MILANO – Cambiare lavoro è sempre uno stress per tutti. Per Brian Niccol, fresco di nomina come nuovo amministratore delegato di Starbucks. Secondo i documenti depositati alla Sec, il manager avrebbe strappato un accordo che potrebbe portare nelle sue tasche ben 113 milioni di dollari.
Non si tratta dello stipendio vero e proprio. Quello varrà “appena” 1,6 milioni di dollari l’anno, a cui si aggiungerà una quota variabile tra 3,6 e 7,2 milioni legata alle performance aziendali. A questa somma si aggiunge un bonus alla firma da 10 milioni di euro, un premio da 75 milioni euro in azioni legato alla rinuncia dei bonus maturati e incassati nell’azienda appena lasciata, Chipotle Mexican Grill, destinato ad essere nel tempo, e altri 23 milioni di dollari all’anno sempre in azioni. In totale, almeno, 113 milioni di euro ma sommando tutte le voci, che non si ripeteranno comunque ogni anno. L'anno scorso la retribuzione totale di Niccol a Chipotle è stata di 22,5 milioni di dollari, mentre il valore dei suoi guadagni non realizzati legati a benefit azionari è stato di oltre 82 milioni di dollari,
“La disponibilità del consiglio di amministrazione di Starbucks a pagare un prezzo così alto testimonia la fiducia che ripongono in Niccol”, ha dichiarato Ben Silverman, vicepresidente della ricerca di Verity, una società di analisidi mercato. “Ma dovrà dimostrare di valerne la pena, perché il suo compenso annuale è superiore di circa il 75% a quello del suo predecessore”.
Smart working in California
Non è tutto. Accanto al ricchissimo pacchetto monetario, anche per i top ceo le condizioni di lavoro sono una variabile importante da considerare nelle transizioni lavorative. Così Niccol ha strappato un via libera abbastanza inedito per una figura apicale, vale a dire la possibilità di effettuare smart working dalla soleggiata California. Secondo il documento depositato alla Sec, Niccol non dovrà trasferirsi nella sede di Seattle. Al contrario, l'azienda stabilirà un “piccolo ufficio remoto” a Newport Beach, in California - la città in cui Niccol aveva trasferito la sede di Chipotle da Denver - e pagherà un assistente di sua scelta.