ROMA — Qualcuno parla già di «Ferragosto da record». Ma, esaminando più attentamente i primi dati e i primi commenti degli operatori, il record sembra limitarsi al caldo.
Al di là delle molte località che esultano per il pienone, dalle montagne del Trentino Alto Adige e della Valle D’Aosta fino alla spiagge della Sardegna e della Sicilia, i numeri, senza dubbio ottimi, del Ferragosto riflettono tutte le difficoltà delle famiglie italiane, alle prese con salari che hanno avuto, se li hanno avuti, aumenti contenuti, che non hanno permesso di recuperare l’inflazione passata e che non riescono a rincorrere la corsa dei prezzi delle ultime settimane dei servizi turistici, dai pacchetti vacanze nazionali (più 29,9% a luglio su base annua), ai villaggi vacanze e campeggi (più 18,8% rispetto a giugno).
Secondo i dati dell’Osservatorio Turismo di Confcommercio nella settimana di Ferragosto si sono messi in viaggio 13 milioni di italiani. Ma la scelta del periodo per quasi uno su cinque è dovut…
ROMA — Qualcuno parla già di «Ferragosto da record». Ma, esaminando più attentamente i primi dati e i primi commenti degli operatori, il record sembra limitarsi al caldo.
Al di là delle molte località che esultano per il pienone, dalle montagne del Trentino Alto Adige e della Valle D’Aosta fino alla spiagge della Sardegna e della Sicilia, i numeri, senza dubbio ottimi, del Ferragosto riflettono tutte le difficoltà delle famiglie italiane, alle prese con salari che hanno avuto, se li hanno avuti, aumenti contenuti, che non hanno permesso di recuperare l’inflazione passata e che non riescono a rincorrere la corsa dei prezzi delle ultime settimane dei servizi turistici, dai pacchetti vacanze nazionali (più 29,9% a luglio su base annua), ai villaggi vacanze e campeggi (più 18,8% rispetto a giugno).
Secondo i dati dell’Osservatorio Turismo di Confcommercio nella settimana di Ferragosto si sono messi in viaggio 13 milioni di italiani. Ma la scelta del periodo per quasi uno su cinque è dovuta al fatto che «solo a Ferragosto può fruire dell’ospitalità di familiari e amici», una decisione presa al risparmio dunque.
Mancanza di liquidità
In un quadro che era già stato descritto a luglio da Federalberghi come di vacanze negate per quasi la metà della popolazione, il 44,8%. Scelta determinata principalmente dalla mancanza di liquidità (54,3%).
«Ferragosto è andato molto bene, paradossalmente a conferma della difficoltà della domanda interna — afferma Antonio Capacchione, presidente del Sib, sindacato dei balneari di Confcommercio — la presenza delle famiglie italiane sulle spiagge si concentra solo in alcuni giorni speciali, come le domeniche o il Ferragosto. Va bene solo la domanda turistica estera, ma purtroppo il peso specifico è diverso, per cui l’incremento delle presenze straniere non ha compensato la riduzione di quelle italiane».
E se questa è la situazione delle spiagge, nelle città d’arte non va meglio. A sollevare il caso di Napoli per esempio quest’anno è il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Marco Nonno: «I dati di Federalberghi ci dicono che a Ferragosto sarà occupato solo il 70% delle camere d’albergo, con un calo al 2023 del 10%», scrive in una nota.
Il last minute
Di un calo del 10% rispetto al 2024 parla anche Augusto Congionti, presidente di Agriturist: «Le richieste vanno a rilento, sono soprattutto per soggiorni brevi e le prenotazioni last-minute rendono difficile fare previsioni», spiega.
«Nonostante la prevalenza complessiva dei turisti italiani, — ragiona Assoturismo Confesercenti — si registra una leggera flessione della domanda interna rispetto allo scorso anno, e il turismo di metà agosto è guidato dalle destinazioni con una forte vocazione internazionale, che hanno recuperato l’occupazione delle camere grazie al mercato estero».
Il record della Scandinavia
Se il freno ai viaggi di quest’anno è rappresentato prevalentemente dalle difficoltà economiche degli italiani, si profila un’altra minaccia per il turismo di casa nostra: il cambiamento climatico. In questi giorni circolano molti report che attestano una preferenza per le mete “più fresche”.
Oltre il 51% dei turisti è influenzato nelle proprie decisioni di vacanza dal cambiamento climatico e l’Italia, sottolinea l’Enit, è al centro del cosiddetto “hot spot mediterraneo”: da noi gli estremi climatici hanno un’intensità e una frequenza superiori ad altre aree del Continente europeo.