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Stellantis,Tavares: “Non c’è motivo per non fare l’accordo con il governo”

L'ad di Stellantis, Carlos Tavares

 (reuters)

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L’ad parla del rapporto con l’esecutivo in vista del tavoli di agosto: “Ci hanno fatto delle richieste e abbiamo risposto in modo positivo. Credo che sarà facile convergere”
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TORINO – “Non c’è motivo per cui non si possa fare un accordo, almeno da parte di Stellantis”. L’amministratore delegato Carlos Tavares risponde così a chi gli chiede se ci siano le condizioni per un’intesa tra la casa automobilistica italo-francese e il governo italiano. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato prima i sindacati, il 5 agosto, e poi il tavolo auto, il 7 agosto. Termine ultimo per trovare un accordo? Nessuno ha posto una data limite, ma dopo un anno di discussione sembra che ci sia l’intenzione di arrivare al dunque, in un senso o nell’altro. L’obiettivo è tornare a produrre 1 milione di veicoli al 2030. “Abbiamo ricevuto nel giorno dei 125 anni di Fiat una lettera da parte del ministero dove si ponevano delle domande – racconta Tavares - abbiamo risposto a tutto in modo molto corretto, professionale e con buone intenzioni. Credo che queste risposte siano le risposte che il governo italiano si aspetta da noi. Sono molto positivo, credo c…

TORINO – “Non c’è motivo per cui non si possa fare un accordo, almeno da parte di Stellantis”. L’amministratore delegato Carlos Tavares risponde così a chi gli chiede se ci siano le condizioni per un’intesa tra la casa automobilistica italo-francese e il governo italiano. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato prima i sindacati, il 5 agosto, e poi il tavolo auto, il 7 agosto. Termine ultimo per trovare un accordo? Nessuno ha posto una data limite, ma dopo un anno di discussione sembra che ci sia l’intenzione di arrivare al dunque, in un senso o nell’altro. L’obiettivo è tornare a produrre 1 milione di veicoli al 2030. “Abbiamo ricevuto nel giorno dei 125 anni di Fiat una lettera da parte del ministero dove si ponevano delle domande – racconta Tavares - abbiamo risposto a tutto in modo molto corretto, professionale e con buone intenzioni. Credo che queste risposte siano le risposte che il governo italiano si aspetta da noi. Sono molto positivo, credo che si stia andando nella direzione voluta dall’Italia che, tra l'altro, è la stessa nostra, perché siamo i leader del mercato”.

Tavares ha incontrato i giornalisti in occasione della presentazione dei dati del semestre del gruppo, che ha come primo azionista Exor che controlla anche Repubblica. Per l’ad del produttore nato dalla fusione tra Fca e Peugeot “non c'è motivo per cui non porteremmo ulteriore valore e ricchezza all'Italia. Quindi penso che sia abbastanza facile convergere. Per qualche motivo che non capisco, di tanto in tanto, veniamo bombardati. È la vita. Ma la risposta che abbiamo dato al governo italiano è positiva nelle intenzioni, è aperta, contribuisce a quello che credo il governo italiano voglia fare, cioè creare più valore nel Paese”. Positivo anche il rapporto con i sindacati, “a cui abbiamo presentato i nostri piani e modelli e che hanno risposto in modo positivo”.

Uno dei nodi è la possibilità che un produttore cinese arrivi in Italia, come vorrebbe il governo. E la visita della premier Meloni a Pechino a fine luglio sarà un passaggio importante. “Ora il mercato sta diventando estremamente difficile. Dobbiamo capire che se non lasciamo respirare le aziende e non prendiamo le decisioni che devono prendere per garantire la loro sostenibilità, succederà qualcosa di brutto. Stiamo cercando di spiegarlo per educare gli stakeholder su ciò che deve essere fatto per proteggere l'azienda”, dice Tavares. E aggiunge: “Quello che dico sempre è molto semplice 1 milione di auto prodotte significa 1 milione di clienti. Se si devono suddividere 1 milione di auto tra diversi produttori, non è la stessa cosa se si suddividono tra un numero inferiore”.

Il riferimento è alla possibilità che arrivino dei player cinesi a produrre in Italia. “Siamo i leader del mercato. Naturalmente, tutti vorrebbero attaccare il leader. Capiamo che questo fa parte del panorama competitivo, ma tutti vogliono attaccare il leader – dice il manager portoghese - ora, chi favorirà il fatto che il leader venga attaccato? Questo è ciò che vedremo. Finora abbiamo risposto al governo in modo molto positivo, ben intenzionato e costruttivo. Siamo allineati, anche ai nostri partner sindacali. Vogliamo continuare così. Vedremo cosa succederà e agiremo di conseguenza”.

Stellantis attende le risposte del governo, che ha già annunciato un programma triennale degli incentivi, che però dovrebbero servire a sostenere anche la componentistica e la produzione italiana. Questa la linea del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che vuole modificare il sistema dei sussidi proprio “per spingere di più sull’aspetto produzione”. Due settimane fa è trapelata anche l’ipotesi che il governo possa usare marchi storici, come Autobianchi e Innocenti, da consegnare alle società del Dragone che decideranno di mettere stabilimenti in Italia. Marchi che appartengono al mondo Stellantis.

Sul punto Tavares non ha voluto affondare: “Tutto ciò non si è ancora concretizzato. Se un giorno si concretizzerà, decideremo cosa fare. Se dovesse concretizzarsi, ci sono parole specifiche che possono essere applicate a questo atto, per ora lascio ad altri trovare le parole. Finora non si è concretizzato. Per ora siamo concentrati sull'esecuzione in Italia del piano che è stato sostenuto dai nostri partner sindacali”.

Sul fronte Cina, però, c’è anche l’aspetto Leapmotor, società con cui Stellantis ha una joint venture per la produzione e commercializzazione dei modelli fuori dalla Cina. Tavares conferma l’inizio delle vendite in Europa da settembre. “In questo momento il primo lotto di prodotti destinati all'Europa è in nave ed è stato spedito verso l’Europa. Il processo di omologazione dei veicoli sta procedendo bene e, come ci siamo impegnati a fare, le prime vendite inizieranno a settembre”. Poi toccherà agli altri mercati. Per l’ad c’è molta attenzione e richieste da parte della rete vendita sui modelli Leapmotor, il 15esimo marchio del gruppo. Troppi brand? Tavares ha le idee chiare: “Vedrete, renderanno. Se non rendono, li chiuderemo. È molto semplice. Siamo in un momento di transizione molto difficile, quindi non possiamo permetterci di avere marchi che non rendono”.

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