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“Italia, paura spread ma c’è lo scudo Bce”

Algebris headshots, Dec 13, 2022 in London Photograph by Suzanne Plunkett 
Per il capo di Algebris Investments le promesse politiche dovranno fare i conti con gli squilibri di bilancio. Non ci sono rischi di uscite dall’euro perché la Bce ha comprato il 30% dei titoli di stato di ogni Paese e li tiene sul proprio bilancio
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Dottor Pirro, dal suo punto di osservazione di Chief investment officer di Algebris Investments, quali sono le conseguenze del voto europeo per l’economia francese?

“La Francia è il paese che durante il Covid si è mostrato il più generoso, il presidente Macron ha speso tantissimo, anche attraverso le garanzie pubbliche, e lo si vede dal deficit che è vicino al 5,5% e non è in calo. Per questo motivo la Francia, insieme all’Italia, deve subire la procedura di infrazione europea, anche se non si spiega perché la Francia abbia un rating AA mentre l’Italia è BBB nonostante la maggiore disciplina fiscale”.

Se dalle prossime elezioni francesi uscirà un nuovo esecutivo di destra esploderà la spesa pubblica?

“Chi avrà la responsabilità dell’esecutivo in Francia si troverà poco spazio di manovra. Mancano i fondi e le promesse elettorali si scontreranno con la dura realtà. Macron ha fatto bene a chiamare le elezioni, dal suo punto di vista è meglio che a stringere la cinghia sia un governo …

Dottor Pirro, dal suo punto di osservazione di Chief investment officer di Algebris Investments, quali sono le conseguenze del voto europeo per l’economia francese?

“La Francia è il paese che durante il Covid si è mostrato il più generoso, il presidente Macron ha speso tantissimo, anche attraverso le garanzie pubbliche, e lo si vede dal deficit che è vicino al 5,5% e non è in calo. Per questo motivo la Francia, insieme all’Italia, deve subire la procedura di infrazione europea, anche se non si spiega perché la Francia abbia un rating AA mentre l’Italia è BBB nonostante la maggiore disciplina fiscale”.

Se dalle prossime elezioni francesi uscirà un nuovo esecutivo di destra esploderà la spesa pubblica?

“Chi avrà la responsabilità dell’esecutivo in Francia si troverà poco spazio di manovra. Mancano i fondi e le promesse elettorali si scontreranno con la dura realtà. Macron ha fatto bene a chiamare le elezioni, dal suo punto di vista è meglio che a stringere la cinghia sia un governo di destra che per questo motivo può perdere consensi, in attesa delle presidenziali del 2027”.

I mercati hanno reagito negativamente alle elezioni europee, perché?

“La reazione dei mercati è anche la conseguenza di politiche economiche che negli ultimi dieci anni non sono state molto efficaci. Tanti temi richiedono una correzione di rotta, come la difesa o l’energia green: si deve dire dove si trovano le risorse per fare gli investimenti. I mercati reagiranno se non ci sarà rigore”.

È un po’ lo stesso film che stiamo vedendo in Italia, è così?

“Il Mef si trova più o meno nella stessa situazione, vorrebbe confermare i tagli all’Irpef e al cuneo fiscale ma con un deficit già vicino al 5% deve trovare 15-20 miliardi di nuove risorse. Inoltre per rientrare nelle regole del nuovo patto di Stabilità occorre una correzione di altri 10-12 miliardi”.

Si può parlare di contagio se la Francia non mette a posto i suoi conti?

“La Francia è sistemica, quindi una sua deriva sui conti pubblici avrebbe effetti anche sul costo del debito italiano. Lo spread Oat-Bund può andare a 150 basis point e il downgrade della Francia è probabile, ma con la procedura di infrazione dovrà esserci una correzione entro l’autunno. La Bce ha in mano lo strumento del Tpi (Transmission protection instrument, ndr.) ma il suo utilizzo deve essere approvato da tutti. E non si può escludere che la Bce possa utilizzarlo per l’Italia e non per la Francia”.

Per la prima volta l’Europa si sta disallineando dall’America sul fronte dei tassi di interesse. Quali sono le conseguenze?

“Anche gli Usa hanno problemi di bilancio, la spesa fiscale è al 7% del Pil nell’anno elettorale, cioè il paese spende più di quello che raccoglie ma c’è la consapevolezza che il debito in dollari non farà mai fatica a essere collocato sul mercato”.

Fa bene l’Europa a mettere i dazi sulle importazioni dalla Cina?

“E’ in corso una guerra commerciale tra Usa e Cina, la Ue sta nel mezzo ed è una situazione più difficile da gestire. L’Europa dovrebbe fare di più i propri interessi, Trump se sarà eletto sarà ostile anche al Vecchio Continente, bisogna rafforzarsi sul mercato interno per avere più influenza a livello globale. Il Pil della Ue è circa 16 mila miliardi di dollari, quello Usa circa 30, dieci anni fa erano uguali”.

L’Europa deve anche completare l’unione bancaria, per permettere alle sue banche di essere più forti, è d’accordo?

“Si deve completare l’unione bancaria e si devono fare altre emissioni comuni di debito ma non vedo problemi sul settore bancario. Inoltre ci vuole una politica energetica comune, non è possibile che in Italia la spesa per le imprese sia di 100 euro al MgW mentre in Spagna sia 15. Non a caso la crescita della Germania ha sofferto per i prezzi energetici più elevati”.

In prospettiva ci sono rischi che qualche paese europeo esca dall’euro?

“Non credo, dopo il 2011 la Bce è intervenuta acquistando titoli sui mercati e ora ha sul suo bilancio circa il 30% dei titoli di stato di ogni paese. Non c’è quindi un problema di uscite dall’euro anche se ci sarà volatilità”.

Lo scenario, dunque, non è così negativo?

“Con l’inflazione in Europa che va verso il 2% i tassi, che il mercato prezza già intorno al 3%, potrebbero scendere anche fino al 3% a fine 2025, mitigando un po’ anche la spesa fiscale sui rinnovi. Nei prossimi 10 anni l’inflazione sarà un po’ più alta e si faranno più investimenti in difesa ed energia green. L’Italia ha anche il Pnrr che dovrebbe incidere positivamente sul Pil. La crescita può rimbalzare, in Cina come in Germania”.

E se a novembre Trump diventa di nuovo presidente degli Stati Uniti?

“Se in Usa vince Biden non cambia nulla, se vince Trump qualche problema ci sarà ma non vedo rischi per i risparmiatori. Con più volatilità ci saranno anche opportunità da cogliere, bisogna tenere i portafogli un po’ più liquidi”.

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