Elkann: “La Ferrari elettrica? Un’auto incredibile”
di Diego LonghinIl presidente di Ferrari e Stellantis, John Elkann
(reuters)TORINO – "Ho provato la nuova Ferrari elettrica: è incredibile, totalmente diversa da quanto ci si possa aspettare. Nel nostro futuro ci saranno anche grandi motori a combustione e ibridi". John Elkann, presidente di Ferrari e di Stellantis, oltre ad amministratore delegato di Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla anche Repubblica, alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo e-building a Maranello con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, racconta la sensazione di mettersi alla guida della elettrica al 100% del Cavallino. Lo fa in una puntata del podcast 'In good Company' condotto da Nicolai Tangen, ad di Norges Bank, il fondo sovrano norvegese tra i più importanti al mondo. Intervista in cui Elkann, tra le altre cose, parla anche di Stellantis, del rapporto con il nonno e di cosa significa fare l’amministratore delegato
TORINO – "Ho provato la nuova Ferrari elettrica: è incredibile, totalmente diversa da quanto ci si possa aspettare. Nel nostro futuro ci saranno anche grandi motori a combustione e ibridi". John Elkann, presidente di Ferrari e di Stellantis, oltre ad amministratore delegato di Exor, holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla anche Repubblica, alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo e-building a Maranello con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, racconta la sensazione di mettersi alla guida della elettrica al 100% del Cavallino. Lo fa in una puntata del podcast 'In good Company' condotto da Nicolai Tangen, ad di Norges Bank, il fondo sovrano norvegese tra i più importanti al mondo. Intervista in cui Elkann, tra le altre cose, parla anche di Stellantis, del rapporto con il nonno e di cosa significa fare l’amministratore delegato
L’’auto elettrica “sarà qualcosa di completamente diverso - sottolinea Elkann - da ciò che ci si potrebbe aspettare. Per noi, l'auto elettrica è una tela bianca che ci permette di utilizzare nuove tecnologie, provenienti dal mondo elettrico ed elettronico, e di poter davvero creare e progettare un'auto molto diversa. Questo è incredibilmente emozionante, e penso che il settore, finora, non abbia ancora esplorato il regno delle possibilità che queste nuove tecnologie possono offrirci. L'ho guidata ed è incredibile, sotto tutti i punti di vista. Se ti piace guidare, i brividi e le emozioni che si proveranno su quest'auto saranno semplicemente eccezionali”. Un futuro che non sarà solo alimentato dalle batterie. “Dà un enorme ottimismo e coraggio a Ferrari pensare che il nostro futuro non sarà solo con i nostri grandi motori a combustione, ma anche con i motori ibridi che esistono oggi – dice Elkann - non solo nelle corse con il nostro V6 ibrido, ma anche nelle auto sportive e nelle auto elettriche che inizieranno a essere presentate nel 2025”.
Cos’è Ferrari? “"Ferrari è passione. Ferrari significa avere successo nelle tre anime che possiede la società: auto sportive, racing e lifestyle. Non è un'azienda di auto, è una società molto speciale, più che eccezionale". Marchio che nel 2026 comparirà anche sulla nuova barca di Soldini studiata a Maranello.
Sul fronte della mobilità e dell’elettrico Elkann definisce Leapmotor, la start-up cinese con cui il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Peugeot ha siglato una joint venture per la vendita delle vetture fuori dalla Cina, come il quindicesimo marchio del gruppo: "Stellantis aveva quattordici marchi, ora sono quindici con Leapmotor: l'abbiamo annunciato di recente ed è la nostra azienda di auto completamente elettriche in Cina". Per Elkann Stellants “sta lavorando sodo”, crede che si riusciranno a trovare soluzioni tecnologiche nuove sulle batterie e che “gli europei debbano competere, ma ritengo che la costruzione di un'auto elettrica vada oltre la batteria ed è su questo punto che ci si dovrebbe concentrare, sia in termini di ingegneria che di produzione. E il prodotto complessivo è uno di quelli che stiamo iniziando a vedere con grande entusiasmo: la Fiat 500 elettrica, costruita a Torino, è un modello di incredibile successo".
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Quali sono stati i maestri dell’ad di Exor? "Sono stato incredibilmente fortunato ad aver lavorato con molte persone che avevano saggezza ed esperienza: Gianluigi Gabetti, il collega di mio nonno con il quale ha lavorato per molti decenni; Sergio Marchionne, con cui abbiamo collaborato per quattordici anni. E molti, molti miei colleghi sono stati incredibili", racconta nel podcast. “E ho sempre cercato di imparare dagli altri – dice – Ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lo stesso Buffett a Omaha o con la famiglia Wallenberg a Stoccolma". Secondo Elkann "una proprietà che è direttamente impegnata nella società è molto importante, perché assicura stabilità. Credo che le società a controllo familiare quotate costituiscano un'ottima combinazione tra la stabilità garantita da una famiglia e la visione di lungo termine. Essere società quotata, con investitori esterni, è un ulteriore stimolo".
Particolare il ricordo del nonno, l’avvocato Ganni Agnelli. “A ventun anni mio nonno vide il mio impegno e mi diede un’opportunità. Nel 1997, mentre ci avvicinavamo al centenario della Fiat del 1999, mio nonno sentì che era importante avere nel consiglio una rappresentanza della nuova generazione e con la mia nomina mi scelse per continuare l'impegno che la nostra famiglia aveva con l'azienda. Avevo, tra l'altro, la stessa età di quando lui entrò nel consiglio d'amministrazione, indicato da suo nonno, cioè mio trisnonno, il fondatore della Fiat. Penso che la mia nomina sia stata un gesto in parte un gesto simbolico, ma anche una grande opportunità che volle darmi”. Ricorda anche i momenti difficili: “2003 e 2004 anni difficili, la mia famiglia ha investito nell’azienda e Sergio Marchionne gli ha dato una prospettiva con un turnaround a cui abbiamo lavorato insieme”. E rispetto al momento che sta vivendo, Elkann dice: “Siamo nella terza decade: la prima è stata quella della sopravvivenza, la seconda della stabilita, oggi è quella della crescita”.