NEW YORK - Dopo le “gattare senza figli”, tocca ai “burocrati" della Fed finire all'angolo. Donald Trump ha trovato un alleato nel suo attacco all’indipendenza della politica monetaria degli Stati Uniti, i cui riflessi riguardano tutto il mondo finanziario: il suo candidato vice, J. D. Vance. Il senatore dell’Ohio, che nel 2021 aveva definito la candidata Democratica Kamala Harris “donna infelice senza figli", alla stregua di “gattare che vogliono rendere miserevoli anche le esistenza degli altri”, è d’accordo con il tycoon secondo cui il presidente degli Stati Uniti deve influenzare le scelte della Federal Reserve, e non lasciarla indipendente. “Sarebbe un cambiamento enorme - ha detto Vance in un’intervista alla Cnn - la leadership politica in questo Paese deve avere più peso sulla politica monetaria”. Spetta alla Casa Bianca, ha aggiunto, indicare come muoversi sui tassi di interesse e “non ai burocrati". “Deve essere - ha sottolineato - una decisione politica”.
NEW YORK - Dopo le “gattare senza figli”, tocca ai “burocrati" della Fed finire all'angolo. Donald Trump ha trovato un alleato nel suo attacco all’indipendenza della politica monetaria degli Stati Uniti, i cui riflessi riguardano tutto il mondo finanziario: il suo candidato vice, J. D. Vance. Il senatore dell’Ohio, che nel 2021 aveva definito la candidata Democratica Kamala Harris “donna infelice senza figli", alla stregua di “gattare che vogliono rendere miserevoli anche le esistenza degli altri”, è d’accordo con il tycoon secondo cui il presidente degli Stati Uniti deve influenzare le scelte della Federal Reserve, e non lasciarla indipendente. “Sarebbe un cambiamento enorme - ha detto Vance in un’intervista alla Cnn - la leadership politica in questo Paese deve avere più peso sulla politica monetaria”. Spetta alla Casa Bianca, ha aggiunto, indicare come muoversi sui tassi di interesse e “non ai burocrati". “Deve essere - ha sottolineato - una decisione politica”.
Le minacce di Trump
L'avvertimento consegnato al presidente della Fed Jerome Powell arriva dopo che Trump, nei recenti comizi, ha promesso di tagliare i tassi di interesse una volta eletto. Già in aprile il Wall Street Journal aveva rivelato il piano dei Repubblicani di limitare l’indipendenza della Banca centrale americana, difesa invece da molti economisti. Trump è lo stesso che nei mesi scorsi aveva accusato Powell di subire la pressione del presidente Joe Biden per tagliare i tassi e abbassare i prezzi al consumo, servendo un assist ai Democratici in vista del voto di novembre. Non è successo. La Fed ha mantenuto i tassi al 5,3 per cento, il livello più alto in vent’anni, e aperto all’ipotesi, ma non promesso, di tagliare il costo del denaro nel meeting di metà settembre, l’ultimo prima dell’Election Day del 5 novembre.
"Troppi burocrati prendono decisioni importanti”
Intimorito dalle minacce, Powell non è intervenuto neanche davanti a un rallentamento dell’economia americana, finendo per produrre, una settimana fa, una turbolenza finanziaria mondiale. La coppia Repubblicana non si nasconde più. “Il presidente Trump sta dicendo qualcosa di davvero importante e profondo - ha spiegato Vance nell’intervista - tu hai troppi burocrati che prendono molte decisioni importanti. Se agli americani non piace la nostra politica sui tassi devono eleggere qualcuno di diverso perché quella politica cambi. Niente deve stare al di sopra del dibattito democratico in questo Paese”. Non è chiaro se un presidente degli Stati Uniti può licenziare il vertice della Fed, ma il segnale dell’insofferenza verso l’indipendenza della Banca centrale è chiaro, seppure non sorprendente. Durante la sua presidenza, Trump aveva fatto pressioni su Powell perché abbassasse i tassi di interesse. Il tycoon era arrivato ad attaccarlo pubblicamente, quando aveva chiesto ai suoi followers sui social chi fosse il “nemico” più grande degli Stati Uniti: Mr. Powell o il presidente cinese Xi Jinping.