estraneo dentro a un decreto che punta a coordinare in maniera efficiente le politiche di coesione.

I lavori della commissione riprenderanno lunedì. La maggioranza ha pochi giorni per decidere: tirare dritto o innestare la retromarcia.

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